La città operaia e quella dei circoli esclusivi

I due volti contrapposti di Biella

So che questa mia rubrica solleverà dei malumori, ma prego coloro che non saranno d’accordo con i suoi contenuti,di prendere le mie parole come uomo a cui probabilmente sfuggono le tradizioni dell’aristocrazia Biellese, dei salotti buoni, dei Circoli rise

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Articolo pubblicato il 26-03-2014 alle ore 00:00:00.
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Alberto Scicolone

So che questa mia rubrica solleverà dei malumori, ma prego coloro che non saranno d’accordo con i suoi contenuti,di prendere le mie parole come uomo a cui probabilmente sfuggono le tradizioni dell’aristocrazia Biellese, dei salotti buoni, dei Circoli riservati alla crema di un fasto Biellese che come la lana oramai è infeltrito.

Le vicissitudini del Circolo Sociale mi hanno confermato quanto ci siano due città contrapposte che cercano di sopravvivere l’una all’altra.

Da una parte la Biella operaia e popolare che sa gettarsi nella solidarietà, nelle sfide anche piccole dei cambiamenti radicali, la Biella proletaria che a tavola non cerca un nuovo tipo di pane ma semplicemente il pane… dall’altra una Biella ancora legata ad una società circolare dove ruotano sempre gli stessi personaggi da più di 50 anni, dove anche un ristorante per rimanere di classe deve rimanere chiuso ad una crema locale che si spalma in locali di lusso autoreferenziandosi senza magari rendersi conto che ci sono rate di condominio rimaste impagate…

Da una parte c’è la Biella che dona e si stupisce di fronte a chi ama creare dal nulla qualcosa che ha come unico scopo l’aiutare chi è rimasto indietro, dall’altra la solita Biella che crede d’essere grande solo se riconosciuta virtuosa in circoli e fondazioni dove il tempo passa, il benessere finisce e restano luccicanti solo antichi sovrani che hanno un regno così piccolo da sentirsi grandi…

Non ho nulla contro il Circolo Sociale, non ne ho mai fatto parte nella mia vita troppo lontana dai riflettori di coloro che contano agli occhi della società “ bene”, mi ha stupito però come il cambiamento avvenuto sia stato riassunto in poche parole dal nuovo gestore, poche parole che racchiudono il grande rischio di questa Biella: non vi offro ricette alternative in linea con le nuove tendenze del mondo… no, vi offro nuovi tipi di carne che arrivano dal mondo lontano ma che non segnano alcun cambiamento. E così invece di pensare alla cucina vegetariana, alle nuove diete vicine alla salute del fisico cosa facciamo a Biella? Per cambiare ci vuole il canguro… proprio così, il canguro che sostituisce quell’orso così impacciato e timido.

Prima bastava stare nella tana ed aspettare la cena, ora cari biellesi bisogna saper saltare da una parte all’altra, da un potente all’altro… o forse bisogna saper accettare che a saltare in questa provincia sono solo i posti di lavoro con buona pace di chi non mangia il bufalo ma è cornuto e mazziato.

 Alberto Scicolone

Tags: Alberto Scicolone, biella, Circolo Sociale, canguro

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