L'ipotesi non piace alla Lega Nord che prepara già le barricate

"Immigrati nel vecchio ospedale? Non se ne parla"

Immigrati nel vecchio ospedale? E’ bastata l’idea a provocare la “reazione allergica” di tutta la Lega Nord piemontese, che ieri ha tenuto una conferenza stampa per ribadire il suo “no” preventivo, senza se e senza ma.

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Articolo pubblicato il 29-10-2014 alle ore 00:00:00.
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L'ospedale degli Infermi

Immigrati nel vecchio ospedale? E’ bastata l’idea a provocare la “reazione allergica” di tutta la Lega Nord piemontese, che lunedì ha tenuto una conferenza stampa per ribadire il proprio “no” preventivo, senza se e senza ma.

A Biella, oltre ai dirigenti locali - Michele Mosca e Giacomo Moscarola - e al deputato Roberto Simonetti, per l’occasione sono arrivati anche il torinese Stefano Allasia, il consigliere regionale Alessandro benvenuto e l’ex governatore Roberto Cota. Proprio l’ex presidente piemontese ha addirittura minacciato di affidarsi alla piazza per “difendere i biellesi”.

Il repertorio dell’incontro è stato quello tipico, gli esponenti del Carroccio hanno snocciolato dati relativi alla clandestinità in italia e invitato i “pro-accoglienza” ad ospitare i migranti nelle proprie case. Non è mancato nemmeno un attacco alle “associazioni che guadagnano” grazie ai fondi stanziati per gestire il fenomeno immigrazione.
Nelle ore successive sono state depositate anche una mozione ed un’interrogazione sullo stesso tema, a firma del consigliere comunale Moscarola. L’obiettivo? “Stoppare qualunque tipo di iniziativa volta a portare immigrati all’interno dei locali del vecchio ospedale”.

E pensare che quella di riservare un’area del “degli Infermi” all’accoglienza di rifugiati e migranti era solo una delle ipotesi sul tavolo.

Nelle ultime settimane, infatti, lo stesso sindaco Marco Cavicchioli aveva fatto cenno a diverse idee, come quelle di utilizzare lo stabile per rispondere ad altre urgenze del territorio, magari prevedendo nuovi spazi per mensa del povero e dormitorio.

In ogni caso, la sensazione è che si stiano facendo i conti senza l’oste, ovvero la Regione, che, fino a prova contraria, è ancora la proprietaria dell’immobile di via Caraccio.

Resta poi un altro problema: anche se il vecchio nosocomio non fosse il posto più adatto per ospitare immigrati e rifugiati, un luogo “ad hoc” va comunque trovato. Gli arrivi nel Biellese, infatti, non sono una “scelta locale”, ma dipendono dal ministero dell’Interno e dalle operazioni legate a Mare Nostrum. Piaccia o non piaccia, quindi, da qualche parte queste persone dovranno essere accolte.

Tags: lega nord, immigrazione, rifugiati, biella, ospedale degli infermi

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