La replica del sindaco Luca Piatti a Maurizio Oreste Pozzato

«Vogliamo avere le prove degli avvelenamenti»

La replica ddi San Paolo Cervo, Maurizio Piatti, a Luca Oreste Pozzato, l'imprenditore agricolo al quale in due anni sono morti 63 animali.

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Articolo pubblicato il 05-09-2015 alle ore 10:42:23.
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Maurizio Piatti, sindaco di San Paolo Cervo

Riceviamo e pubblichiamo la lettera del sindaco di San Paolo Cervo, Maurizio Piatti, su quanto avviena alla Rondanella.

«Ho letto con attenzione l’ennesimo sfogo del sig. Pozzato e la conseguente condivisione del sig. De Luca.

Messa così la triste vicenda getta discredito sulla Valle intera e sulle sue istituzioni, in primis il Comune di San Paolo Cervo, ma siamo proprio sicuri che le cose stiano esattamente in questi termini?

Fin dall’inizio della vicenda, come Sindaco, ho preso una posizione chiara che ora voglio mettere per iscritto affinché non vi possa essere più alcun tipo di dubbio in proposito o alcun tipo di interpretazione.

1) La pietà per le bestie morte è fuori discussione, nessuno può essere contento o anche solo indifferente ad una cosa simile. Di conseguente piena solidarietà in tal senso al sig. Pozzato. 2) Vi sono indagini, che non sono compito del Comune ma dell’Arma dei Carabinieri, in corso e solo alla fine di queste si potranno dire cose certe e prendere posizioni precise. 3) Nel momento in cui l’eventuale colpevole venisse a galla e di conseguenza si aprisse un procedimento giudiziario (cosa che, sia ben chiara, io mi auguro) il Comune di San Paolo Cervo è pronto a costituirsi parte civile per i danni di immagine e morali subiti.

Detto questo vorrei fare alcune considerazioni.

La mia storia personale, la mia vita, dimostrano l’apertura verso le novità, ho pagato più volte sulla mia pelle questa ricerca volta a smuovere le acque in un territorio pigro; questo si!

Ho quindi accolto con piacere ed entusiasmo, così come farei con qualsiasi altra iniziativa che va in questo senso perché ne abbiamo bisogno, il progetto di cui si parla, prova ne è che il Comune ha fatto tutto il possibile per poter permettere al sig. Pozzato la sua realizzazione.

L’idea della cascina didattica è splendida e sicuramente condivisibile.

Detto questo, ammesso che le cose siano andate esattamente come dice il sig. Pozzato, perché colpevolizzare una intera popolazione?

Mi spiego meglio, se esiste un delinquente che avvelena gli animali, cosa ne possono tutti gli altri valligiani e perché tutte le volte che il sig. Pozzato prende la matita in mano si scaglia contro tutti con la naturale conseguenza di rendersi antipatico ai più?

So per certo che alcuni valligiani (tutti cattivi e omertosi) hanno messo a disposizione del sig. Pozzato i loro terreni per il taglio del fieno o il pascolo degli animali ma questo dallo stesso non è stato preso in considerazione.

L’attività del sig. Pozzato poi, come del resto qualsiasi di questo genere, provoca disagi e scontri nei rapporti tra privati e di conseguenza grane per il Comune che a volte deve farsi carico di eventuali danni. La domanda è: è giusto che venga speso denaro pubblico per danni provocati da qualsiasi attività produttiva?

Scrivo questo per far capire che è difficile stabilire a priori e senza alcun dubbio, chi è il martire e chi è l’aguzzino.

Invito il sig. Pozzato a far pervenire quanto prima in Comune i documenti ufficiali e inequivocabili da lui posseduti sull’avvelenamento del bestiame in modo che non vi possano essere più dubbi.

Infine ricordo allo stesso e anche al sig. De Luca che a differenza di quanto scritto io vedo moltissimi con valligiani che lavorano pressoché quotidianamente e in modo totalmente gratuito sul territorio perché innamorati della propria terra, suggerisco al sig. Pozzato di tenere un altro atteggiamento perché così (riporto una frase di una persona a lui vicina) “si fa del male da solo”.

A disposizione di tutti quanti per confronti, suggerimenti o qualsiasi altra cosa

Il Sindaco

Maurizio Piatti   

Tags: luca oreste pozzato, la rondanella, maurizio piatti

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