La Paga del Sabato di Giuliano Ramella

Una risata vi seppellirà

Domenica 4 gennaio, alle ore 16,29, in una garbata polemica sulla rete, Stefano Tetano La Malfa, potente assessore comunale di Biella e esponente di punta del PD biellese pigliatutto, mi ha ammonito (insieme a Roberto Pietrobon titolare di alata e acumina

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Articolo pubblicato il 10-01-2015 alle ore 00:00:00.
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Giuliano Ramella

Domenica 4 gennaio, alle ore 16,29, in una garbata polemica sulla rete, Stefano Tetano La Malfa, potente assessore comunale di Biella e esponente di punta del PD biellese pigliatutto, mi ha ammonito (insieme a Roberto Pietrobon titolare di alata e acuminata rubrica su questo stesso giornale) sul valore dell'ironia e della satira. “Superbo strumento - ha flatulato Peto La Malfa - non facile da governare, per esprimere con grazia e leggerezza giudizi pesanti”.

Per me, credo, la sentenza si riferiva alla summa della mia opera di trafelato gazzettiere, mentre per Pietrobon alludeva all'irriverenza con cui motteggia gli annunci del sindaco di Biella Marco Governicchioli. Tre giorni dopo la redazione di Charlie Ebdo, settimanale satirico francese che fin dai tempi in cui si chiamava Hara-Kiri (influenzando gli italiani Il Male e Cuore) ha orgogliosamente definito la propria satira “stupida e cattiva”, veniva  sterminata da un commando di nazislamici.

Per carità, nessun accostamento, nessun parallelismo: solo una quasi coincidente querelle, dall'esito tragico e orrendo quella francese, sul come debba intendersi il ruolo di chi fa satira.

Finché stiamo nella dimensione della "grazia e leggerezza" io e Roberto forse ce la caviamo, da isolati e appestati, ma ce la caviamo, parola di Titano La Malfa.

La risata, il ghigno, lo sghignazzo sono da sempre l'ultima trincea di una dissidenza che non accetta di misurarsi in parità di linguaggio con i propri bersagli che ama e odia.  La stupidità (qui intesa come indisponibilità ad un rapporto dialettico) e la cattiveria sono le cifre con cui si misura l'efficacia dell'aggressione satirica. La satira “castigat ridendo mores”, corregge i costumi ridendo. “La fantasia distruggerà il potere, e una risata vi seppellirà” scrisse a fine Ottocento Michail Bakunin, offrendo uno slogan beffardo agli anarchici del suo tempo, e una parola d'ordine ai giovani ribelli europei del '68 e del '77 del Novecento. I tempi sono cambiati e a chi, facendo satira, rischia la vita o l'isolamento, la frase suona ora sinistramente: una risata ci seppellirà.

Questo è un pezzo stupido e cattivo, scorretto e inaccettabile anche per la deformazione e lo sbeffeggiamento dei nomi.  Ma è il mio modo di dire, senza ipocrisia, moi aussi, je suis Charlie.

giulianoramella@tiscali.it

Tags: la paga del sabato, Giuliano Ramella

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