Mongrando e le balle di Natale

Alasinistra - La rubrica di Roberto Pietrobon

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Articolo pubblicato il 17-12-2015 alle ore 09:58:00.
Roberto Pietrobon
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Succede che in uno dei più importanti comuni della provincia, Mongrando, un gruppo di politici decide di passare casa per casa, suonando campanello per campanello per raccontare che il Sindaco ha l’intenzione di portare i “clandestini” in paese. La “gente di Mongrando” pare crederci; almeno trecentoventiquattro persone firmano una petizione contro il loro Sindaco che vuole portare i “negri” lì.
Quei politici decidono poi con fanfare e trombette di evocare la “rivolta” del paese contro il Sindaco e questo progetto che accoglierebbe i richiedenti asilo nell’ex asilo Favre.
Il Sindaco, che si chiama Antonio Filoni (ma nel Biellese tutti lo conosciamo come Tony), affatto impensierito per le firme dei suoi concittadini, risponde con durezza accusando i suoi antagonisti di essere dei “mentitori”.

Il progetto del quale parlano (e che loro conoscono da mesi essendo stato discusso in Consiglio Comunale dove loro siedono, all’opposizione) nell’ex Asilo Favre non prevede affatto alloggi per “negri” , clandestini o richiedenti asilo ma, al contrario, la sede dei servizi sociali, una ludoteca e due mini alloggi. Tutto immaginato per la “gente di Mongrando”. Quella più povera e bisognosa. Un progetto che – ricorda il Sindaco Filoni – per ora non si potrà fare perché non sono arrivati i finanziamenti dallo Stato previsti per la riqualificazione dell’ex Asilo.

Di colpo quei politici che prima invocavano la rivolta verso Filoni e la sua Giunta rimangono silenti. Incassano la durissima risposta del Sindaco e perdono, improvvisamente, la parola.
Quei politici sono gli stessi che, per dieci anni, hanno amministrato Mongrando lasciando nell’abbandono e nel degrado l’ex asilo Favre, e che hanno la stessa camicia verde di chi, un giorno sì e l’altro pure, urla a reti unificate che se in questo paese sparissero i migranti tutti i nostri problemi sarebbero risolti.
Esattamente come quando erano loro al governo: i ristoranti erano pieni, la disoccupazione non esisteva, i giovani avevano un futuro radioso all’orizzonte e Mongrando era il paese più prospero del Piemonte.
Io diffido da quei politici che dicono che quando c’erano loro andava tutto bene e che ora, che ci sono gli altri, è tutto un disastro. Soprattutto, però, diffido da chi per sostenere questa tesi gioca sempre sulla paura e racconta balle e, scoperto, non ha nemmeno il coraggio di chiedere scusa.

 

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