Per la prima volta un biellese è candidato alla presidenza della Regione

Pichetto: «Non parto assolutamente battuto»

Per la prima volta un biellese è candidato alla presidenza della Regione. Gilberto Pichetto: «Quando la sinistra pensa di avere già vinto, poi resta sempre delusa»

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Articolo pubblicato il 22-05-2014 alle ore 00:00:00.
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Gilberto Pichetto

Un biellese presidente della Regione. Sarebbe bello…

Spero possa essere essere una buona notizia non solo per i biellesi...

Tutti i sondaggi però danno Chiamparino nettamente in vantaggio, lei si sente battuto in partenza?

Assolutamente no, la storia recente insegna che tutte le volte che la sinistra ha pensato di aver già vinto gli esiti sono stati diversi; a cominciare dalla gioiosa macchina da guerra di Ochetto alle politiche del 94 per finire alla lepre in fuga di Bersani delle ultime politiche del 2013. L’onda lunga della rimonta è partita da qualche settimana e, sondaggi a parte, sentiamo che nei nostri confronti cresce la fiducia della gente che riusciamo a incontrare. Abbiamo un programma serio, concreto, che non indica soltanto una visione strategica ma una puntuale descrizione degli obiettivi che vogliamo conseguire e dei percorsi che intendiamo sviluppare per raggiungerli. Riusciamo a trasmettere l'immagine della solidità e dell'affidabilità, qualità molto apprezzate dalle persone che, come noi, sono impegnate ogni giorno nel lavoro, nella professione, in famiglia, nel volontariato, nello sport. E in più abbiamo anche rivolto un'attenzione particolare ai temi degli anziani, della sanità, della sicurezza. Conteremo i voti alla fine.

C'è un po' di amarezza per il mancato accordo con Fratelli d'Italia?

Certamente, anche le piccole percentuali in una corsa a turno unico posso essere di aiuto, tuttavia confido nella compattezza dell'elettorato di centrodestra affinchè non disperda il voto su corse solitarie senza speranza.

Questa campagna elettorale (a tutti i livelli, Europa, Regione, Comune) appare decisamente sotto tono. Concorda?

Sì, perchè comprendo le difficoltà delle persone massacrate da una crisi pesante e da una tassazione insopportabile.

Teme in un forte astensionismo?

Sì, oltre al voto di rifiuto dato a chi si presenta solo per sfasciare il sistema. Spero tuttavia che nelle urne i piemontesi riescano a capire che  queste elezioni non rappresentano soltanto la scelta del  Presidente della Regione  ma sono un momento cruciale che determinerà in maniera importante il futuro del nostro territorio. Le necessità della nostra gente si affrontano meglio se in Regione ci sono donne e uomini che conoscono bene il Piemonte più profondo, che riescono a far sentire le voci delle province, soprattutto di quelle più lontane, che lavorano per offrire a tutti le stesse possibilità di curarsi, di lavorare, di emergere, indipendentemente dal luogo di residenza. Noi vogliamo portare i territori nel capoluogo e far sentire la Regione vicina a tutti i cittadini. Credo che sia un buon motivo per andare alle urne e per votarci.

Con la candidatura alla presidenza della Regione lei è ormai entrato a pieno titolo nel gotha della politica nazionale. Volano tanti coltelli a questi livelli?

Non mi sento nel gotha della politica nazionale e sinceramente mi sento sempre comunque un amministratore locale, tuttavia non nego che sotto il profilo del lancio dei coltelli i livelli si equivalgano.

Come vede la situazione a Biella?

Biella è una città che ha una storia importante e una tradizione gloriosa, oggi forse un po' appannata soprattutto a causa della crisi strutturale dell'economia biellese e di una congiuntura decisamente sfavorevole. Biella ha però tutte le potenzialità, nel suo territorio e tra i suoi abitanti, per poter tornare agli antichi splendori. Si tratta di crederci e il modo migliore per farlo è dare continuità al lavoro che ha saputo sviluppare l'ultima amministrazione che si ripresenta all'appuntamento elettorale con la coalizione di centrodestra. E già che parliamo di Biella credo che il nostro territorio meriti di essere rappresentato in modo adeguato in Regione. Forza Italia ha schierato due professioniste brave e competenti, l'ingegnere Paola Vercellotti e l'architetto Caterina Giachino, che hanno già maturato esperienze politiche importanti nel Biellese: se elette in Regione sapranno sicuramente far bene.

Tags: giberto pichetto, intervista, elezioni regionali, Forza Italia

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