La morte di Elena Bazzano, Graziano Cecchini e Alberto Bonato ha sconvolto tutta la Valsessera

«Non abbiamo più lacrime per piangere»

Un'intera comunità è ancora sconvolta per l'incidente stradale spaventoso che sabato ha strappato tre giovani alla vita.

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Articolo pubblicato il 17-06-2015 alle ore 00:00:00.
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«Non abbiamo più lacrime per piangere»

Un incidente stradale spaventoso sabato ha strappato tre giovani alla vita. Si tratta di Elena Bazzano, 24 anni di Coggiola, Graziano Cecchini, 36 anni di Portula, e Alberto Bonato 19 anni di Trivero. Si conoscevano tutti e tre anche se provenienti da paesi diversi. La comunità della Valsessera è sconvolta. «Non abbiamo più lacrime per piangere», ha detto don Carlo Borrione. Venerdì sera a Coggiola era stata organizzata la fiaccolata per ricordare Federico Chiarelli, il 19enne che nove mesi fa venne travolto da un’auto pirata proprio a pochi metri da casa sua. C’era anche Albero Bonato alla iniziativa, Federico lo conosceva bene ed era lì con la sua fiaccola.

Sabato la tragedia. E’ stato un frontale tra due moto: sulla prima viaggiavano Graziano ed Elena, sull’altra c’era Alberto. Lo scontro è avvenuto al confine tra Coggiola e Pray, lungo la provinciale sulla sponda sinistra del Sessera, all’uscita del rettilineo che porta fuori da Coggiola: lì la strada fa una curva e imbocca pure una leggera discesa che contribuisce a ridurre la visibilità. Secondo la prima ricostruzione dei fatti il tutto sarebbe dovuto a un sorpasso azzardato, e le due moto si sarebbero trovate l’una di fronte all’altra, ormai senza spazio per scartarsi. L’impatto è stato violentissimo: l’auto appena superata si è vista piombare sul parabrezza il corpo di una delle vittime. Dai serbatoi delle moto è schizzata fuori la benzina e ha preso fuoco: il corpo di Elena era lì vicino, mentre quello di Graziano è stato sbalzato più lontano.

E’ toccato al sindaco di Portula Fabrizio Calcia Ros informare il papà di Graziano Cecchini di quanto successo. Ha poi cercato di confortare i genitori del giovane Alberto Bonato, la mamma gestisce infatti il Bar Calice proprio a Granero. «Non ci sono parole per spiegare quanto successo - spiega -. Ho visto tre famiglie distrutte. E’ una tragedia che ci tocca tutti un po’ da vicino perchè capitata in una piccola comunità di una vallata dove più o meno ci si conosce tutti anche di vista. Non possiamo che essere vicini a queste famiglie e ai loro amici».

Non sa darsi pace nemmeno Gianluca Foglia Barbisin, primo cittadino di Coggiola, anche lui accorso appena saputo dell’incidente. «Erano tre ragazzi che tutti conoscevano in zona - racconta -. Non ci sono parole per descrivere quanto successo. Non dimenticherò i pianti dei familiari, un dolore straziante».

Tags: incidente mortale, lutto, incidente moto, Pray, coggiola

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