Alasinistra di Roberto Pietrobon

Lasciate in pace la Madonna nera

A dispetto di quanto si creda, in questi giorni è tutto un fiorire di discussioni intorno alla Madonna Nera di Oropa. Si parte da una certa retorica “buonista” sull'accoglienza ai profughi, fino a questioni più “di principio”, come quella che coinvolge il

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Articolo pubblicato il 24-09-2014 alle ore 00:00:00.
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Roberto Pietrobon

A dispetto di quanto si creda, in questi giorni è tutto un fiorire di discussioni intorno alla Madonna Nera di Oropa. Si parte da una certa retorica “buonista” sull'accoglienza ai profughi nella nostra Città, fino a questioni più “di principio”, come quella che coinvolge il nome del futuro ospedale cittadino. Sono settimane che la politica e il giornalismo locale dedicano attenzione e fiumi di parole e commenti alla Vergine Maria. Addirittura, il partito che nel biellese aveva sempre dominato nelle urne, Forza Italia, si è rinchiuso fra le austere mura del Santuario Mariano per cercare quel miracolo che, a leggere delle scarne e insipide cronache sull'evento, non è – purtroppo per loro – arrivato. A nulla sono servite neppure le presenze di politici che, in passato, avrebbero scatenato ridde di fotografi e giornalisti. Il “partito liquido” si è, definitivamente, liquefatto.

Lo vedremo nel “banzai” che pronunceranno gli ultimi sindaci rimasti fedeli al verbo di Arcore, che si suicideranno nel triste spettacolo da Prima Repubblica rappresentato dall'elezione per i futuri organi della nostra Provincia.

Per i credenti – quelli di provata fede antiberlusconiana però – potrebbe essere già questo un bel miracolo: la scomparsa di una classe politica che, negli ultimi cinque anni, ha dato la peggior dimostrazione di inettitudine che il nostro Territorio ricordi. Una condanna all'oblio, che potrebbe essere stata sugellata proprio dal volto compassionevole della Vergine.

Ma se Sparta piange, Atene – di certo – non ride. Fin dall'annuale cerimonia di apertura dei cancelli del Santuario e dalla fascia tricolore ostentata dal nuovo sindaco Cavicchioli, anche durante la funzione religiosa, il neo primo cittadino ha carambolato in diversi tentativi per rimarcare il carattere laico del suo ruolo, riuscendo, per la verità, solamente a rimettere in discussione il nome del nuovo Ospedale. Un po' poco, conoscendo il potere temporale che gli autoproclamati rappresentanti della Vergine in terra esercitano nella vita politica e sociale della nostra Città, e che nessuno ha ancora avuto l'ardire di mettere in discussione. Però, forse, la verità è che la Madonna Nera dovrebbe essere lasciata al suo posto.

Dovremmo smetterla tutti quanti di utilizzare la fede, che credo sia fatto privato e personale, come arma di consenso e di pressione lobbistica. Dovremmo lasciare che il dialogo “profano”, in corso da centinaia di anni tra l'enorme masso fuori dalla vecchia cattedrale – lontano simbolo della paganità di quel luogo – e lo sguardo della Vergine, continui nel silenzio e nella comprensione solo di chi ha occhi e orecchie per capire.

Lasciamo che gli altri, quelli che quei simboli li usano da sempre per fare solo i propri interessi, continuino a farlo nel nostro disinteresse; con la placida sicurezza di un masso e con l’altrettanto rassicurante sguardo della Madonna Nera, entrambi simboli di quella fertilità, anche di pensiero, che difetta molto nell’ormai sempre più abbandonato nostro biellese.

Roberto Pietrobon

www.alasinistra.org

Tags: politica, alasinistra, Roberto Pietrobon, lasciate in pace la madonna nera

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