L'intervento di Benny Possemato

L’avvocato Delmastro rimane sempre un randellatore

Che scriva da libero pensatore o da neo galoppino del presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Luigi Squillario, per me l’avvocato Sandro Delmastro rimane sempre il randellatore verbale numero uno sullo scacchiere politico biellese.

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Articolo pubblicato il 26-01-2015 alle ore 00:00:00.
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Benito Possemato

Che scriva da libero pensatore o da neo galoppino del presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Luigi Squillario, per me l’avvocato Sandro Delmastro rimane sempre il randellatore verbale numero uno sullo scacchiere politico biellese. Ho letto con gusto la sua replica, mai astringente, ad una mia lettera  indirizzata però al presidente della Fondazione Cassa di risparmio Luigi Squillario.

Interessante pure la replica a mezzo stampa del mio collega di maggioranza Giuseppe Rasolo il quale,  tra l’accusarmi addirittura di fatwa anti Squillario e un endorsement a testa bassa e occhi chiusi del presidente, chiosa: “sono i numeri che parlano in difesa dell’avvocato Squillario”. Giusto, i numeri non mentono. Allora, collega Rasolo,  diamo ancora qualche numero così da avere un quadro più completo degli ultimi decenni di poteri forti biellesi.

L’autonomia della Cassa di risparmio di Biella  nasce nel 1856 da un’idea illuminata di  monsignor Losana e muore nel 1992, neo presidente l’avvocato Luigi Squillario. In realtà tutto fila liscio fino al 1994 quando avviene la prima fusione con la Cassa di Vercelli e nasce Biverbanca, sotto l’egida dell’avvocato Squillario. Nel 1997 il pacchetto di maggioranza di Biverbanca viene ceduto a Comit poi trasformata in Banca Intesa San Paolo per 360 miliardi di lire. L’operazione giunge a buon fine con il benestare del presidente Squillario, sensibile al mantra del momento che vedeva nelle fusioni la sopravvivenza della piccola Biverbanca sul mercato globale ma, alla luce dei fatti, commettendo un errore non veniale per il biellese e sbagliando clamorosamente strategia in prospettiva.

Nel 2007 Banca Intesa cede per 398,7 milioni di euro il suo pacchetto di maggioranza in Biverbanca  a Montepaschi di Siena, i cui vertici sono a stretto giro indagati dalla magistratura italiana e bollati come la    “ banda del 5% di mazzette”. In buona sostanza finiamo tra gli artigli di lestofanti coperti in solido dalla politica (vertici Montepaschi  che in molti Paesi occidentali, collezionerebbero un filotto di ergastoli per gravi reati bancari e finanziari, mentre in Italia finirà come sempre, in bottino taralli e vino).

E’ il baratro, Montepaschi deve svendere il suo pacchetto di maggioranza Biverbanca, l’avvocato Squillario tenta alla disperata di chiudere la stalla a buoi scappati e già morti, e parla di una cordata biellese per perorarne l’acquisto in loco, rinnegando di fatto tutte le sue strategie pregresse. Ma l’uomo non ha più l’appeal di un tempo, l’appello cade nel vuoto e nel 2012 la Banca d’Asti compra, per 203 milioni di euro, il 60,42% di Biverbanca  (Banca d’Asti che ha mantenuto saldamente la propria autonomia e sarebbe il vanto di monsignor Losana).

L’epilogo è storia recente, l’avvocato Squillario lamenta scarsa attenzione degli interessi biellesi da parte di Banca d’Asti (ma proprio per la legge dei numeri chi ha la maggioranza è padrone in casa propria), e con gli ultimi afflati di potere il presidente innesta in Biverbanca un elemento di disturbo per Banca d’Asti sponsorizzando la nomina a consigliere in Biverbanca di uno specialista, l’avvocato Sandro Delmastro che, giunti a questo punto di non ritorno per Biverbanca, è solo  un  randellatore di carta straccia.

Benito Maria Possemato
Consigliere Comunale in Biella

Tags: benny possemato, biella, fondazione cassa di risparmio, Sandro Delmastro, giuseppe rasolo, Luigi Squillario

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