La testimonianza di un uomo afflitto da mielodisplasia al midollo: alla fine ce l’ha fatta

Ormai essere ricoverati in ospedale è una battaglia

La differenza tra la sanità di ieri e quella di oggi è che una volta per un’unghia incarnita venivi ricoverato per 20 giorni, nel 2015 invece se non sei proprio all’ultimo stadio difficilmente puoi sperare di essere trattenuto in osservazione anche solo p

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Articolo pubblicato il 27-02-2015 alle ore 00:00:00.
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Continua l'odissea oculistica: l'attesa è di 16 mesi

La differenza tra la sanità di ieri e quella di oggi è che una volta per un’unghia incarnita venivi ricoverato per 20 giorni, nel 2015 invece se non sei proprio all’ultimo stadio difficilmente puoi sperare di essere trattenuto in osservazione anche solo per qualche ora. E’ quanto amaramente ha dovuto constatare C.R., 76 anni,  che solo dopo una lunga disputa è riuscito finalmente a conquistare l’agognato ricovero.

L’uomo, afflitto da mielodisplasia al midollo osseo, giovedì scorso, su urgente invito del proprio medico specialista, ha raggiunto il pronto soccorso. La necessità di improrogabili cure ospedaliere era giustificata dal fatto che l’emogoblina presente nel sangue  era scesa intorno a quota 6, ben al di sotto quindi del livello medio che per i soggetti anziani è tra 12,4 e 14,9.

Giovedì l’attesa al pronto soccorso è stata di sei ore, dalle 12 alle 18 (è questo, da sempre, può essere considerato un valore abbastanza normale per la sanità biellese) ma quello che ha stupito l’interessato è stato il fatto che al termine della visita fosse stato dimesso perchè in  Medicina B non c’erano posti disponibili. Una circostanza, questa, contestata dai familiari in quanto gli stessi avevano verificato, personalmente, la presenza nel reparto di letti non occupati. 

Preoccupati che le condizioni dell’uomo potessero ulteriormente aggravarsi, i congiunti hanno così iniziato a protestare senza però ricavarne granchè. E’ cosi nata una lunga discussione («e non sempre abbiamo avuto risposte educate”, è la testimonianza) protrattasi anche nei locali della direzione sanitaria dove i familiari si sono recati per far valere le proprie ragioni. Tra l’altro, nel girovagare tra reparti e uffici, avevano incontrato il medico specialista che aveva consigliato la visita al pronto soccorso, ottenendo così un appoggio alle proprie richieste. E alla fine la battaglia è stata vinta, “miracolosamente” il tanto agognato posto letto è saltato fuori e in serata l’uomo è stato finalmente ricoverato per le cure del caso.

Ma i problemi della sanità biellese non riguarda solo i ricoveri. Un altro utente ci ha inviato la fotocopia della sua prenotazione oculistica. Ebbene la visita di controllo richiesta il 20 febbraio 2015 verrà effettuata il 15 giugno 2016. Commento del diretto interessato: «Poco meno di un anno e quattro mesi da oggi...... Biella e il Biellese non hanno una popolazione equiparabile a Pechino, Los Angeles, New York, o altre megalopoli, quindi perché cosi tanta attesa?».

Tags: ricori, ospedale, biella, tempi d`attesa, tempi sanità

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