Settembre è stato un ottimo mese, ma l’estate complessivamente è risultata troppo piovosa

Vino, un’annata quasi buona

Poteva andare peggio. Questa l’opinione di alcuni tra i produttori di vini biellesi, intervistati mentrela vendemmia inizia a liberare le viti dal peso di quintali di uva pronta per essere pigiata e fatta fermentare.

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Articolo pubblicato il 20-10-2014 alle ore 00:00:00.
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Vino, un’annata quasi buona

Poteva andare peggio. Questa l’opinione di alcuni tra i produttori di vini biellesi, intervistati mentrela vendemmia inizia a liberare le viti dal peso di quintali di uva pronta per essere pigiata e fatta fermentare. Un mese e mezzo fa anche i più ottimisti affermavano che sarebbe stato necessario attendere settembre per fare delle previsioni: ebbene, settembre è arrivato, portando luce e calore a sufficienza per terminare la maturazione.

Ovviamente il cattivo tempo non è passato senza lasciare danni.
All’azienda agricola “La favorita” di Viverone stimano una produzione inferiore all’anno scorso del 30/40 per cento: “Con il tempo di quest’estate la pioggia ha lavato via i trattamenti e causato malattie, ma le condizioni di settembre sono state migliori rispetto a quelle estive e la qualità è buona”.
Della stessa opinione è anche Carlo Colombera, titolare dell’omonima azienda agricola di Masserano: “La quantità, anche se un po’ scarsa, dovrebbe mantenersi nella media. La qualità sarà buona, per chi è riuscito a lasciare fuori l’uva e vendemmiare tardi: infatti alcuni hanno dovuto anticipare la vendemmia, anche a processo di maturazione non ancora concluso, poiché l’uva deteriorata marcisce se esposta a pioggia e rugiada”.

“Annata non eccellente, ma discreta; tutto sommato buona” è il commento di Odilio Antoniotti.

“La vendemmia – prosegue il viticoltore di Sostegno – è travagliata come è stata tutta la stagione, ma ultimamente abbiamo assistito ad una rivalsa del bel tempo che ha favorito la maturazione.
“Usiamo ogni sprazzo di tempo favorevole a disposizione, -aggiunge il viticoltore - anche perché le condizioni sembrano stare nuovamente peggiorando. In ogni caso ora vedo il bicchiere mezzo pieno, mentre un mese e mezzo fa lo vedevo mezzo vuoto. Abbiamo anche notato che ci sono più api nelle vigne, il che significa che nell’uva c’è zucchero a sufficienza; un presupposto indispensabile per ottenere alcool durante la fermentazione”.
Gli fa eco, ancor più ottimista, Luca de Marchi, dalla proprietà Sperino di Lessona: “Non siamo ancora arrivati al grosso della vendemmia, il Nebbiolo, per il quale dovremo aspettare ancora un paio di settimane, ma non dovrebbero esserci problemi di quantità; anzi, è forse una delle annate più abbondanti. Non è stata una delle più facili, ma non ha influito sulla qualità: semplicemente, le caratteristiche saranno diverse. I vini di quest’anno saranno meno alcolici e corposi, ma di contro guadagneranno in aroma e freschezza; ciò che dovremo fare sarà spiegarne le ragioni ai consumatori”.

A vendemmia terminata potremo disporre di dati più precisi, ma possiamo affermare che il peggio è stato evitato; più che lamentarsi ora l’importante è, in attesa della prossima annata, raccogliere l’uva che abbiamo e trasformarla in vino.

Del resto, come ci dice ancora Luca de Marchi, ogni vendemmia è un dono.

Eric Repetto

Tags: vino, vendemmia, annata quasi buona, agricoltura

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