Facile itinerario ad una cima poco frequentata che offre una visuale particolare dell’alta valle Cer

Il Monte Mazzaro

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Articolo pubblicato il 09-06-2014 alle ore 17:00:00.
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Il Monte Mazzaro

Facile itinerario ad una cima poco frequentata che grazie alla sua posizione centrale offre una visuale particolare dell’alta valle Cervo. La salita, comoda fino a Bele, risulta un poco più faticosa nella seconda parte dove il sentiero diviene meno evidente e i pendii si fanno più ripidi. Il monte Mazzaro è una bella cima posta sulla cresta che si origina dal monte Tovo e scende in direzione nord dividendo l’ampio vallone della Praghetta (Gragliasca) dal più modesto vallone di Bele. Attualmente (maggio 2014) i segnavia sono pochi e in parte sbiaditi ma con tempo bello ed attenendosi alle indicazioni riportate nella relazione non esistono problemi di orientamento.

 

Note tecniche

Partenza: Santuario di S.Giovanni (1020 mt)

Difficoltà:  E

Tempo di salita: ore 2,05

Dislivello: 719 mt.

Segnavia: E26

 

Accesso e parcheggio

Da Biella con la strada provinciale 100 si giunge al bivio posto dopo il ponte Concresio ed appena prima di entrare in Rosazza, a circa 15 chilometri dal capoluogo. Si svolta a sinistra lungo la strada per la Galleria Rosazza e in 2 chilometri si raggiunge il Santuario di San Giovanni dove è possibile posteggiare l’auto nel piazzale posto al suo interno o nel piccolo spiazzo esterno antistante l’ingresso o in quello più grande posto un centinaio di metri più avanti.

 

Itinerario

Dal piccolo piazzale antistante il Santuario di S.Giovanni (1020 m), si prende a destra una antica mulattiera che sale in breve alla Torre Campanaria e si innesta in una stradina sterrata. La carrareccia si snoda all’interno di una faggeta purtroppo parzialmente devastata dalla tromba d’aria dello scorso autunno ed in breve conduce alle graziose case di Bussetti (I Bussit), alcune ancora abitate permanentemente (1095 m. ore 0,10). Si ritorna sulla mulattiera che transita a monte delle prime costruzioni e poi a valle del lungo filare di case notandone particolari architettonici di notevole pregio. Appena superato il borgo si abbandona la via più ampia che prosegue in piano per salire a destra un aperto pendio erboso in direzione di alcune ben visibili costruzioni. Si passa davanti a queste e ci si pone su una ben marcata mulattiera che con andamento pianeggiante, attraversando una stupenda faggeta, si spinge lungamente verso sinistra in direzione dell’imbocco dello scosceso vallone di Bele.  La mulattiera si trasforma in sentiero ed ai faggi si sostituiscono le betulle. Dopo una curva verso destra nella quale quasi si inverte il senso di marcia si riprende a salire. Si lascia in basso a sinistra una grossa cava di sienite ed oltrepassato un tratto nel quale la via è stata ricavata nella roccia viva, si entra nel vallone dominato dal ripido e cupo versante est del monte Tovo. Il sentiero, ora su terreno aperto e panoramico, sale diagonalmente il versante sinistro orografico del vallone, alto rispetto allo scorrere del torrente e raggiunge il bel ripiano erboso dove, divise in due gruppi, sono poste, le baite di Bele, purtroppo ormai in gran parte diroccate. (1360 m. ore 0,50, tot. ore 1,00). Raggiunte e superate le casere di sinistra si continua a pendenza limitata verso il fondo del vallone dove scorre, poco pronunciato e sovente asciutto, uno dei rami del rio Bele. Ponendo attenzione ai segnavia si prosegue su pendenza via via più sostenuta risalendo il lato destro del vallone. Dopo un piccolo pianoro erboso, troppo breve per poter rifiatare, si riprende a salire dapprima diritto e successivamente in diagonale verso destra.  Si guadagna così un esiguo poggio erboso alla destra del quale, poco più in basso, è posta una caratteristica guglia rocciosa. A monte, ormai vicine, sono visibili le costruzioni dell’alpe Selle di Bele (1672 mt.), purtroppo in gran parte dirute, a cui si perviene con marcia faticosa e disagevole seguendo il sentiero ormai parzialmento ricoperto da erba olina. (ore 0,50 tot. ore 1,50). A monte delle costruzioni diverse tracce di sentiero portano alla vicina sovrastante cresta spartiacque con il vallone della Pragnetta (Gragliasca). Quella segnalata sale diagonalmente verso sinistra e raggiunge in breve una larga sella erbosa (1706 mt.) (ore 0,05 tot. ore 1,55). Si volge ora a destra (est) in leggera salita e superata una prima lieve elevazione, con un ultimo breve strappo si raggiunge in breve la sommità del monte Mazzaro (1739 mt), ottimo belvedere sulle montagne dell’alta Valle Cervo grazie alle sua posizione centrale malgrado una quota altimetrica non elevata. (ore 0,10 tot. ore 2,05). Su un masso una scritta riporta il nome e la quota altimetrica della cima. Il rientro per l’itinerario di salita comporta ore 1,20.

 

 

Il testo ricalca in gran parte quanto descritto nell’itinerario 3.3 della mia guida “Passeggiate sulle montagne del Biellese” edita dalla Blu Edizioni di Torino.

Tags: le valli del biellese, corrado martiner testa, biella, monte mazzaro
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