Torna sugli scaffali delle librerie la guida con tutti i luoghi del Biellese dove appartarsi

La camporella... un’arte che non passa di moda

«La camporella è un’arte». Può sembrare uno scherzo, ma è davvero così, almeno secondo Carlo Appino e Maurizio Pellegrini. Due biellesi che, nel lontano 1995, sono divenuti famosi con il loro libro “Sentieri selvaggi, guida alla camporella biellese”

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Articolo pubblicato il 21-08-2015 alle ore 09:52:03.
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La camporella... un’arte che non passa di moda

«La camporella è un’arte». Può sembrare uno scherzo, ma è davvero così, almeno secondo Carlo Appino e Maurizio Pellegrini. Due biellesi che, nel lontano 1995, sono divenuti famosi con il loro libro “Sentieri selvaggi, guida alla camporella biellese” (Leone Griffa editore). Queste parole, ormai celebri per i lettori locali, sembrano non tramontare mai. Il motivo è presto detto: sta per tornare tra gli scaffali delle librerie il loro manuale, che racconta quali siano i migliori itinerari del Biellese per chi desideri amoreggiare all’aria aperta. L’estate, come si sa, è calda. E lo è in particolar modo quella di quest’anno.  Ma allora, qual miglior momento per dare sfogo ad amorosi intenti bucolici?
Nel Biellese, poi, il territorio è perfetto per piccanti escursioni: vastissimi boschi, di montagna e di pianura, numerosissimi sentieri e vallate che offrono ispirazioni non proprio, per così dire, spirituali. Il suggerimento, a qualunque coppia di innamorati, è che i letti debbano essere usati soltanto per dormire. Una combinazione di tempi e luoghi che incoraggiano tutti ad uscire di casa, facendo tornare alla ribalta un manuale locale delle gite amorose. Quella di Appino e Pellegrini, sembra una guida in grado di far riscoprire la natura, perfino a chi non l’ha mai ricollegata ai più bei momenti della vita.

«L’idea è partita dal ritrovamento in soffitta di un vecchio manoscritto – spiegano gli autori nella prefazione - che inneggiava ai piaceri della camporella. Da lì, ci balenò una folgorante verità. Che il tempo macina i secoli ma non le abitudini». Da quel preciso momento, quindi, Carlo Appino e Maurizio Pellegrini hanno deciso di avviare un impegnativo lavoro di ricerca. Lo scopo era di ricostruire, prima di tutto, la storia della camporella nel Biellese. Dalle gite in piroga organizzate dall’homo palafitticus con la sua bella amata, al boom degli anni 70’, dove tra la la Fiat e i figli dei fiori, quella Nobile Arte (come la chiamano loro) aveva conosciuto il suo ultimo decennio d’oro. Oggi, questa pratica sembra invece essere stata dimenticata, soprattutto dai più giovani. «Colpa del consumismo – sostengono i due scrittori – che ormai ci spinge a passare giornate intere nei bar cittadini, a bere alcolici la sera e a frequentare centri estetici. Ma una volta la sete si placava nei ruscelli, la tintarella si prendeva alle pendici della Muanda, le passeggiate si facevano in mezzo la Baraggia».

La prova, in ogni caso, andava rifatta: l’amore per la natura, e soprattutto l’amore “nella natura”, continuano a sembrare passioni intramontabili. E allora per quale motivo non riproporre, a distanza di venti anni, un libro di grande successo come “Sentieri selvaggi”. Gli argomenti affrontati da questa guida, incuriosiscono sempre qualsiasi fascia d’età. E’ capitato a tutti di pensare che le bellezze naturali della campagna possano diventare la cornice di un momento d’amore. Durante gli anni 90’, la parola camporella sembrava dover sparire dai dizionari. Ma a quell’epoca, il libro di Appino e Pellegrini aveva già riscosso un inaspettato successo. Chissà, quindi, che anche questa volta non ricapiti la stessa cosa. A dimostrazione, appunto, che la loro profezia era vera. Perché il tempo macinerà anche i secoli, ma non le abitudini.

Marco Comerio

Tags: camporella, biellese, libri

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