Simona Perolo: «Gli interventi andrebbero fatti con continuità»

La Burcina sta meglio, cani a parte...

Lo scorso autunno molto si era polemizzato sul Parco Burcina: si denunciava la presenza di rovi, rami secchi, alberi caduti che lo gettavano in uno stato di incuria e di abbandono. A gennaio la situazione pareva essere migliorata, il parco ripulito e le r

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Nelle scorse settimane è stata segnalata la presenza di alcuni cani in Burcina (foto d'archivio)

Lo scorso autunno molto si era polemizzato sul Parco Burcina: si denunciava la presenza di rovi, rami secchi, alberi caduti che lo gettavano in uno stato di incuria e di abbandono.

A gennaio la situazione pareva essere migliorata, il parco ripulito e le rare specie che ospita nuovamente libere di respirare. Con la primavera cominciano le fioriture e l’attenzione torna alla Burcina per una questione che con le piante ha poco a che fare: quella dei cani vaganti.

Da qualche tempo è stata denunciata la presenza di alcuni animali a piede libero. «Quando girano in branco scatta l’istinto predatorio e i cani possono esser tentati di morsicare il malaugurato che gli corre davanti – ammette Giuliano Mosca, responsabile del canile di Cossato, cui è affidato il recupero dei cani vaganti in tutti i comuni del consorzio biellese –. Ma nel caso si trattava di cuccioloni che presi singolarmente non possono essere certo considerati feroci».

Tanto più che di randagi non si sta parlando: tutti gli animali sono stati identificati come di proprietà di abitanti delle vicinanze. Il canile si è attivato per predisporre la posa di gabbie per il parco, ma certo la collaborazione più auspicabile sarebbe quella dei proprietari dei cani.

Sul fronte manutenzione, se non altro, arrivano segnali positivi. «Le condizioni del parco sono molto migliorate, ma gli interventi dovrebbero essere fatti con una certa continuità e non sporadicamente e senza un piano strutturale alle spalle», afferma Simona Perolo, amministratrice della pagina Fcebook “SOS.Burcina”, che raccoglie più di 800 sostenitori.

«Il vero problema è che il Parco Burcina non viene valorizzato dal punto di vista turistico» aggiunge, arrivando al nocciolo della questione. «Non esiste la mentalità di considerare le bellezze paesaggistiche come un valore. I parchi continuano ad essere considerati dei costi quando dovrebbero costituire un investimento».

Gaia Quaglio

Tags: parco burcina, manutenzione, cani

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