Clamorosa iniziativa dei commercianti del santuario

Rifiuti, la protesta arriva anche a Oropa

Hanno fatto una "sorpresa" al sindaco, salito a Oropa per partecipare a un consiglio di amministrazione del santuario

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Articolo pubblicato il 10-07-2014 alle ore 00:00:00.
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I commercianti di Oropa che hanno partecipato alla protesta

Una protesta del genere da parte dei commercianti probabilmente non si era mai vista. Non ad Oropa. La crisi economica e la “mostruosità” dei rincari della tassa sui rifiuti hanno compiuto il miracolo: dimenticate invidie e divisioni, tutti i ristoratori (e non solo) per una volta si sono ritrovati uniti sotto i portici dell’amministrazione, pronti ad “accogliere” il nuovo sindaco Marco Cavicchioli, giunto lunedì mattina sul sacro monte per partecipare al suo primo consiglio d’amministrazione.

Il primo cittadino, colto di sorpresa, ha invitato i commercianti al primo piano per ascoltare le loro proteste. Ha quindi assicurato che farà il possibile per provare a mettere delle “pezze” a questa situazione, anticipando che tuttavia i margini di manovra non sono così ampi.

Lo sfogo degli esercenti - comune a quello dei “colleghi” che operano in tutta Biella - è proseguito fuori, dove si sono radunati al termine dell’incontro. I motivi della protesta sono semplici: anche loro dovranno sborsare quasi il doppio di quanto pagato per i rifiuti l’anno scorso. Così c’è chi è passato addirittura da 8mila a 15mila euro e ora, con la prima rata in scadenza a luglio, non sa più dove andare a sbattere la testa.
«Tutti si rimpallano la colpa - spiega Emma - e intanto noi ci ritroviamo con l’acqua alla gola. Potremmo anche pensare a iniziative di disobbedienza civile e decidere insieme di non pagare la prima rata. Lo Stato vuole che chiudiamo? Benissimo, basta dirlo...».

Fino a poco tempo fa si è sempre pensato che i commercianti di Oropa fossero dei “privilegiati”, oggi si scopre che forse non è proprio così. Arrancano come tutti gli altri e si sentono abbandonati da amministrazione e associazioni di categoria.

«Già l’anno scorso - assicura Antonio - si pagava uno sproposito, ora la tassa è raddoppiata. Peccato che nel frattempo, in due anni, molti di noi abbiano perso circa il 50 per cento dei ricavi».

«Un altro problema - aggiunge Elisabetta - è quello della stagionalità, che non ci viene riconosciuta. Noi paghiamo affitti e tasse per un anno intero, ma in realtà lavoriamo davvero solo per alcuni mesi. Soleviamo la questione da due anni, ma Gentile non ci ha mai considerati sul serio. Cavicchioli si è appena insediato, non possiamo dare le colpe a lui, perlomeno ha il merito di averci ascoltati subito e di essere stato chiaro».
Poi c’è un altro aspetto molto sentito, quello delle metrature: molti locali hanno a disposizione spazi molto grandi che inevitabilmente fanno lievitare la bolletta della Tari, nonostante il lavoro sia drasticamente calato.
Infine il macigno probabilmente più pesante: gli affitti.

Se Cavicchioli, infatti, ha la non lieve attenuante di essere l’ultimo arrivato, lo stesso discorso non vale per l’amministrazione del Santuario, che a detta di molti è sorda alle esigenze degli esercenti di Oropa.
«Il problema - conferma più d’uno - parte proprio dagli affitti. A Biella i canoni in alcuni casi sono stati abbassati o bloccati, qui continuano a salire e c’è chi non riuscendo più a pagare ha già accumulato arretrati».
La speranza è dunque che anche la Curia si metta una mano sulla coscienza - e sul portafogli - e ritocchi i canoni. Ma si tratta proprio solo di una speranza. Anche perché la protesta improvvisata non sembra essere piaciuta granché ai piani alti.

«Il rettore - racconta uno dei presenti - non pare aver gradito la nostra iniziativa, era parecchio scocciato. Forse l’aspetto più fastidioso è proprio il distacco della nostra amministrazione, che non ha nemmeno presenziato all’incontro con Cavicchioli, non ha portato alcun apporto, come se la cosa non la riguardasse. Perché non ci danno un appoggio in una situazione difficile come questa?».

«Non ci pagano un chiodo quando c’è da fare dei lavori negli immobili - si lascia sfuggire un altro mentre si allontana -, figuriamoci se abbassano gli affitti...».

Matteo Floris

Tags: Tari, rifiuti, proteste, bollette folli, Oropa, commercianti, marco cavicchioli, Seab

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