Il servizio dell'Asl è attivo dal 1996

Ogni anno mille stranieri al Centro Informazione Salute Immigrati

Si chiama Centro I.S.I. – Informazione Salute Immigrati ed è un servizio del Dipartimento di Prevenzione dell’ASL BI, attivato nel 1996, dedicato alla presa in carico degli stranieri non regolari che vivono nel territorio di competenza dell’Azienda Sanita

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Articolo pubblicato il 10-07-2014 alle ore 00:00:00.
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Foto di repertorio

Si chiama Centro I.S.I. – Informazione Salute Immigrati ed è un servizio del Dipartimento di Prevenzione dell’ASL BI, attivato nel 1996, dedicato alla presa in carico degli stranieri non regolari che vivono nel territorio di competenza dell’Azienda Sanitaria Locale di Biella.

Ogni anno circa 1000 cittadini stranieri hanno almeno un accesso al Centro I.S.I.

Sotto la responsabilità di Sebastiano D’Agosta, Dirigente medico del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria Locale di Biella, il Centro è in prima linea anche per la gestione dell’emergenza profughi, attraverso un filo diretto con Prefettura, Questura, altre istituzioni, consorzi locali e cooperative che si occupano di questa emergenza sociale.

Spiega Sebastiano D’Agosta: «Negli ultimi anni, complice la crisi economica, si è ridotto il numero di immigrati che arrivano in Italia e nel Biellese, ma sono aumentati e continuano ad aumentare i profughi che fuggono improvvisamente dalla propria terra di origine alla ricerca di migliori condizioni di vita. E’ fondamentale continuare ad investire, sia economicamente sia in termini di risorse umane, su questo fronte ed è un ottimo segnale che l’Azienda Sanitaria Locale creda in questa nostra azione rivolta a profughi ed immigrati».

Gli operatori del Centro I.S.I. si trovano a lavorare in un contesto multiculturale, pertanto devono essere liberi da preconcetti, pregiudizi e stereotipi per avere la possibilità di riconoscere lo straniero come portatore di valori, di ricchezza culturale, istaurando una relazione basata sull’incontro. Commenta D’Agosta: «Questo è il principio fondamentale che anima l’attività del Centro I.S.I. e che dovrebbe animare tutti i cittadini, operatori della Sanità e non. Inoltre, contrariamente a quando si pensi, il cittadino straniero non rappresenta un costo per la Sanità, in quanto è dimostrato che i contributi che loro versano sono maggiori di quelli che il Sistema Sanitario Nazionale spende per curarli. Nel 2013 è stato registrato un avanzo di 1,3miliardi di euro nel bilancio complessivo del SSN».

Un altro pregiudizio diffuso è che profughi ed immigrati portino malattie infettive: «Lo straniero che arriva al nostro Paese è quasi sempre una persona sana, che ha già in mente un programma da realizzare per migliorare le proprie condizioni di vita, utilizzando il proprio patrimonio di salute -continua D’Agosta-. Semmai, lo straniero presente in Italia da tempo può manifestare patologie o malattie infettive per le condizioni precarie in cui vive nel nostro territorio. Queste condizioni portano ad un indebolimento del sistema immunitario facendo emergere patologie che al suo paese non avrebbe sviluppato».

Il momento storico attuale è caratterizzato dall’arrivo di profughi che scappano dal proprio Paese per guerre, violazione dei diritti umani e civili, torture, perché esiste un reale pericolo per la loro vita; fuggono senza un progetto migratorio, giungendo anche nel nostro territorio.

L’arrivo dei profughi nel Biellese è annunciato da Prefettura e Questura al medico reperibile del Dipartimento di Prevenzione, che, a sua volta, avvisa il medico di continuità assistenziale, il quale effettuerà i primi accertamenti sanitari. In seguito, lo stesso redige una relazione sullo stato di salute dei profughi per inviarla al Centro I.S.I. Sulla base di questa relazione, il Centro I.S.I. si attiva sin dal primo giorno lavorativo per il rilascio della tessera sanitaria e sottopone i profughi ad una serie di esami per accertare le patologie più comuni, con l’obiettivo specifico di intervenire tempestivamente a tutela della salute del profugo e della collettività. Quando tra i profughi ci sono donne e bambini, questi vengono rispettivamente inviati alla Ginecologia e alla Pediatra dell’Ospedale tramite accesso in Pronto Soccorso, per una prima visita.

Il Centro I.S.I. si occupa anche di educazione sanitaria, attività di informazione e formazione sulle vaccinazioni, sulle malattie sessualmente trasmesse, sulle malattie infettive in generale, sull’igiene dell’abitazione ed offre assistenza per l’espletamento delle pratiche di richiesta di ricongiungimento familiare e per il rilascio del permesso di soggiorno. Nell’ambito della formazione rivolta agli operatori, il servizio dell’ASL BI ha anche organizzato un corso di primo soccorso, corsi di Medicina tropicale e di Etnopsichiatria. L’area dell’assistenza infermieristica transculturale del Centro I.S.I. è gestita dall’infermiera Federica Botta, collaboratrice professionale sanitaria esperta.

All’interno del Centro I.S.I. collabora anche la psicologa Barbara De Matteo, con un impegno di sei ore settimanali nell’ambulatorio di Medicina Transculturale, per aiutare gli stranieri (immigrati e profughi) ad affrontare le loro fragilità, le difficoltà di una vita completamente diversa da quella vissuta fino a quel momento, colma di incertezze, e per aiutarli a realizzare il loro progetto migratorio.

Il Centro I.S.I., per il proprio funzionamento, si avvale della preziosa collaborazione di sei medici volontari, Riccardo Mello Rella, Elisa Caramello, Elena Boin, Hamid Zariate, Erica Garbaccio, Lorena Petrocchi che, a turno, con impegno e motivazione, dedicano parte del proprio tempo a supporto delle attività dell’ambulatorio medico.

La parte amministrativa è gestita da Elisabetta Avanzi.

Tags: asl bi, centro isi, profughi, salute, immigrati

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