L'intervento di Paolo Furia, segretario provinciale del Pd

L’emergenza profughi va gestita

Paolo Furia: "L’arrivo di cinquanta richiedenti asilo su suolo biellese è un evento che va discusso e compreso, senza però entrare in una logica di paura. E lo diciamo non perché, come dice la Lega, il PD sarebbe affetto da buonismo; ma perché non c’è dav

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Articolo pubblicato il 07-05-2015 alle ore 00:00:00.
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Paolo Furia, segretario provinciale del Pd

Riceviamo e pubblichiamo da Paolo Furia, segretario provinciale del Pd.

L’arrivo di cinquanta richiedenti asilo su suolo biellese è un evento che va discusso e compreso, senza però entrare in una logica di paura. E lo diciamo non perché, come dice la Lega, il PD sarebbe affetto da buonismo; ma perché non c’è davvero da avere paura. Abbiamo ottime ragioni per sostenerlo e proviamo a scriverle.

  1. Prima di tutto, non è vero che il Biellese accoglie più profughi degli altri territori. In verità, in Italia è arrivata una nuova ondata di richiedenti asilo, ondata che dipende essenzialmente dalla fuga da luoghi di guerra, che il Ministero dispone di accogliere distribuendoli in tutte le Province. Nel Biellese ne sono arrivati 50, nel Vercellese, ugualmente, altri 50, e in proporzione, così, in tutte le altre Province del Piemonte e d’Italia.

  2. La gestione dei richiedenti asilo dipende dalle Prefetture, le quali hanno diritto/dovere di stabilirli in edifici privi di destinazione anche indipendentemente da una previa concertazione con Sindaci e amministratori pubblici. Questo significa che se la politica tentenna e non trasmette alla Prefettura delle idee su quali edifici usare per accogliere le persone, la Prefettura può anche decidere da sola. Questo dimostra che serve a poco che la Lega nostrana (e non solo nostrana) se la prenda col PD che governa le città e le province: se volesse essere utile, contribuisca attivamente a individuare, con i nostri sindaci, gli stabili migliori per accogliere questi richiedenti asilo.

  3. I richiedenti asilo non sono portatori di malattie o pericolosi terroristi: a differenza di quanto sostenuto da chi vuole solleticare le paure della gente, per fortuna in Italia esistono precisi protocolli che prevedono, prima dello smistamento, i controlli medici, assai accurati, e l’identificazione.

  4. I richiedenti asilo non sono clandestini lasciati a se stessi che passeranno la giornata a disturbare vicini di casa e persone del quartiere: si tratta invece di persone dotate di un regolare permesso di soggiorno, erogato, ai sensi della Convenzione di Ginevra – e pure della Legge Bossi Fini! – in attesa che venga stabilito se hanno o meno la possibilità di giovare dello status di rifugiato politico. I richiedenti asilo sono inoltre seguiti da educatori, operatori sociali e volontari del territorio, i quali lavoreranno sodo per rendere la loro presenza sul territorio biellese un’esperienza serena e positiva per tutti.

  5. Il PD Biellese, attraverso incontri con volontari, operatori ed amministratori, ha creduto in bandi per gli operatori che gestiscono il servizio dell’Emergenza Profughi che puntino alla qualità del progetto rivolto ai richiedenti asilo. Non si può pensare di tenere per mesi e mesi queste persone chiuse in uno stabile. Bisogna semmai integrarli, facendo loro imparare l’italiano, dando loro opportunità di svolgere lavoretti utili alla comunità come è avvenuto, ad esempio, a Occhieppo Superiore l’anno scorso.

Siamo insomma sicuri che migliorando la qualità del rapporto tra comunità locale e richiedenti asilo, il nostro territorio potrà non solo “sopportare”, ma addirittura trarre beneficio dall’incontro con questi ragazzi, molti giovanissimi, che hanno diritto ad essere accolti; se non per rispetto delle leggi dello Stato, perlomeno per umana e cristiana pietà – di cui il Biellese è sempre stato capace.

Paolo Furia,
segretario provinciale PD Biellese

Tags: Paolo Furia, profughi, Pd, richiedenti asilo, biella, Chiavazza

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