Parla il titolare dell’azienda che in due anni ha visto 63 animali uccisi per avvelenamento

Luca Oreste Pozzato: «Io non mollo»

Il primo animale è morto nell’estate di due anni fa, l’ultimo - una capra - la scorsa settimana. In 24 mesi ha visto morire avvelenati 63 dei propri animali (capre, asini, pecore) ma non molla. Non vuole darla vinta a colui - o a coloro - che l’hanno pres

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Articolo pubblicato il 05-09-2015 alle ore 10:27:41.
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Due asinelli di Luca Oreste Pozzato

Il primo animale è morto nell’estate di due anni fa, l’ultimo - una capra - la scorsa settimana. In 24 mesi ha visto morire avvelenati 63 dei propri animali (capre, asini, pecore) ma non molla. Non vuole darla vinta a colui - o a coloro - che l’hanno preso di mira e continua a svolgere la propria attività nell’attesa che le forze dell’ordine diano finalmente un volto al colpevole.

«Innanzitutto tengo a precisare - spiega Luca Oreste Pozzato, titolare dell’azienda agricola La Rondanella a San Paolo Cervo - che io non ho nulla contro la valle, contro i suoi abitanti. La stragrande maggioranza della gente è assolutamente corretta, onesta, cordiale, poi come in tutte le comunità ci sono, purtroppo, le mele marce».

Nel 2007 Luca Oreste Pozzato si trasferisce in valle da Vigevano per dare vita all’attività agricola e nei primi anni le cose procedono con regolarità, anzi il clima che si instaura con quanti incontra per lo svolgimento della propria attività è collaborativo. Poi, improvvisamente, qualcosa si guasta. E da quel momento inizia il calvario dell’uomo e dei suoi animali. Due anni fa, nell’estate 2013, comincia lo stillicidio di capi di bestiame che muoiono, uno dopo l’altro. Con il passare dei mesi e delle stagioni la lista diventa veramente lunghissima. Alcuni animali, per fortuna, si salvano anche se come le capre ridotte a pelle e ossa.

I sintomi di chi non ce la fa sono quelli dell’avvelenamento. L’uomo porta le carcasse a fare esaminare e gli esperti escludono che la causa possa essere qualcosa di diverso. Se mai ce ne fosse bisogno, la controprova è data dal gatto domestico, anch’esso improvvisamente colpito da una “malattia” misteriosa. Appena riconosciuti i primi sintomi, simili a tutti quelli che hanno colpito le altre bestie, l’uomo porta il felino in un centro veterinario di fiducia che alla fine riesce ad evitargli una brutta fine. Il gatto inizia a migliorare e alla fine si riprende. Come? Con un cura tipicamente usata nei casi di avvelenamento. Fin da subito l’uomo, ovviamente, si rivolge ai carabinieri che ormai da due anni tentano di trovare una soluzione al caso. Le indagini sono affidate ai militari della stazione di Andorno micca, nei quali l’imprenditore agricolo nutre la massima fiducia: «Sono assolutamente sereno, perché sono certo che alla fine riusciranno a trovare il colpevole. Prima o poi questa vicenda avrà la sua giusta fine».

«Ci tengo a ribadire - conclude Luca Oreste Pozzato - che per quanto mi riguarda ho la massima stima e fiducia anche negli abitanti di questa comunità e che mai ho mosso accuse generiche contro la valle mettendola in cattiva luce. Il sindaco di San Paolo Cervo purtroppo sostiene il contrario, attribuendomi concetti che non ho mai espresso».

Tags: luca oreste pozzato, Valle Cervo

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