Alasinistra - La rubrica di Roberto Pietrobon

“I Bugiardi” e il premio Pinocchio 2015

Non sappiamo se il 1° giugno del 2014 Marco Cavicchioli, quando incontrò Luigi Apicella per chiedergli il suo sostegno elettorale al ballottaggio, promise in cambio, al noto pizzaiolo, un assessorato.

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Articolo pubblicato il 13-05-2015 alle ore 00:00:00.
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Roberto Pietrobon

Non sappiamo se il 1° giugno del 2014 Marco Cavicchioli, quando incontrò Luigi Apicella per chiedergli il suo sostegno elettorale al ballottaggio, promise in cambio, al noto pizzaiolo, un assessorato.

Vi sono altri due fatti che, al contrario, per come sono andate le cose, siamo in grado di ipotizzare e che, se confermati, attribuirebbero il premio “Pinocchio 2015” al Sindaco di Biella  e alla sua Giunta.

Il 21 gennaio di quest’anno, infatti, scrivevamo, proprio su queste colonne, che l’Amministrazione del PD aveva deciso di pensionare la nostra funicolare preferendole l’ascensore inclinato e che, su suggerimento dei mega dirigenti del Comune di Biella, si apprestava a privatizzare due dei quattro nidi della nostra città.

Nel primo caso, di lì a pochi giorni, in un’affollata assemblea pubblica a Palazzo Ferrero, al Piazzo, Cavicchioli e l’assessore La Malfa dichiaravano che nessuna decisione era stata presa in merito alla scelta pro ascensore. Il tema, così com’era comparso, scompariva dalle cronache cittadine, per ricomparire giusto un mese fa, con dichiarazioni - nuovamente - equidistanti tra le due opzioni in campo.

Un balletto durato ancora poco, visto che il giornalista Enzo Panelli su “Eco di Biella”, pochi giorni dopo, rendeva pubblica una lettera con la quale, il 16 marzo scorso, Cavicchioli aveva comunicato a Regione, Ministero e ATAP l’intenzione di procedere proprio con il progetto di ascensore inclinato. Una scelta che, probabilmente, era già stata presa anche prima del gennaio 2015.

La stessa modalità è avvenuta sulla privatizzazione dei nostri nidi. Quando ne scrivemmo a gennaio, oltre a suscitare una presa di posizione allarmata dei sindacati, Cavicchioli sentì l’urgente bisogno di diramare un comunicato nel quale affermava che “la giunta non ha mai richiesto né esaminato progetti per “esternalizzare” la gestione di asili nido”. Infatti oggi, a quattro mesi di distanza, leggiamo che la giunta ha proprio esaminato e richiesto di avviare l’iter per “privatizzare” la gestione di due dei quattro asili nido comunali.

Siccome i cittadini e i lettori di questo giornale non sono degli idioti, non serve chiarire chi, dando un’informazione corretta, ha fatto un “servizio pubblico” e chi, invece, sta demolendo i servizi pubblici di questa città. La privatizzazione del 50% dei nostri nidi viene giustificata sostenendo che – così-  si ridurranno le liste di attesa, e che non è possibile prevedere delle nuove assunzioni. Falso. E’ possibile. Solo che - come sempre in politica - si tratta di fare delle scelte. Le stesse che hanno permesso di inquadrare il nuovo portavoce del Sindaco Cavicchioli con un contratto “anomalo” per rispondere alle esigenze di quest’ultimo. Oppure, quelle che, negli anni, questo Comune ha adottato per la gestione dei servizi culturali. E, Vi assicuro, potremmo continuare a lungo con gli esempi. Perché, poi, scegliere di privatizzare gli asili di Villaggio e Chiavazza? Per la qualità e la modernità degli stabili? Sicuramente: diventano più appetibili per chi li prenderà in gestione.

Non ci sarà, però, anche una sottile discriminazione di “classe” in ragione del fatto che la maggior parte di queste famiglie, in base al reddito, non paga la tariffa piena (che è di oltre 400 euro mensili, mai ridotta, nonostante le promesse)? Eppure, a leggere i questionari che annualmente vengono dati alle famiglie per valutare la soddisfazione del servizio, il nido di Chiavazza, per esempio, ha ricevuto un punteggio di 9 su 10, segno dell’assoluta professionalità che le nostre educatrici garantiscono ai bambini e alle loro famiglie. L’incredibile di tutta questa vicenda è che a difendere i nostri asili, che non hanno nulla da invidiare ai “famosi” nidi dell’Emilia Romagna, ci sta pensando la destra, con argomentazioni anche razziste.

Un vero capolavoro politico di Cavicchioli e del PD. Stupisce che i tanti consiglieri comunali che, a parole, si sono sempre battuti per il welfare municipale abbiano deciso di rimanere in silenzio. Per fortuna che ci sono quei “gufi” dei sindacati a far valere le ragioni della solidarietà e dell’universalità dei servizi alla persona. A noi rimane il rammarico di esserci fidati di questa Giunta e di questo Sindaco, dal quale, oggi, non compreremmo neppure un’auto usata. 

Roberto Pietrobon

www.alasinistra.org


Tags: Alasinistra, Roberto Pietrobon, rubrica pietrobon

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