La rubrica della nostra psicologa Daniela Manara

Viviamo prima che sia troppo tardi

Quale sarebbe il più grande rimpianto se oggi fosse il mio ultimo giorno di vita? Cosa mi pentirei di non avere fatto?

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Articolo pubblicato il 05-04-2015 alle ore 00:00:00.
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Viviamo prima che sia troppo tardi

La morte improvvisa di una persona conosciuta o semplicemente di un vicino di casa, mi ha dato lo stimolo per riflettere su alcune delle domande fondamentali dell’esistenza umana: quale sarebbe il più grande rimpianto se oggi fosse il mio ultimo giorno di vita? Cosa mi pentirei di non avere fatto?
A queste domande ha provato a dare risposta B.W., un’infermiera australiana impiegata nella rete delle Cure Palliative che assisteva i moribondi nelle loro ultime 12 settimane.
In base alle testimonianze raccolte i 5 più “comuni” rimpianti sono i seguenti:

1. Vorrei essere stato capace di rendermi più felice. Molti non si rendono conto di questo finchè ormai non è troppo tardi. La paura di cambiare abitudini e routine li blocca anche nelle emozioni; quando, magari, il “lasciarsi
andare” a risate a crepapelle o un po’ di sana infantilità, sarebbe bastata;

2. Vorrei essere rimasto in contatto con i miei amici.  L’accorgersi di aver perso amicizie d’oro nel corso degli anni, perchè concentrati sulla propria vita, porta ad un profondo rimpianto per non aver dedicato tempo e sforzo nella virtù dell’amicizia. In questo momento storico, con tutti i forse, i social riescono in parte ad ovviare questa mancanza.

3. Vorrei avere avuto il coraggio di esprimere i miei sentimenti. Molte persone soffocano o sopprimo del tutto i sentimenti, vivendo secondo quello che in psicologia è chiamato il Falso Sé; si accontentano così, per mantenere il quieto vivere, di un’esistenza mediocre e non diventeranno mai chi erano realmente in grado di divenire, annullando le proprie potenzialità.

4. Vorrei non aver lavorato così duramente. Questo è il tipico rimpianto dei padri di famiglia che si sono persi l’infanzia dei propri figli e la compagnia della partner.

5. Vorrei avere avuto il coraggio di vivere una vita come la volevo io, non quella che gli altri si aspettavano da me. È nella natura umana, giunta al termine, fare un bilancio; la maggior parte delle persone si rende conto di quanti sogni sono rimasti insoddisfatti o rimasti chiusi nel famoso cassetto, a causa di scelte che hanno compiuto. La salute offre una libertà di cui in pochi si rendono conto, fino a quando non la perdono.

Viviamo. Prima che sia troppo tardi.

Daniela Manara



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