Trasferiscono gli anziani dall’ospedale e 26 lavoratori rischiano il posto

Ancora nessuna buona notizia per i dipendenti della cooperativa Bios

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Articolo pubblicato il 13-11-2015 alle ore 20:39:30.
L'ospedale di Ponderano
L'ospedale di Ponderano

I 26 lavoratori della cooperativa Bios che si occupano degli anziani dell’ex casa di riposo di Bioglio, ora ospitati nel nuovo ospedale, rimangono senza risposte circa il loro futuro. Il tanto atteso incontro in Regione tra i rappresentanti sindacali e l’assessorato alla Sanità, avvenuto nei giorni scorsi, può essere classicamente definito “interlocutorio”, ovvero senza risultati di sorta: scambio di opinioni e proposte ma niente di risolutivo, almeno per il momento. Eppure i 26 tra dipendenti e collaboratori della cooperativa, rischiano seriamente di avere come regalo di Natale una “letterina” di licenziamento.

 

La questione è nata a seguito di uno dei tanti decreti regionali di riordino della sanità - precisamente il numero 67 del luglio 2015 - secondo il quale, per quanto riguarda il Biellese, i 22 posti letto convenzionati presenti sul territorio sono stati assegnati alla clinica Vialarda di Biella e alla casa di cura San Giorgio di Viverone. Per effetto della decisione - i cui effetti non riguardano solo il nostro territorio - questa estate la cooperativa Bios è stata obbligata ad aprire le procedure di mobilità nei confronti dei lavoratori con l’invio in data 25 luglio, della lettera di preavviso di licenziamento collettivo. 

 

Una vera e propria beffa considerando il fatto che l’Azienda sanitaria locale biellese stava procedendo di fatto a un nuovo affidamento dei posti letto che, a prescindere dalla società vincitrice della gara, avrebbe comunque garantito il posto di lavoro dei dipendenti. Anche la seconda possibilità, ovvero quella di passare alle dipendenze Vialarda e San Giorgio è venuto meno per l’indisponibilità da parte delle due società subentranti.

 

Al momento dunque la situazione rimane di totale stallo in attesa di un intervento risolutivo che può venire solamente dalla Regione oppure dell’Asl Biellese.

 

L’unica nota positiva è rappresentata dal fatto che il 1° novembre è trascorso senza che siano state inviate le lettere di licenziamento. Considerato che il contratto prevede un preavviso di sessanta giorni, al momento la data del 1 gennaio 2016 sembra essere stata posticipata in attesa di una soluzione che soddisfi il piano di razionalizzazione della spesa sanitaria imposta dalla Regione e dall’altra però tengo nella giusta considerazione i diritti di un gruppo di lavoratori che da anni svolgono con dedizione i propri compiti e che non meritando di trovarsi a casa, con poche prospettive di reinserimento.

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