Si tratta di Andrea Meloni, Andrea Macchieraldo e Pietro Perona

Koodit, tre “artigiani digitali” che operano nel cuore di Biella

Tre giovanissimi a settembre hanno lanciato ufficialmente la propria attività.

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Articolo pubblicato il 04-01-2015 alle ore 00:00:00.
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Andrea Meloni, Andrea Macchieraldo e Pietro Perona, i tre "artigiani digitali" di "Koodit"

Ci accolgono direttamente nella sede della loro neonata società i tre ragazzi intervistati per raccontare la loro avventura: due stanze in via Mazzini, all’apparenza un po’ spoglie, dietro ai giardini e proprio a due passi dal cinema.

Ma quando dal tavolo per gli ospiti ci spostiamo a quello dove lavorano, è subito chiaro che è li sopra che sta tutto il loro mondo: dentro quella decina di schermi tra cellulari, monitor e pc attorno ai quali si muovono entusiasti e dentro i quali riversano sogni e passioni.

Si chiamano Pietro, Andrea e Andrea i tre giovanissimi che a settembre hanno lanciato ufficialmente la propria attività. Non hanno neanche settant’anni in tre e già hanno trovato il coraggio di mettersi in proprio, imbarcandosi in un’avventura che viene etichettata come “start-up”, termine oggi tanto in voga ma ancora poco chiaro a molti. «Una start-up non è nient’altro che un’azienda: i piccoli imprenditori di un tempo si stanno ritrovando nelle nuove generazioni, nei giovani che con un nuovo bagaglio di conoscenze ambiscono ad una attività».

In parole semplici lo spiegano sul loro sito (www.koodit.it) dove hanno portato avanti nei mesi passati un simpatico “Racconto alla nonna” a puntate, utile a spiegare in modo chiaro (e non solo alle nonne) quello che stanno facendo e il modo in cui hanno preso parte ai grandi cambiamenti del nostro tempo.

Di queste start-up, che altro non sono che la via di mezzo tra l’idea di partenza e l’azienda consolidata, piccole giovani imprese che muovono i primi passi in campi innovativi godendo di una serie di agevolazioni da parte dello stato, in tutt’Italia ne sono già nate 3036, di cui solo 4 hanno sede a Biella.

«Siamo molto legati alla nostra città natale. Biella è sinonimo di qualità, ci sono tantissime nuove realtà attive che fanno le cose qui e le fanno bene. Siamo in posizione ottimale, a metà strada tra Milano e Torino, i clienti arrivano da noi anche dalle grandi città. Fare quello che facciamo vuol dire operare a livello internazionale, mettersi in competizione con dei colossi, ma per farlo bisogna avere un punto di partenza, e noi abbiamo scelto Biella come sinonimo di qualità».

Hanno le idee chiare questi tre ragazzi, ma dopo tanti preamboli, in definitiva, di cosa si occupano? «Il nostro lavoro consiste nel creare applicazioni e siti web – raccontano – Da noi arriva l’azienda con un’idea. Noi la prendiamo e la trasformiamo perché sia una cosa fattibile e che invecchi poco nel tempo e poi iniziamo a svilupparla».

Le applicazioni, questi «piccoli strumenti scaricabili su telefonino e computer in tutto il mondo, in grado di semplificare la vita o renderla semplicemente più divertente» costituiscono un mercato che vale miliardi ed è in continua espansione.

I tre ragazzi sono entrati a farne parte mettendo in gioco le rispettive competenze: Andrea Meloni, laureando in Economia, si occupa della parte amministrativa, della contabilità e della comunicazione; Andrea Macchieraldo, che ha un master in web design, gestisce la parte di grafica e programmazione; Pietro Perona, laurea in Audio Engineering, gestisce la parte organizzativa del lavoro. Sono in tutto e per tutto degli “artigiani digitali”, passano ore davanti allo schermo per creare le vetrine del futuro, che le aziende usano per interagire coi clienti e migliorare i sistemi di acquisto, ma che possono trasformarsi anche in strumenti precisi ed affidabili per i professionisti.

Oltre che su commissione, i ragazzi di Koodit lavorano anche per soddisfare la propria creatività. Già due idee tutte loro bollono in pentola: Taboom, un’applicazione che trasferisce il mazzo di carte del celebre Taboo direttamente sul telefono, e Risikhelp, applicazione che riproduce i dadi di Risiko, aiutando gli appassionati nei difficili conteggi del gioco coi carrarmatini colorati.

In entrambi i casi si tratta di idee che non rischiano di portare all’isolamento immersi nello schermo del proprio cellulare, ma si propongono di sfruttare la tecnologia come uno strumento che favorisca la socialità e il giocare in compagnia.

Gaia Quaglio

Tags: koodit, andrea meloni, andea macchieraldo, pietro perona

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