Lettera aperta al direttore generale dell'Asl Gianni Bonelli

Se chiudete la mutua uccidete il Vernato

Accorato appello dei commercianti di via Fecia di Cossato, via Delleani e via Galimberti

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Articolo pubblicato il 11-11-2015 alle ore 09:15:11.
Se chiudete la mutua uccidete il Vernato 3
Il Centro prenotazioni di via Fecia

Forse è il caso che qualcuno si prenda la briga di spiegare al dottor Gianni Bonelli, direttore generale dell'Asl di Biella, che non sta giocando a Risiko, che le sue decisioni possono avere un impatto devastante sulle sorti del nostro territorio. Senza contare che “le grandi manovre” volute dai vertici dell'Asl hanno, o possono avere, una ricaduta diretta anche su altre categorie di cittadini e contribuenti biellesi. Un esempio? Eccolo servito: lo spostamento del CUP (Centro Unico delle Prenotazioni) da Via Fecia di Cossato potrebbe costare la serrata di molti esercizi commerciali del quartiere Vernato. Ci sono negozi, in quella zona, che vivono (il termine più adatto è resistono) grazie “all'indotto” creato dalla struttura sanitaria di cui sopra. La chiusura del centro prenotazioni porterà inevitabilmente ad una contrazione di lavoro pari o superiore al 60% dell'attuale volume d'affari.

Diretta conseguenza di queste decisioni calate dall'alto potrebbe essere, in prima istanza, il licenziamento dei dipendenti, che tanto di “gente per strada” ce n'è poca, a Biella... Persone e famiglie che nel giro di pochi mesi rischiano di perdere il lavoro e quindi la fonte di reddito primaria. Dopo il quartiere Centro, anche il Vernato è quindi a rischio desertificazione commerciale. Con il baricentro della città che nonostante i vari proclami e le dichiarazioni di intenti da parte dell'Amministrazione, si sposta sempre più a sud, verso la pianura. Si pensi al disagio degli anziani che dovranno raggiungere il nuovo nosocomio cittadino per la maggior parte delle prestazioni ambulatoriali. Il nuovo ospedale, infatti, NON è servito dalle linee urbane del trasporto pubblico. Quindi? Forse qualcuno ha in mente di implementare il servizio taxi? O di creare un servizio ad hoc?  Chi può dirlo... Il dottor Bonelli dovrebbe capire che, talvolta, esistono motivi di opportunità (o inopportunità, a seconda del punto di vista) che dovrebbero fare da contrappeso ai criteri discrezionali di scelta che sottendono alle varie strategie di riorganizzazione, di ottimizzazione, di “gestione del cambiamento”, soprattutto quando si tratta di enti pubblici. Cioè, in poche parole, di enti che funzionano grazie a trasferimenti di denaro pubblico.

Lo stesso dottor Bonelli dovrebbe SEMPRE tenere a mente che anche il suo lauto stipendio (circa 142.000 euro lordi l'anno, con un ulteriore bonus di 80.000 – a detta dei ben informati – per questa “piccola” riorganizzazione dei vari servizi...) viene pagato dai contribuenti. Adeguare la struttura di via Fecia di Cossato alle vigenti normative di legge avrebbe avuto un costo importante, certo, ma sostenibile se rapportato al bilancio complessivo della NOSTRA Asl. Il bilancio preventivo dell'Azienda Sanitaria evidenzia un buco da 15 milioni di euro e il dottor Bonelli ha il compito, sicuramente ingrato, di tagliare la spesa e mettere i conti in sicurezza. Nei limiti del possibile, naturalmente. Ora, incidere con il bisturi, è proprio il caso di dirlo trattandosi di medici, sul tessuto socio-economico della città è operazione delicatissima, da eseguire con perizia e accortezza, ancorché il territorio, già agonizzante, sia anestetizzato dalla crisi e da problemi, forse, ancor più stringenti.

Se a tutto quanto esposto si aggiunge la solita, insopportabile e inqualificabile assenza della politica locale, abbiamo una fotografia veramente impietosa e avvilente sulla gestione della cosa pubblica nel nostro distretto. Ad onor del vero, il sindaco di Biella, Avv. Marco Cavicchioli, ha dimostrato sensibilità e disponibilità alle nostre rimostranze, incontrando i commercianti di via Fecia di Cossato, via Delleani e via Galimberti. Sì, ci ha incontrati, compatiti (venendo anch'egli da una famiglia di commercianti) ma non certo rassicurati. Si è impegnato a farsi latore del malcontento generale al famigerato dottor Bonelli, ma in via preliminare ha tenuto a precisare, alzando letteralmente le mani, “che in questa partita il comune non c'entra”. E già su questo possiamo discutere, e parecchio. A nostro avviso, un sindaco NON PUÒ E NON DEVE chiamarsi fuori rispetto alle dinamiche legate al territorio di cui è diretta emanazione. NON PUÒ E NON DEVE permettersi di dire che determinate scelte “sono indipendenti dalla sua volontà”.

È evidente che il dottor Bonelli ha poteri che il sindaco non ha sulle strategie legate all'ente per cui lavora, ma si dà il caso che quello sia un ente pubblico, come si ricordava in precedenza. E proprio qui dovrebbe entrare in campo la POLITICA. Quando si gioca sul terreno dell'opportunità (non del diritto, o del merito) la politica dovrebbe fare la parte del leone, non sottostare supinamente alle decisioni prese da terzi. C'è sempre una moneta di scambio (in senso figurato, ovviamente) da mettere sul tavolo. È quella moneta che un sindaco DEVE saper trovare, anche e soprattutto per non rischiare di perdere entrate (gettito) derivante dalle tasse che proprio i cittadini (commercianti, nella fattispecie) pagano a Palazzo Oropa. Che fine ha fatto la “concertazione” di cui tanta politica si è riempita la bocca? Quanto al dottor Gianni Bonelli, che dire? Deve lavorare con i numeri, lui. Con i conti. Peccato che sotto quei conti si nascondano, ma nemmeno troppo, i destini di persone fatte di carne e ossa. Chissà se gli viene in mente, ogni tanto.

Chiudiamo con un ringraziamento: GRAZIE, caro dottor Bonelli per averci lasciato il Ser.T. nonostante la sequela di denunce (alcune delle quali per aggressione...) contro diversi utenti del servizio e le centinaia di firme raccolte negli anni affinché venisse trovata per lo stesso altra e più idonea collocazione!

I commercianti di Via Fecia di Cossato Via Delleani Via Galimberti

Tags: Lettera commercianti vernato

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