Un articolo di Paolo Mander

Non uccidete i ciclisti

A tutti i guidatori di auto che nei giorni scorsi hanno investito ciclisti sulle nostre strade, dandosi alla fuga, davvero troppi, vogliamo manifestare la nostra pena, oltre al disgusto, per individui che non sono nemmeno in grado di dare valore a una vit

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Articolo pubblicato il 18-04-2015 alle ore 00:00:00.
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Paolo Mander

A tutti i guidatori di auto che nei giorni scorsi hanno investito ciclisti sulle nostre strade, dandosi alla fuga, davvero troppi, vogliamo manifestare la nostra pena, oltre al disgusto, per individui che non sono nemmeno in grado di dare valore a una vita umana e che, dopo aver sbagliato una prima volta una manovra, poniamo anche in buona fede, sbagliano una seconda, commettendo un tentato omicidio (talvolta riuscito), nei confronti della persona che hanno abbandonato a terra.

Vogliamo augurare loro di non essere mai colpiti, nella vita, da una simile disgrazia nell’ambito dei loro affetti; che non debbano pensare che l’errore, unito alla sconsideratezza di un loro simile, li abbia privati di una persona cara, un parente, un amico.

Vogliamo sperare che abbandonino l’egoismo e la paura prima di essere individuati e, mi auguro, arrestati, presentandosi alle autorità spontaneamente, dandoci la speranza che qualcosa di umano, in loro, c’è ancora. Vogliamo anche credere che quelle tante, troppe persone che alla guida di un mezzo motorizzato sottovalutano il rischio di un incidente con pedoni o ciclisti lo facciano in buona fede, non rendendosi conto che “chi ha ragione” conta poco quando sei morto o hai ucciso qualcuno.

Vorremmo comprendessero bene la differenza di rischio che corre una persona dentro a un’auto di metallo da una tonnellata e oltre, con air bag e tutto il resto, da quello che corre invece chi non ha nè massa nè protezione. E “chi ha ragione”, davvero, non conta nulla. Prendetevela pure con i ciclisti che viaggiano in coppia o in centro strada; lamentatevi, manifestate la vostra opinione: anche i pedoni e i ciclisti devono rispettare il codice della strada. Ma vi pare che, per questo, meritino una condanna a morte?


Quando incrociate un ciclista sulla vostra strada, provate a pensare che potrebbe essere un amico, vostro cugino; o vostro figlio. E della ragione, chi se ne frega.
Paolo Mander

Paolo Mander

L'articolo è stato pubblicato sulla Nuova Provincia di Biella in edicola mercoledì e sabato a solo 1,20 euro

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