L'editoriale di Giuliano Ramella

La provincia è morta, ma il Senato aspetta

Qualche giorno fa il Senato ha approvato la norma che abolisce definitivamente dalla Costituzione il termine Provincia. In questi giorni da noi, sulla rete e nelle segrete stanze, infuria la discussione su chi debba essere il presidente

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Articolo pubblicato il 21-08-2014 alle ore 00:00:00.
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Giuliano Ramella

La versione integrale dell'editoriale di Giuliano Ramella pubblicato ieri sulla Nuova Provincia di Biella.

Qualche giorno fa il Senato ha approvato la norma che abolisce definitivamente dalla Costituzione il termine Provincia.  In questi giorni da noi, sulla rete e nelle segrete stanze, infuria la discussione su chi debba essere il presidente della Provincia di Biella, attribuendogli doti salvifiche nei confronti di un'istituzione che non c'è più, e capacità di gestione economica e dei servizi che sarebbero mancate al commissario Ciuni nei circa due anni di cura e di imbalsamazione della salma provinciale. Sarà Cavicchioli, sindaco di Biella e politico col marsupio, a guidare il funerale?

Oppure Emanuele Ramella Pralungo ma sindaco di Occhieppo di sopra e vice di Paolo Furia alla guida del PD biellese?  Le chances del secondo sono legate alla rinuncia della prima scelta, cioè Cavicchioli, che (almeno fino a ieri mattina) tentenna e osserva, mi auguro divertito, il totocavi avviato sulla rete da amici e parenti (politici).  Ma è scontato che la disputa sia limitata ai due di cui sopra?  Niente affatto: se Cavicchioli/Celestino IV per prudenza, overbooking o viltade pronuncerà il gran rifiuto, s'udrà a destra uno squillo di tromba e almeno tre campioni di quell'armata che cinque anni fa prese possesso del contado biellese, sopravvissuti alla renzificazione del territorio, giocheranno le proprie carte.

Claudio Corradino, sindaco di Cossato, Mariella Biollino,  sindaco di Candelo, e Paolo Maggia, sindaco di Gaglianico;  la seconda e il terzo con l'atout di essere stati una assessore della provincia di Simonetti, l'altro presidente del consiglio provinciale sempre simonettiano,  con conoscenze di macchina che agli altri mancano. La questione è chiaramente nominalistica, e appassiona soprattutto i salotti della rete che, con garbo ma anche no, si dicono di tutto meno la ragione vera che rende così appetibile il ruolo (gratuito) di necroforo ultimo dell'istituto provinciale dove da tempo non c'è più trippa per gatti.

Ragione che potrebbe essere l'ingresso nel Senato riformato in cui sederanno gli amministratori locali. Chi meglio del sindaco/presidente potrebbe rivendicare la rappresentanza senatoriale biellese?

giulianoramella@tiscali.it

Giuliano Ramella


Tags: Giuliano Ramella, editoriale, La Nuova Provincia di Biella

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