La smentita dell'Asl sulla lettera anonima inviata al giornale

"Non è stato un caso di malasanità"

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Articolo pubblicato il 02-09-2016 alle ore 10:12:01.
L'ospedale di Ponderano
L'ospedale di Ponderano

Nessun caso di malasanità all’ospedale, nè tanto meno clamorosi errori in sala operatoria. «In riferimento a quanto pubblicato nei giorni scorsi su “La Nuova Provincia” circa il caso di un paziente sottoposto ad intervento chirurgico presso l’ospedale “Degli Infermi”, - scrive il manager Gianni Bonelli - l’Asl di Biella smentisce categoricamente che la morte sia avvenuta per l’asportazione della milza».

Non vi è alcuna correlazione con tale aspetto in quanto il paziente è deceduto a causa dell’evoluzione di una gravissima patologia da cui era affetto fin dal suo ingresso in ospedale. Non c’è ad oggi alcuna indagine interna volta ad accertare responsabilità di tipo clinico, né da parte dell’Asl vi sono state dichiarazioni in merito ad eventuali indagini della magistratura.

Un caso clinico estremamente complesso, una storia, quella di questo paziente, difficile. L’uomo è stato indirizzato a Biella da parte di un’altra realtà ospedaliera italiana, proprio per l’autorevolezza e la professionalità riconosciuta a livello nazionale all’urologia biellese in questo momento storico. Una scelta, dunque, quella di prenderlo in carico, dettata, in primo luogo da ragioni cliniche, ma che ha avuto anche una forte componente umana. Il paziente e la famiglia per altro fin dall’inizio sono stati informati in modo dettagliato sulla complessità e gravità della situazione. Tutte le opzioni terapeutiche e i relativi rischi sono sempre stati discussi e condivisi con il paziente e i familiari più stretti.

La lettera anonima indirizzata al giornale è diffamante sotto più profili perché contiene numerose falsità. L’intento dell’Asl non è certo quello di voler fare numeri. Per un chirurgo non ci sono interventi inutili se ritiene in scienza e coscienza che vi siano le indicazioni cliniche, specie se può essere offerta al paziente una opportunità di cura o di sollievo. Lo stesso obiettivo se lo pone l’Azienda: fare in modo che i professionisti possano lavorare per offrire ai pazienti tutte le possibilità di cura di cui hanno bisogno. La direzione non può che sostenere l’operato di chi si prodiga in tal modo.

Come Asl ci dissociamo da un tipo di informazione che non solo scredita l’Azienda e i suoi professionisti, ma punta ad alimentare ansia e sfiducia nella popolazione.

Gli elementi diffamatori contenuti nella lettera anonima sono al vaglio dell’ufficio legale aziendale che sta verificando se vi siano gli estremi per portare avanti ulteriori azioni a tutela dell’immagine dell’azienda e dei suoi professionisti.

Gianni Bonelli
direttore Azienda sanitaria Biella

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