Una delegazione dell'Asl ospite nella sede del ministero della Salute

L'esperienza del centro della memoria protagonista a Roma

L’esperienza dell’ASL di Biella, dei consorzi e delle associazioni locali che si occupano di sostegno alla fragilità dell’anziano continua ad essere considerata all’avanguardia sia in Piemonte sia a livello nazionale.

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Articolo pubblicato il 21-05-2015 alle ore 00:00:00.
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Da sinistra: Ferlisi, Bertone, Debernardi, Amato, Chiavari, Caneparo

L’esperienza dell’ASL di Biella, dei consorzi e delle associazioni locali che si occupano di sostegno alla fragilità dell’anziano continua ad essere considerata all’avanguardia sia in Piemonte sia a livello nazionale. Il percorso svolto rappresenta un vero e proprio modello di riferimento per altre realtà, al punto che numerose delegazioni, anche da fuori regione, sono giunte nel Biellese per conoscerlo più dettagliatamente. Il livello raggiunto è tale per cui proprio ieri, nella sede del ministero della Salute, a Roma, l'Asl di Biella è stata tra i protagonisti del workshop organizzato dal progetto “Mattone Internazione”.

L’obiettivo di questo incontro era quello di affrontare, tra addetti ai lavori, il tema della fragilità e della sua gestione in ambito sanitario. A rappresentare l’Azienda Sanitaria Locale di Biella è stata la geriatra Paola Bertone, accompagnata da Valeria Romano dell’Ires della Regione Piemonte (Istituto di Ricerche Economico Sociali del Piemonte). Entrambe sono state chiamate ad illustrare l’esperienza del Centro della Memoria “Adele Majoli”, inaugurato il 4 dicembre 2012 e con sede all’ospedale degli Infermi. Questa struttura ambulatoriale, dedicata alla diagnosi e alla cura della Malattia di Alzheimer e dei disturbi cognitivi, è gestita dall’ASL BI insieme ad AIMA Biella (Associazione Italiana Malattia di Alzheimer) ed è stata attivata con la collaborazione dei consorzi biellesi IRIS e CISSABO (che si occupano di servizi socio-assistenziali) e delle Strutture Neurologia e Psichiatria dell’Azienda Sanitaria Locale di Biella.

Dal suo avvio, i malati seguiti dal centro sono passati da poche decine a circa 1.000. La presa in carico da parte dell’équipe multispecialistica avviene sia sotto il profilo medico, sia sotto il profilo sociale: alla diagnosi seguono l’elaborazione di un progetto sanitario ed assistenziale “ad personam”, una terapia, non solo farmacologica, e controlli periodici sul paziente. Il Centro della Memoria rappresenta un importante punto di riferimento anche per i famigliari, poiché fornisce loro una consulenza sia di tipo psicologico sia di tipo legale.

Bernardino Debernardi, direttore della Geriatria dell’ASL BI, spiega: «L'esperienza biellese del nostro Centro è stata individuata come esempio di "buone pratiche" in sanità. Numerose realtà sanitarie del Piemonte si sono rivolte all’assessorato regionale per poter approntare lo stesso percorso. Ritengo che l’invito a raccontare quanto abbiamo fatto, proprio al workshop ospitato dal ministero della Sanità, sia un riconoscimento notevole che si aggiunge a quello degli esperti europei di demenza che hanno partecipato all’incontro ospitato a Città Studi di Biella lo scorso 17 gennaio e per la realizzazione del quale abbiamo ottenuto un finanziamento di 18mila euro dal progetto "Mattone Internazionale"».

L’intesse che l’esperienza biellese sta suscitando in tutta Italia è dimostrato anche dalla visita al Centro della Memoria “Adele Majoli” dello scorso 14 maggio da parte di Leonora Chiavari e Sonia Amato, componenti di AIMA Milano (Associazione Italiana Malattia di Alzheimer) e Coordinatrici dei Centri di Incontro di Milano.

La delegazione, prima di visitare i locali del Centro della Memoria “Adele Majoli” si è recata alla “Palestra della Memoria”, struttura con sede a Biella, in via Lamarmora. Si tratta di un progetto nato dalla collaborazione tra AIMA Biella, cooperativa ANTEO e ASL BI. Questa palestra, inaugurata nel 2014, è nata come primo centro piemontese di terapie non farmacologiche, a connotazione terapeutica, ma non assistenziale, a sostegno dei soggetti fragili; uno spazio all’interno del quale vengono proposte attività e laboratori per rallentare la progressione dei disturbi cognitivi e per favorire la socializzazione dei pazienti, migliorando il tono dell’umore e lavorando sulle capacità residue della persona, al fine di garantirle la maggiore autonomia possibile. Le attività della Palestra sono gestite da AIMA Biella e ANTEO e si rivolgono a tutti coloro che desiderino coltivare strategie di compenso per fronteggiare i piccoli deficit che possono comparire con l’invecchiamento.

«Il decadimento cognitivo nell’anziano è davvero frequente - conclude Debernardi -. Basti pensare che con una popolazione di 182mila abitanti, di cui il 26% sopra i 65 anni d’età, nel solo territorio biellese si stima che esistano all’incirca 4mila persone con demenza (di queste circa 2.500 sono affette da Malattia di Alzheimer). Ogni anno, si registrano a livello locale circa 350-400 nuovi casi di demenza. Questi dati non possono lasciare indifferenti ed è anche questo il motivo per cui la nostra Azienda Sanitaria Locale, unitamente alle associazioni, ai consorzi e alle cooperative che si occupano di servizi per le persone anziane, si è attivata avviando i progetti di cui sopra ed organizzando convegni e giornate rivolte alla popolazione per sensibilizzarla sull’importanza di mantenersi in salute sia sotto il profilo fisico sia psicologico, con esercizi mirati che contribuiscono a ritardare gli effetti dell’invecchiamento».

Da non dimenticare nemmeno l’apporto dei geriatri dell’ASL di Biella che, a titolo gratuito, dedicano il proprio tempo anche ad altri progetti di rilievo quali i Caffè Alzheimer, spazi di ritrovo dove malati, famigliari e volontari si incontrano per bere un caffè insieme, spezzare la solitudine, confrontarsi con altri e ricevere informazioni da esperti.

Tags: centro della memoria, biella, workshop, asl bi

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