L'editoriale di Roberto Pietrobon

Quelli che speculano sulla paura

Ieri, finalmente, hanno (per ora solo formalmente) chiuso gli OPG, gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari.

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Articolo pubblicato il 01-04-2015 alle ore 00:00:00.
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Roberto Pietrobon

Ieri, finalmente, hanno (per ora solo formalmente) chiuso gli OPG, gli Ospedali Psichiatrici  Giudiziari dove dall'Ottocento venivano rinchiusi i malati psichiatrici che a causa della loro  patologia avevano commesso una qualche forma di reato.

Queste strutture sopravvissute alla  legge 180, che permise una delle più importanti rivoluzioni del secolo scorso con la chiusura dei  manicomi, erano, secondo il padre della legge 180 Franco Basaglia, “vere e proprie fosse dei  serpenti con persone legate ai letti e rinchiuse in isolamento per mesi, (…) il reo non viene inviato in carcere perché non può comprendere ciò che significa pena e rieducazione; viene allora inviato in manicomio giudiziario, dove espia in realtà una pena che capisce ancora meno”.

Per tutti questi motivi, dopo denunce e inchieste parlamentari che hanno rivelato l'inumanità di  queste strutture, gli Opg oggi dovrebbero chiudere per fare posto alle R.E.M.S. (residenze per ì l'esecuzione della misura di sicurezza) e anche nel Biellese, a Bioglio, ne dovrà nascere una. 

Purtroppo, come succede spesso in Italia, la struttura non è ancora pronta (anzi pare neanche  finanziata) quindi, in ottemperanza alle disposizioni nazionali, la Regione Piemonte sta cercando  delle soluzioni temporanee. Una di queste dovrebbe essere, per una dozzina di pazienti  psichiatrici, una piccola ala del vecchio ospedale di Biella dove, fino a dicembre scorso, esisteva già  il cosiddetto “repartino” per malati affetti dalle stesse patologie. Purtroppo gli “speculatori della  paura” hanno già acceso la grancassa della propaganda, mentendo sapendo di mentire.

La dozzina di pazienti che potrebbero essere ospitati presso il vecchio “degli Infermi” (che sono  tutti sottoposti a pesanti terapie farmacologiche) non saranno liberi di circolare né per le altre ali  dell'ex nosocomio né, tantomeno, per Biella. Chi agita i fantasmi di violenti criminali fuori di testa  che si aggirerebbero per Viale Carducci in attesa della loro nuova vittima non solo sostiene il falso  ma alimenta paure e odio, contribuendo al diffondersi dello stigma sociale nei confronti del  diverso. Se c'è un crimine che si perpetra è proprio questo: immaginarsi una società che  seppellisce, letteralmente, i propri figli e in considerazione della loro pericolosità sociale li  abbandona per sempre.

Sono centinaia i casi, anche nel Biellese, di persone che, invece, con un adeguato percorso  riabilitativo medico e sanitario sono tornati ad avere una vita sociale e a reintegrarsi nella società.  Il superamento degli Opg ha proprio questo scopo, dare un'alternativa e una prospettiva di vita.

Come per il carcere, ancora di più per i manicomi criminali dovrebbe valere il principio del  recupero sociale come fondamento del diritto. Evidentemente per gli “speculatori della paura” è  meglio vivere in una comunità del rancore dove anche chi è affetto da malattie gravi viene  abbandonato, recluso, dimenticato, disumanizzato nel corpo e nello spirito, cancellato da una  società che nega la diversità (e anche la patologia) e su questa “guerra”, contro chi non può  neppure difendersi, cerca di costruire il proprio consenso elettorale e soddisfare la propria  bramosia di potere.

L’unica “pena” è quella che una comunità solidale e accogliente dovrebbe provare verso questi  agitatori di paura che fomentano, con le loro parole e le loro azioni, insicurezza e disagio.

Roberto Pietrobon

www.alasinistra.org

Tags: Roberto Pietrobon, rubrica

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