Sanità e scuola

Salute orale per l'età evolutiva, avviato il progetto

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Articolo pubblicato il 11-11-2013 alle ore 15:30:59.
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Alcune delle persone che hanno partecipato all'incontro tra i promotori del progetto e i referenti scolastici

Entra nel vivo il progetto “Salute orale per l’età evolutiva”, rivolto agli insegnanti e ai bambini delle scuole dell’infanzia e delle scuole primarie del territorio biellese.

L’iniziativa, approvata dal Provveditorato agli Studi della Provincia di Biella, è promossa dal Servizio Igiene e Sanità Pubblica del Dipartimento di Prevenzione dell’ASL BI, con la collaborazione dei distretti aziendali, degli specialisti ambulatoriali di area odontoiatrica, del Consorzio dei Comuni, del corso di laurea in infermieristica di Biella, dei referenti alla Salute delle scuole, dei pediatri di libera scelta e della pediatria ospedaliera.

«“Salute orale per l’età evolutiva” intende promuovere, con azioni concrete, l’importanza dell’igiene orale in età pediatrica, considerando che l’incidenza di patologie di interesse odontoiatrico nei bambini, nonostante gli indubbi miglioramenti ottenuti in termini di salute generale, permane elevata a livello nazionale, regionale e anche nel territorio dell’ASL BI - spiega Maurizio Bacchi, referente del progetto -. L’obiettivo consiste, dunque, nel diffondere l’abitudine di lavare i denti a scuola dopo la pausa pranzo; prevenire la formazione della carie e delle malattie paraodontali; effettuare diagnosi precoci delle prime carie del bambino».

Martedì 5 scorso si è svolta la prima tappa del progetto, cioè l’incontro tra i promotori dell’iniziativa e i referenti alla Salute dei circoli didattici del Biellese, al fine di illustrare ed approfondire i punti che caratterizzeranno le diverse fasi.

Concretamente, infatti, è prevista una prima parte di formazione che si svolgerà sul territorio già a partire dai prossimi giorni, rivolta agli insegnanti delle scuole dell’infanzia e primarie, a cura dei medici del Dipartimento di Prevenzione dell’ASL BI e dei medici odontoiatri convenzionati con l’Azienda sanitaria locale di Biella, questi ultimi coordinati da Franco Fogliano. Il primo appuntamento è in programma mercoledì, presso la Sala Biagi di Valle Mosso (via Roma 42) e poi a Mosso, il 20 novembre a Mongrando e il 26 a Cossato. Ulteriori date, fino a gennaio 2014, sono in fase di definizione.

Conclusa questa prima parte, durante la quale agli insegnanti verranno anche distribuite due brochure informative (una rivolta ai bambini ed una ai genitori), realizzate dal ministero della Salute e dal ministero dell’Istruzione, partirà l’attività programmata di screening odontoiatrico che intende coinvolgere circa 1.400 bambini delle terze classi delle scuole primarie e che si svolgerà presso le unità operative territoriali dell’ASL BI. I controlli, gratuiti, inizieranno a gennaio e saranno finalizzati alla valutazione dello stato di salute orale e all’eventuale invio al secondo livello per interventi curativi (sigillature, carie, mal occlusioni ed altro). Anche in questo caso, saranno distribuiti ai ragazzi i depliant informativi sulle modalità con cui prendersi cura dell’igiene orale.

Il progetto “Salute orale per l’età evolutiva” prevede, come detto, il coinvolgimento del corso di laurea in Infermieristica di Biella, che consentirà agli studenti infermieri di partecipare attivamente all’attività di prevenzione, affiancando i medici odontoiatri nello screening.

Altrettanto fondamentale sarà il supporto del Consorzio dei Comuni della Zona Biellese; Carlo Grosso, vice-presidente del Consorzio, commenta: «Per quanto riguarda la prima fase, ci siamo attivati nella ricerca delle sedi in cui accogliere i momenti formativi rivolti agli insegnanti; per l’attività di screening, i comuni metteranno a disposizione scuolabus per il trasporto degli studenti nelle sedi dell’ASL BI. Il nostro impegno si concretizza anche sotto il profilo economico, con il sostegno delle spese per l’acquisto dei kit diagnostici utili ai controlli. Sostenere oggi l’attività di prevenzione, anche da parte dei comuni, è un modo per garantire risparmi futuri sui costi della sanità».

Il rapporto sullo screening odontoiatrico scolare, periodo 2010-2012, realizzato dall’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari di Trento, riporta una percentuale di bambini inviati al secondo livello per necessità di cure specialistiche molto elevata, pari ad oltre il 90%. I motivi riguardano perlopiù la necessità di sigillature, seguiti da problemi di igiene orale, mal occlusione e carie.

Questi numeri enfatizzano la necessità che la fase 1 e la fase 2 del progetto siano particolarmente sviluppate e presidiate: «Le carie dentali sono ancora ad oggi uno dei maggiori problemi sanitari nei paesi industrializzati, dove interessano dal 60 al 90% dei bambini in età scolare e la maggior parte degli adulti –spiega Anna Musso, referente, insieme a Bacchi, del progetto e dirigente medico del Servizio Igiene e Sanità Pubblica dell’Unità Operativa Territoriale di Cossato dell’ASL BI -. Nelle nazioni europee industrializzate, la percentuale di bambini con almeno un dente cariato è del 68% tra gli 8 e i 9 anni e dell’85% tra i 13 ei 14 anni».

L’Italia presenta valori di prevalenza inferiori a quelli descritti, con una percentuale del 63% di soggetti affetti all’età di 12 anni. Una corretta informazione può comunque contribuire in modo rilevante alla prevenzione di una patologia, la carie, apparentemente poco grave, ma dalle complicanze e conseguenze estremamente rilevanti.

E’ il medico odontoiatra Franco Fogliano, a chiarire i rischi legati ad una carente igiene orale: «Ad otto anni non si è né troppo piccoli né troppo grandi per essere sottoposti ad una visita odontoiatrica. E’ già capitato di trovarci di fronte a ragazzi di 13-14 anni che per la prima volta in assoluto si stavano sottoponendo ad un controllo e che presentavano già danni imponenti di difficile restauro, senza considerare l’esposizione a gravi conseguenze sulla salute generale. Trascurare la salute dentale può infatti provocare ingenti problemi, per esempio di tipo reumatico e cardiaco (soffio al cuore). L’opportunità che viene offerta con questo progetto, dunque, non può che essere colta».

L’esperienza in corso è già stata avviata in altre regioni, riferisce Luca Sala, Direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’ASL BI: «Non si tratta della prima in Italia; iniziative di questo tipo sono in atto da tempo in Trentino e in altre realtà, con risultati davvero incoraggianti. Puntare su questi progetti è un investimento sulla sostenibilità futura del sistema sanitario pubblico e rappresenta un’ottima soluzione per le famiglie che, aderendo a iniziative di prevenzione, riducono il rischio di dover ricorrere ad interventi di cura costosi per la salvaguardia della salute dei ragazzi».

Tags: Redazione

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