La Provincia ha chiuso i rubinetti e mancano le risorse per molte attività

Scuole, sarà un anno molto difficile

E’ un anno difficile quello che si prepara per le scuole biellesi, iniziato con la recente protesta dei dirigenti scolastici contro la carenza di fondi provinciali. Ma i disagi che si devono affrontare sono molti, e non sempre sono gli stessi per tutti.

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Articolo pubblicato il 24-09-2014 alle ore 00:00:00.
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Scuole, sarà un anno molto difficile

E’ un anno difficile quello che si prepara per le scuole biellesi, iniziato con la recente protesta dei dirigenti scolastici contro la carenza di fondi provinciali. Ma i disagi che si devono affrontare sono molti, e non sempre sono gli stessi per tutti. Ne parla la preside del Liceo G. e Q. Sella, Maria Addolorata Ragone: “Parte dei problemi sono comuni anche ad altre scuole: ad esempio la questione dei trasporti, che ha richiesto di uniformare gli orari di ingresso e uscita e concordare con gli altri istituti i rientri pomeridiani, o il riscaldamento. Anche la manutenzione delle aree verdi sarà a nostro carico. Ci tengo a precisare che il rapporto con i tecnici della provincia non è stato intaccato, hanno fatto tutto quello che era in loro potere”.

Ad esempio, supportare la scuola nella ricerca delle nuove aule: “Con l’incremento degli iscritti al linguistico abbiamo dovuto formare otto classi prime a fronte di quattro che sono maturate. Alla fine abbiamo scelto le due aule disponibili al Vaglio Rubens, che sono le più vicine. A trasferirsi è stato il Classico (nello specifico i secondi anni, ndr): il linguistico infatti ha gruppi lingue e classi aperte, che non sarebbero sostenibili con parte degli studenti in un’altra sede, mentre l’Artistico necessita dei laboratori. Le altre due aule le abbiamo ricavate ponendo un divisorio nella ex II C, l’aula più grande al secondo piano, e smantellando il laboratorio linguistico al primo piano; il tutto con i fondi dell’istituto”.

Fondi intaccati da un altro problema: “Dopo il famoso servizio delle Jene sui contributi volontari alle scuole (un’inchiesta che metteva a nudo come in alcuni istituti italiani essi fossero pretesi come una sorta di tassa obbligatoria, anche da parte di chi era in difficili condizioni economiche, ndr) molti genitori l’anno scorso hanno smesso di pagare o hanno chiesto il rimborso. Il rifiuto non è rapportato alle difficoltà economiche: ci sono famiglie in difficoltà che hanno continuato a versare la somma, che ammonta a 110 € per Classico e linguistico e a 130 € per l’Artistico, o che hanno solo chiesto una rateizzazione del contributo. In un comunicato alle famiglie abbiamo chiarito l’utilizzo di questo denaro: copertura dell’assicurazione, costo del libretto personale, stampa delle pagelle e creazione di fondi per garantire il diritto allo studio, ovvero ad esempio per il prestito d’uso dei libri, per permettere la partecipazione dei meno abbienti ai viaggi d’istruzione o per l’assegnazione di borse di studio. Alcuni genitori invece pensavano fosse usato per pagare i docenti”.

Non bisogna però essere pessimisti. Il liceo è vivo, lo dimostra il boom di iscrizioni al linguistico di quest’anno, e la vita va avanti, grazie a progetti e iniziative di vario genere: dalla collaborazione con l’ospedale al progetto “Radio Libertà” sulla Resistenza biellese. Il dirigente Ragone guarda a ciò che di positivo c’è ancora: “Ci auguriamo che si esca da questo tunnel. Lo spirito è estremamente collaborativo, anche tra le scuole. Siamo forse una delle poche province con una tale sinergia”.

Eric Repetto

Tags: scuola, crisi, dissesto finanziario, Provincia, anno difficile per le scuole biellesi

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