La paga del sabato di Giuliano Ramella

Mangia che ti passa

"A 'jandarìa tre panse....", ci vorrebbero tre pance, diceva mio nonno Giulio quando, un paio di volte l'anno, mi portava, bambino, a mangiare ad Oropa dal suo amico Vittino che ci travolgeva di antipasti, ci sopraffaceva di polenta e agnolotti, ci schia

Stampa Home
Articolo pubblicato il 22-07-2015 alle ore 16:16:15.
mangia-che-ti-passa-560ff0f4211ef3.jpg
Giuliano Ramella

"A 'jandarìa tre panse....", ci vorrebbero tre pance,  diceva mio nonno Giulio quando, un paio di volte l'anno, mi portava, bambino, a mangiare ad Oropa dal suo amico Vittino che ci travolgeva di antipasti, ci sopraffaceva di polenta e agnolotti, ci schiantava di brasati e trote al burro.  Correvano gli anni '50 del secolo scorso e tutti noi, parlo di quelli che allora si definivano proletari, ci affacciavamo ad un benessere che aveva la sua principale espressione nel cibo: tanto, variato in casa e fuori, per dimenticare le privazioni, la borsa nera, la pellagra, esaltati e al tempo stesso narcotizzati dal torpore dei processi digestivi pure loro in fase di rodaggio.
Oltre cinquant'anni dopo mi scopro, spesso, a fare le stesse riflessioni del nonno Giulio, ma senza la sua gioia compiaciuta, senza la soddisfazione di essere usciti da un tunnel di miseria e privazioni.

Con l'inquietudine del sovrappeso, del diabete, delle cardiopatie, della gotta, dei trigliceridi vaganti e assassini.  Ma come faccio, come facciamo, come si fa a resistere alle suggestioni lutulente dei mille e mille mangiari che dalle televisioni, dai giornali e dalla rete si rovesciano nelle nostre vite spesso infelici, precarie, stente per la perdita di status e di tutti gli orpelli che decenni di esistenzialismo drogato hanno impresso nel DNA di tutti e di ciascuno ?  Il cibo diventa allora un farmaco per la mente e l'anima, esattamente come nel dopoguerra quando serviva a cancellare ciò che eravamo stati, ma, al contrario, per dimenticare nell'ottundimento dei succhi gastrici ciò che non saremo mai più.

Guardiamoci intorno e calcoliamo quanto il cibo (visto, parlato, preparato e/o consumato) occupa delle nostre giornate: le televisioni a tutte l'ore, i canali tematici, le gare, i masterqualunquecosa, chef tiranni e stronzi come rockstar, e i blog, e le recensioni e le ricette su giornali e rotocalchi.  L'EXPO nato per sviluppare riflessioni su come "nutrire il pianeta", ridotto ad un'immensa mangiatoia ("A jandarìa tranta panse"); chiedete a chi c'è stato cosa ricorda di più: l'hamburger di alligatore ?  L'estate e le nostre valli si ammorbano dei fumi delle grigliate e ogni sera, volendo uscire, si deve decidere se optare per la sagra del merluzzo, quella del salamino, della busecca, della frìttola, sagre nate nel nome di madonne e santi, spesso digiunatori e ora riconvertiti in patroni degli obesi. Qualche bello spirito, carpe diem, s'è inventato le "cene in bianco";  ci si porta tutto da casa: tavoli, sedie, piatti, cibi e, vestiti di bianco, si mangia si beve e si rutta in compagnia all'interno di una efficace metafora della quotidianità delle nostre vite condannate ad andare in bianco.

Cedo, mi arrendo.  Anch'io mangio che, forse, mi passa.

giulianoramella@tiscali.it

La rubrica di Giuliano Ramella viene pubblicata ogni sabato sulla Nuova Provincia di Biella

Tags: paga del sabato, Giuliano Ramella

Attualità

Cronaca

Politica

Economia e Lavoro

Sport

Cultura e Spettacolo

Eventi e Manifestazioni

Salute e Green

Post Del 26-10-2016
Giuliano Ramella "Siamo i vecchi, quelli che il linguaggio corrente definisce anziani. Vecchi, non solo per l’incalzare dell’età ma per effetto del vuoto...
Post Del 18-01-2016
Quanto ho sognato i peli sotto le ascelle 3 Che cos’è Bello? Mi capita davvero di fermarmi per una manciata di minuti e pensarci, cadenzialmente ogni giorno.
Post Del 07-08-2015
porto-alle-persone-frammenti-di-vita-560ff2ba8d2612.jpg Già da un mese vesto i panni della postina e faccio finta di dimenticare i libri dell’università. A tempo pieno porto alle persone...
Post Del 06-11-2016
Roberto Pietrobon Il 29 agosto l'ho sentita anch'io, ero ad Assisi in quei giorni e alle 3,36 mi sono svegliato con la camera che ballava e io con lei. Non mi successe nulla...
Post Del 16-11-2016
Lele Ghisio I sogni non risolvono i problemi. Ma chi non è in grado di sognare raramente trova soluzioni alla realtà. Anche alla peggio realtà....

Rubriche della provincia