Fondata da Peppo Sacchi, venne poi lanciata da Giuliano Ramella e Maurizio Poma

Radio Biella, il giornale parlato

La data ufficiale di inizio trasmissioni è il 1976, ma in realtà Radio Biella comincia a trasmettere già nei primi anni Settanta da un baracchino residuato di guerra. Nata da un’idea di Peppo Sacchi, mitico fondatore di TeleBiella

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Articolo pubblicato il 25-09-2014 alle ore 00:00:00.
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Peppo Sacchi e Piercarlo Leone

La data ufficiale di inizio trasmissioni è il 1976, ma in realtà Radio Biella comincia a trasmettere già nei primi anni Settanta da un baracchino residuato di guerra. Nata da un’idea di Peppo Sacchi, mitico fondatore di TeleBiella (prima televisione privata italiana) viene poi acquistata da Giuliano Ramella e Maurizio Poma, che ne potenziano il segnale e la improntano sull’informazione.

“Il quotidiano parlato della tua città” è il motto di una radio che Ramella, direttore fino agli anni Novanta, definisce «la versione raccontata di un giornale, valida alternativa al cartaceo». La sua grande concorrente è la più musicale Radio Piemonte.

“Via Repubblica 20 quarto piano. Lin Lon, Radio Biella!” recita il jingle di allora. E proprio a quell’indirizzo arriva di tutto tutti i giorni: torte, salami, prosciutti, offerte di un pubblico entusiasta.

La mattina va in onda “Pesca tu che pesco anch’io”, il quiz che incorona l’ascoltatore più veloce a individuare la notizia del giorno prima. Ad animarlo è Loris Shaffar, primo vero dj biellese, che da solo regge gran parte del palinsesto dei primi anni curando tutto quel che non è informazione. «Facevo trasmissioni interminabili a partire da quello che avevo sul tavolo, facendo viaggiare via etere odori e profumi» racconta l’abile venditore di parole, per sua stessa ammissione «mandato in radio a far casino». Il suo antagonista a Radio Piemonte è Ezio Greggio, nemico via etere ma amico nella vita reale, tanto che alla mattina i due prendono insieme il caffè al bar.

A metà giornata va in onda la trasmissione di un’altra colonna portante della radio dei primi anni: Piercarlo Leone. Insieme all’amico e immancabile spalla Romeo Serpieri porta ai microfoni di Radio Biella personaggi più che noti: Sandro Pertini, Giulio Andreotti, Oscar Luigi Scalfaro, Adriano Celentano, Gianni Morandi, Pippo Baudo, Maurizio Costanzo, Vittorio Sgarbi, Little Tony, Monica Vitti e molti altri intervengono nella trasmissione “L’ospite dello studio B”. Vengono trasmesse anche le interviste di personaggi meno noti e più controversi: «Vent’anni fa intervistavamo transessuali, prostitute e assassini – racconta Leone – Credo che in questo la nostra radio sia stata veramente una radio libera e soprattutto in anticipo sui tempi». L’abile intervistatore era entrato in radio per pura curiosità e all’inizio era stato messo a fare dediche. E’ stato il raffreddore di una collega da sostituire ad assegnargli la sua prima intervista. Da allora non ha più smesso. Da lui condotti anche la rubrica “Il Salotto”, in fascia serale in forte concorrenza con la tv, e negli anni Novanta il programma settimanale “Domenica è”.

La sera dalle 18 alle 19 va in onda “Bang: tiro al disco”, condotto sempre da Loris Shaffar («Ero il classico dj che metteva spesso il retro dei 45 giri»), che alterna voce e commento in una selezione di pezzi provenienti direttamente dall’associazione italiana dj.

Franco Piras non è solo una delle voci che animano la radio fin dai primissimi anni, ma addirittura uno dei soci fondatori dell’emittente, appartenente al gruppo creato da Sacchi nei primi anni Settanta. Si occupa di sport negli anni in cui la radio segue in radiocronaca le partite di calcio e di pallacanestro e le corse automobilistiche (dal Rally della Lana alla Biella-Oropa). Negli anni Ottanta conduce rubriche di costume come “Un campanile per ogni paese” e “Radici”, che esplorano peculiarità locali e regionali degli abitanti del Biellese. Al suo fianco dal 1977 c’è un giovanissimo Massimo Ariatta, che inizia a lavorare in radio a soli 14 anni, collaborando al quiz della domenica e poi affiancandolo nella conduzione dei notiziari sportivi.

Negli anni Ottanta e Novanta la radio cresce nell’indice Audiradio, arrivando ai primi posti a livello nazionale. All’inizio del nuovo decennio l’emittente viene acquistata da La Nuova Provincia. Da Radio 105 arriva Gianni Manuel per stendere il palinsesto e far scuola ai molti giornalisti del cartaceo che si improvvisano speaker.
«Tutte le mattine dalle 8 alle 9 si commentavano le notizie nazionali intervallate da canzoni in “Musicando Informando” – racconta Mauro Pollotti, che arrivava da Radio Linea Verde e TeleBiella – poi si registrava il notiziario che andava in onda tre volte al giorno».

La musica viene raccolta in contenitori giornalieri gestiti dai dj della radio: Michele Belli, Claudio Mondelli e Leo S vanno in onda con “Fuoripista” tutti i pomeriggi della settimana, il sabato e la domenica sera c’è “Night Mix” a musicare la notte con musica house, dance e progressive, mentre la domenica sera Michele Belli presenta cinque classifiche da tutto il mondo in “Planet Charts”. Sempre Belli sarà la voce, dal 2002, di “Welcome to the 90’s”. «La redazione era sempre piena di ragazzi che venivano a curiosare in radio» racconta Leo S, che prima faceva il dj nel vercellese. Nel ’96 è Radio Biella ad organizzare il primo Capodanno al Palazzetto: è un successo, accorrono più di 2000 persone.

Nel 2003 la radio cede le frequenze a Radio 101. E’ la penultima sopravvissuta nel biellese.

(2 - Continua)
Gaia Quaglio

Tags: radio biella, Peppo Sacchi, Giuliano Ramella, maurizio poma, inchiesta, radio, biella

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