Coach Fabio Corbani parla dello scorso torneo, dell’estate e della nuova stagione

«Questo sarà un anno “meno di zero”»

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Articolo pubblicato il 25-07-2014 alle ore 00:00:00.
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Coach Fabio Corbani

Una stagione da incorniciare, un viaggio di crescita voluto e intrapreso insieme la scorsa estate e che ha portato in valigia tante soddisfazioni. Fiducia, entusiasmo e gli stessi obiettivi di sempre: creare un buon basket divertendo e divertendosi e prospetti in grado un giorno di dare nuova linfa e impulso al movimento della pallacanestro.

Riparte da qui, con coach Fabio Corbani saldamente seduto (pardon, in piedi) in panchina, il nuovo cammino dell’Angelico. Riparte con una coccarda in più sul petto, ricordo ed emblema della Coppa Italia conquistata lo scorso marzo, determinazione ai massimi livelli e un roster con importanti conferme e qualche addio. Un team giovane che raggiungerà la sua definitiva identità nelle prossime settimane grazie all’attento lavoro del general manager Gabriele Fioretti.

Di ritorno dall’avventura con la nazionale Under20 all’Europeo di Creta (dove c’erano anche Niccolò De Vico e il futuro rossoblù Tommaso Laquintana, ndr) e a un mese dall’inizio del ritiro estivo, Corbani esprime le proprie emozioni dopo il rinnovo triennale firmato con il club, segnale importante di stima e fiducia reciproca. “E’ bastato un secondo - racconta -. Con la società ci siamo guardati in faccia e abbiamo deciso di continuare insieme questo percorso. Lo scorso anno abbiamo bruciato le tappe in termini di risultati raggiunti e di crescita dei giocatori, alcuni dei quali, con grande orgoglio del club, hanno potuto cavalcare il sogno di giocare in una serie superiore. Quest’anno sarà un nuovo anno zero, forse meno di zero perché avremo giocatori ancora più giovani da lanciare. Sarà un percorso difficile e rischioso ma nel quale tutti crediamo molto”.

I ragazzi che hanno lasciato Biella hanno espresso parole di grande apprezzamento nei confronti di Fioretti, coach Corbani, staff, società e, più in generale dell’intero ambiente. A Biella si cresce, si impara, si diventa grandi allenandosi con impegno e umiltà. A Biella, poi, si lavora sempre col sorriso. Ne sa qualcosa Marco Laganà, arrivato all’ombra del Mucrone da ragazzino e che dalla prossima stagione, da ragazzo maturo, indosserà in serie A la maglia di Cantù. “Mettere la squadra in mano a Marco - commenta Corbani -, impiegandolo nel ruolo di playmaker è stata un’esperienza tecnica interessante. E’ stato molto bravo a venirmi dietro e a seguire le necessità della squadra. Nessuno a inizio stagione pensava che potesse ricoprire quel ruolo con tanta autorità, facendo la differenza in breve tempo, e invece… Purtroppo si è fatto male sul più bello. A Cantù farà molto bene, intanto perché è un ragazzo di grande mentalità e di grandissimo carattere, molto determinato a raggiungere i propri obiettivi, e poi perché lo allenerà Pino Sacripanti, un amico e un ottimo allenatore. Troverà tutte le situazioni ideali per tornare ai suoi livelli”.

A Biella si diventa “biellesi” in pochi giorni, a volte bastano appena quaranta minuti, il tempo di una partita. Giacomo Bloise, arrivato a marzo proprio per sostituire l’infortunato Laganà, ne è l’esempio più emblematico: “A stagione finita nessuno dei ragazzi voleva andarsene - ricorda il coach Corbani -, tutti continuavano ad allenarsi anche se non avevamo più partite da giocare, Giacomino compreso. E’ stato bravissimo, ha avuto un coraggio incredibile, è arrivato a giocare partite difficili e ha contribuito a costruire quel percorso che ci ha portato fino ai play-off. Era arrivato in un contesto per lui totalmente nuovo e sconosciuto e in un nanosecondo si è adattato come penso nessun altro avrebbe potuto fare. Sono contento che ora abbia la possibilità di dimostrare qualcosa nella città dove è cresciuto, dove ha i suoi amici, la sua famiglia, i suoi riferimenti. Giocare con la maglia della propria città è sempre qualcosa di particolare. Gli auguro di poter dimostrare quello che ha ampiamente dimostrato a Biella”.

A Cantù è approdato anche Damian Hollis. “La scorsa estate avevamo dubbi sulla durezza e sulla continuità in campo di Damian - prosegue il tecnico -. Nel momento in cui abbiamo deciso di prenderci il rischio avevamo chiara in testa l’importanza di lavorare su questi aspetti. E lui, che è una persona eccezionale, ci ha seguito in ogni indicazione anche quando dopo la partita del girone di ritorno contro Napoli abbiamo deciso di metterlo con le spalle al muro per provocare in lui una reazione tecnica e mentale. E’ stato bravissimo. Anziché mettersi sulla difensiva si è fidato di noi, ci è venuto dietro e ha raccolto i risultati che merita. E’ un giocatore di grandissima qualità tecnica, che credo possa fare una carriera eccellente. Ai saluti finali gli ho detto che se in due anni non gioca in Eurolega lo massacro di botte (ride, ndr)”.

Ha lasciato Biella anche Tommaso Raspino, biellese doc e rossoblù nell’anima, storia e orgoglio del club. Si farà valere sui campi della serie A con la canotta di Pesaro: “A inizio preparazione abbiamo voluto abbassare il suo livello di tensione perché Tommaso è un ragazzo che vuole sempre alzare l’asticella e dimostrare che può fare cose incredibili - racconta a proposito Corbani -. Tommo ha disputato una grande stagione, ci ha portato di tutto, tiro da fuori, difesa, penetrazione, rimbalzo, schiacciate, energia e trasporto. E’ chiaro che ogni ragazzo sogna di giocare in nella massima serie e di provarci. A fine stagione abbiamo percepito che quel sogno si poteva realizzare e l’abbiamo messo a proprio agio nella scelta. O prova adesso o non prova più. Viene da una stagione nella quale ha acquisito fiducia e autostima, atleticamente poi è un ragazzo ancora al top della forma. Era giusto dargli questa opportunità. Nel momento in cui potremo fare una squadra per vincere il campionato e tornare al piano di sopra, sarebbe bella l’idea di riaverlo con la maglia di Biella e la fascia di capitano”.

Così come sarebbe emozionante ritrovare Luca Murta, collante essenziale del gruppo unico, “magico” e vincente che tanto ha fatto innamorare Biella nei mesi scorsi. Ragazzo serio, intelligente e generoso: “Ha giocato poco ma ha fatto un ottimo lavoro - dice di lui -. Gli era stato chiesto semplicemente di aiutare la squadra negli allenamenti. E si è rivelato più che un aiuto, con il lavoro in palestra si è meritato minuti in più di gioco che sinceramente non pensavo di dargli. Per Voskuil è stato uno sparring partner eccellente e anche quando è entrato in campo ha fatto cose importanti per la squadra. Sarà per noi una grande mancanza. Pensando a Luca ma anche a Tommaso Raspino, sarà bello ricordare che abbiamo vinto qualcosa insieme. Avevo un po’ sulla coscienza quelle due semifinali Juniores dove tutte e due le volte sono stati rimbalzati dalla mia Benetton Under19. Li prendevo in giro. Ho un poster in ufficio a Biella dello scudetto vinto dalla mia Under19 e sullo sfondo, con la maglia di Biella, si intravede Murta con la faccia triste in attesa della premiazione per il secondo posto. Per tutto l’anno gli ho fatto notare quella foto. Adesso finalmente potrò farmi preparare il poster giusto, quello della vittoria di Rimini”.

Ulteriori dettagli sulla Nuova Provincia di Biella, in edicola domani a 1,20 euro.

Tags: Basket, pallacanestro biella, Angelico, Fabio Corbani, biella

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