La rubrica della psicologa Daniela Manara

Ti fai tanti "selfie"? Sei un disturbato mentale

Questa attività apparentemente innocua nasconde però una dose di narcisismo ed insicurezza, tanto che l’A.P.A. (Associazione Psichiatrica Americana) ha riconosciuto la dipendenza da autoritratto come disturbo mentale definendola “Selfie Syndrome”

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Articolo pubblicato il 11-04-2015 alle ore 00:00:00.
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La psicologa Daniela Manara

E’ la moda del momento, la “selfie generation”, e anche nel nostro territorio, se si naviga un po’ sui social, ci si accorge che esistono persone che ben incarnano questo fenomeno.

La parola “selfie” deriva dall’inglese ed è una forma di autoritratto, un autoscatto fatto con un telefonino, un tablet o una webcam e pubblicato su un social network (facebook, twitter, linkedln etc). Il termine viene introdotto nell’Oxford Dictionary nel 2013 e nel “nostro” Zingarelli nell’edizione di quest’anno. Questa attività apparentemente innocua nasconde però una dose di narcisismo ed insicurezza, tanto che l’A.P.A. (Associazione Psichiatrica Americana) ha riconosciuto la dipendenza da autoritratto come disturbo mentale definendola “Selfie Syndrome”, caratterizzata da un insieme di disagi e comportamenti alterati che derivano da un utilizzo smodato.
Il rischio per chi diviene dipendente, è quello di cadere nella trappola dei “mi piace” (like) e di vivere una vita in funzione della validazione e dell’approvazione altrui. Una forma di approvazione istantanea che ha un effetto momentaneo ed irrisorio sulla propria autostima, in una persona che possiede tratti appartenenti alla personalità narcisistica, in cui lo scopo non è vivere realmente ed assaporare il momento bensì mostrarlo agli altri o, in gergo, condividerla.

Lo scopo è prima di tutto provare a se stessi che si è capaci di suscitare interesse; l’essere amati può venire in un secondo momento.

Gli scienziati hanno identificato 3 livelli del disturbo: saltuario (le persone si fotografano almeno 3 volte al giorno ma non le pubblicano), acuto (si fotografano non meno di 3 volte e le pubblicano), cronico (quando una persona è ossessionata, prova un desiderio incontrollabile e pubblica immagini in internet almeno 6 volte al giorno). Cosa viene pubblicato? Di tutto: autoritratto in città, in vacanza, quando mangiano, quando sono felici o tristi, quando vedono qualcosa di bello o curioso e cosi via.

Una possibile soluzione è cercare di bilanciare meglio ciò che appartiene a sé e ciò che viene mostrato , in modo che la propria dimensione personale non venga invasa dal giudizio altrui.

Daniela Manara

La rubrica di Daniela manara viene pubblicata tutti i sabati sulla Nuova Provincia di Biella

Tags: daniela manara, rubrica psicologa

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