Alasinistra - La rubrica di Roberto Pietrobon

Quella fumeria di cannabis e i dibattiti "fumosi" della politica

“L’ex Mirò-Spritz trasformato in fumeria di cannabis”. Questi i titoli che abbiamo letto in questi giorni

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Articolo pubblicato il 08-10-2015 alle ore 15:17:00.
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Roberto Pietrobon

“L’ex Mirò-Spritz trasformato in fumeria di cannabis”. Questi i titoli che abbiamo letto in questi giorni sulla stampa locale. Così, quello che per anni è stato il ritrovo per centinaia di giovani della “Biella bene” o, più semplicemente, amanti di un certo tipo di musica e di certo tipo di divertimento, è diventato per una notte (o forse di più) un luogo di ritrovo dove fumare cannabionidi e bere alcool.

In verità nulla di nuovo rispetto alle presenti e passate notti dei giovani biellesi visto che da noi, come in tutta Italia, i consumatori di hashish e marijuana sono tantissimi.

I dati ci parlano di un percentuale intorno al 32% di italiani che, almeno una volta nella vita, ha consumato droghe leggere mentre, lo scorso anno, il 14,5% della popolazione del nostro paese ha fumato almeno una volta uno “spinello”.

In verità nulla di nuovo rispetto alle presenti e passate notti dei giovani biellesi visto che da noi, come in tutta Italia, i consumatori di hashish e marijuana sono tantissimi. I dati ci parlano di un percentuale intorno al 32% di italiani che, almeno una volta nella vita, ha consumato droghe leggere mentre, lo scorso anno, il 14,5% della popolazione del nostro paese ha fumato almeno una volta uno “spinello”. Parliamo di qualche milione di persone che nell’illegalità (con rischio della galera per colpa di una legge assurda come la Fini-Giovanardi) consegnano alle nacromafie quasi un miliardo di euro l’anno.

In Parlamento è stata finalmente calendarizzata la discussione per una legge che depenalizzi il consumo di droghe leggere e che preveda una qualche forma di legalizzazione e di autoproduzione (così da abbattere il traffico illegale in mano alle mafie). Il disegno di legge è stato sottoscritto da parlamentari di (quasi) tutti i gruppi sia di destra che di sinistra e, anche a Biella, se ne è parlato attraverso le dichiarazioni dei deputati e senatori locali. Giganteggia per lucidità e pragmatismo quanto detto dal Senatore Gianluca Susta: “la proposta di legge è stesa con attenzione verso i critici, nella logica ristretta della “riduzione del danno” . Ricordiamo che, nonostante quarant’anni anni di proibizionismo, sono otto milioni i consumatori di cannabis che si rivolgono al mercato clandestino, prede della criminalità organizzata. Questo sarebbe un modo per spezzare il circolo vizioso...”.

Purtroppo, oltre alla prevedibile presa di posizione contraria del leghista Simonetti (anche se, un tempo, il suo leader Salvini era pro legalizzazione!), abbiamo letto le dichiarazioni della Senatrice Favero che ripropone la stanca litania del “legalizzare la cannabis non è né una necessità, né un’urgenza, tantomeno la soluzione” perchè “ritengo che si debba andare a monte di tutte le dipendenze. Così, invece, mi sembra solo un incitamento all’uso”. Vorrei domandare alla Senatrice democratica quale sarebbe - oltre alle giuste quanto irrealizzabili parole per “andare a monte” dei motivi delle dipendenze - la soluzione efficace, qui ed ora, per debellare la diffusione e il consumo delle droghe (soprattutto leggere) visto che riguarda così tante persone in questo paese. Davvero la Senatrice che parla di un giusto uso terapeutico dei cannabinoidi non si pone la semplice domanda rispetto al reale effetto (e danno) delle droghe leggere? Davvero la Senatrice può sostenere che se per uso farmaceutico va bene mentre per uso ludico no?! Non c'è per caso un vizio di forma in questa posizione dettata dalla non conoscenza della materia (e delle sostanze delle quali si parla) e, ancora di più, dei reali effetti che i cannabinoidi producono nell'organismo umano? Se alla Senatrice Favero interessa così tanto la salute dei cittadini perché al posto di scagliarsi contro tutte le droghe (senza distinzione tra leggere e pesanti) non si è resa promotrice di una forte campagna per la proibizione degli alcolici e dei super alcolici (o delle cause “a monte” del loro consumo) visto che - a differenza della cannabis che non ha mai ucciso nessuno - l’alcool (legale e pubblicizzato ovunque) produce ogni anno in Italia circa 40.000 morti per cirrosi epatica, tumori, infarto del miocardio, suicidi, omicidi, incidenti stradali e domestici e per incidenti in ambienti lavorativi?

Quando in questo paese e nel nostro Parlamento (che dovrebbe essere la massima rappresentazione del popolo) si discuterà seriamente di questi temi senza posizioni ideologiche e tornaconti politico/elettorali forse la politica entrerà, finalmente, in connessione con il paese reale. Come avviene, del resto, in tutta Europa e in buona parte dell’occidente, addirittura nei “proibizionisti” Stati Uniti dove stanno legalizzando in moltissimi Stati il consumo e la coltivazione della cannabis e dei suoi derivati sia per uso medico che ludico. Ma forse avremmo davvero bisogno di un’altra classe politica e di un dibattito un po’ meno strumentale e “fumoso”.

Roberto Pietrobon

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Tags: rubrica pietrobon, Roberto Pietrobon,Alasinistra

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