Corrado Martiner illustra una nuova escursione nelle Prealpi Biellesi.

RIFUGIO CODA E PUNTA SELLA

Un percorso alternativo per raggiungere il Rifugio Coda e la Punta Sella.

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Articolo pubblicato il 06-11-2014 alle ore 00:00:00.
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Il mare di nuvole sulla Valle Elvo dal Rifugio Coda. Sullo sfondo il Mombarone.

Corrado Martiner illustra una nuova escursione nelle Prealpi Biellesi. Un percorso alternativo per raggiungere il Rifugio Coda e la Punta Sella.

Itinerario facile anche se abbastanza faticoso dalle Piane in poi per la costante ripidezza del versante di salita. Tra i vari sentieri di accesso al rifugio questo risulta il più lungo e il meno frequentato. Gli escursionisti preferiscono la salita con partenza dalla vicina valle Oropa da dove, utilizzando la funivia, viene notevolmente ridotto il dislivello e il tempo di percorrenza. Anche dalla confinante valle di Gressoney l’accesso al rifugio risulta più breve.  

Note tecniche:

partenza: Ponte sull'Elvo (960 m)

difficoltà: E

dislivello in salita: 1355 m

tempo di percorrenza: ore 3,35

segnavia: C3

Accesso e parcheggio:

Da Oropa, (12.000 chilometri da Biella), si imbocca a sinistra la strada Panoramica Oropa-Andrate (Tracciolino) (cartello indicatore per il Cimitero di Oropa e diverse trattorie). La strada taglia con percorso pianeggiante tutto il versante est - sud-est della Muanda e raggiunge, dopo 5,500 km circa, la partenza della strada interpoderale per l’Alpetto Superiore (seconda parte del Sentiero Frassati) e subito dopo oltrepassa la dorsale della Costa Muanda. La strada scende diagonalmente attraversando tutto il versante sud-ovest della Muanda disseminato, a valle e a monte, di cascine ed in altri 4 chilometri raggiunge la partenza della stretta pista che entra nel cuore della valle Elvo posta circa 150 metri prima del ponte sull'Elvo. A lato della strada si parcheggia l’auto. (In mancanza di spazio si dovrà proseguire brevemente fino al grande slargo in prossimità del ponte). N.B.: durante la stagione invernale, in presenza di neve o ghiaccio, la strada panoramica Oropa Andrate è interdetta al traffico veicolare dai pressi della Trappa fino al piazzale sopra Bagneri.

Itinerario

A monte della carrozzabile, si imbocca una dissestata stradina invitati da un cartello indicatore e segnavia su massi. Dopo un centinaio di metri si lascia a destra un primo sentiero segnalato per l’alpe Verney e si guadagna quota con due ampi tornanti. Raggiunta una zona più aperta, dopo essere passati a valle di una pietraia, la pista si restringe e si trasforma in mulattiera. Lasciato a destra il sentiero C19 per le alpi Verney, Torretto e Carrera, si transita al di sotto dell'alpe Bossola poi si rientra nel bosco. Si guadano due piccoli rii e successivamente con una serie di risvolti si guadagna il bel pascolo della Raja di Graglia (1138 m) (ore 0,30). La via prosegue in piano delimitata in alcuni punti da muretti a secco, passa a valle della costruzione e rientra nel bosco dove, dopo una leggera discesa, raggiunge il bivio dove si stacca a sinistra, in ulteriore discesa, il sentiero C31b per l’alpe Gnum. Si prosegue diritto sulla mulattiera che per un breve tratto è ottimamente selciata poi, con due brevi strappi, si raggiunge il ponte Cabrin. Si attraversa l'Elvo e dopo alcune decine di metri si lascia a sinistra, all'inizio poco evidente, un altro sentiero per Gnum (C31). Il percorso si snoda ora a moderata pendenza lungo il lato destro orografico della valle a poca distanza dal corso d'acqua. Guadato un rio la via diviene pietrosa e un po' disagevole fino a quando, usciti dal bosco, si raggiungono pendii erbosi dove si incontra l'evidente bivio Lace-Coda (ore 0,15-tot. ore 0,50). Si lascia a sinistra il sentiero C2 per il colle della Lace e si continua sulla via più evidente che porta in breve a guadare un affluente dell'Elvo. Superata una spianata erbosa ormai progressivamente inselvatichita dalla crescita della rigogliosa vegetazione, una breve risalita conduce all'alpe Le Piane (1303 m) (ore 0,10-tot, ore 1.00). Si passa tra le due baite più a valle e si raggiunge quella più a monte. Si lascia quest'ultima a sinistra e con andamento pianeggiante si perviene, dopo alcune decine di metri, ad un’altra importante deviazione. Si lascia la via per l'alpe La Tura e la bocchetta del Lago (C4) che prosegue sul fondovalle e si volta a sinistra come indicato da scritte su massi. Si sale nel bosco avendo a destra un altro affluente dell’Elvo. Si tende poi a sinistra su pendenza accentuata attraversando la faggeta e guadagnando rapidamente quota. Ancora un tratto tra le betulle e finalmente si raggiungono aperti pascoli che si risalgono fino a guadagnare un piccolo dosso. Scavalcata una poco marcata dorsale il sentiero attraversa in piano al di sotto dell'alpe l'Arcomune (1572 m) e porta a guadare un rio. Sull'opposta sponda si sale con percorso ripido e tortuoso giungendo al limite meridionale di un ampio pascolo. Con incedere faticoso si risale il ripido pendio erboso fino a raggiungere le costruzioni dell'alpe La Sella (1831 m) (ore 1,20-tot. ore 2,20). Si passa tra gli edifici e proseguendo diagonalmente verso destra in breve si raggiunge il caratteristico groppone erboso tondeggiante che dà il nome alla zona (La Sella). Lasciato a destra il sentiero contrassegnato con il segnavia C4 b che scende all'alpe La Tura (eventuale variante) si sale a sinistra su di una erta costola in parte rocciosa. Il sentiero sale rapidamente con un susseguirsi di risvolti poi, oltrepassato l'origine di un impervio canalone, in fondo al quale ricompaiono per un attimo le casere dell'alpe La Sella, tende verso sinistra al di sotto di pareti rocciose e raggiunge pendii erbosi un centinaio di metri al di sotto della cresta  sommitale. Il sentiero li risale con ampi risvolti passando nei pressi di un piccolo fabbricato diruto poco oltre il quale si raggiunge l'ampia dorsale spartiacque dove si svolta a destra e in breve si perviene al rifugio Coda (2280 m) (ore 1,10-tot. ore 3,30). A sinistra del rifugio un breve sentiero segnalato conduce alla punta della Sella (2315 m) dove è posta una piccolissima croce in ferro e un cartello in legno con nome della cima (ore 0,05-tot. ore 3,35 bellissima vista sul vicino monte Mars con la cresta di Carisey,sul Cervino, sul Monte Rosa e sulla valle di Gressoney). Per il rientro sul medesimo percorso calcolare 2,20 ore.

 

Il testo ricalca in gran parte quanto descritto nell’itinerario 1.5 della mia guida “Passeggiate sulle montagne del Biellese” edito dalla Blu Edizioni di Torino.

Tags: corrado martiner, le valli del biellese, montagne biellesi, alpinismo, escursionismo, Mucrone, sentieri biellesi, rifugio coda
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