Gli sfascisti di Natale

Alasinistra - La rubrica di Roberto Pietrobon

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Articolo pubblicato il 31-12-2015 alle ore 12:00:00.
Roberto Pietrobon
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Mentre ci riprendiamo dalle abbuffate natalizie e ci prepariamo a ributtarci in quelle del veglione di San Silvestro leggiamo distrattamente di roventi polemiche in merito a "spese pazze" e opere inutili (o direttamente dannose) che hanno o stanno interessando la nostra città.

La prima indignata polemica la solleva l'ex parlamentare Sandro Delmastro che si chiede - neanche fosse rimasto ibernato negli ultimi cinque anni - chi è il responsabile dello sperpero di oltre 100 mila euro per un concorso di idee su la riqualificazione del vecchio ospedale di Biella. Siccome siamo in un'epoca tecnologica e tutti gli organi di informazione locale hanno le notizie anche sul web basterebbe una rapida ricerca per scoprire questo inestricabile mistero

Ma Delmastro ha una fortuna in più: può uscire un minuto dal suo ufficio per rivolgersi alla porta di fianco e vedere in suo figlio, l'ex Assessore Andrea, uno dei responsabili di quell'inutile spreco di denaro pubblico. Spiace deludere l'onorevole ma, nonostante siamo in tema, non c'è nessuna oscura "forza del male" che ha tramato nell'ombra per dissipare oltre 100 mila euro per una riqualificazione che mai avverrà. I responsabili hanno nome e cognome e così chi, negli anni, si è opposto allo spreco.

Con addirittura più verve e colorite espressioni leggiamo di un altro indignato cittadino che critica la nuova piazza Duomo. Si tratta dell'artista Omar Ronda che però - scaricando tutte le responsabilità di questo progetto sulla Giunta Cavicchioli - dimentica che i democrat locali si sono limitati solamente ad essere meri esecutori delle volontà della Giunta precedente. Aspetto che, siamo certi, non sarà sfuggito allo stesso Ronda visto che sua moglie era candidata alle scorse elezioni proprio con il centro destra di Dino Gentile che - del progetto su Piazza Duomo - faceva motivo di vanto e punto di forza del proprio programma elettorale. La colpa vera è quindi di chi quel progetto l'ha pensato e finanziato. Però c'è un aspetto che passa sempre in secondo piano: chi ha voluto, veramente, il rifacimento di Piazza Duomo.

La piazza di proprietà della curia (o meglio del Capitolo di Santo Stefano) è stata rifatta con i soldi di tutti (laici, cattolici, atei e di altre fedi) ma il progetto è stato voluto e infine validato dal Vescovo e dalla Curia biellese. Se la piazza è brutta, appare come una pista d'atterraggio o peggio, la responsabilità è delle gerarchie ecclesiastiche biellesi e, in prima istanza, a loro vanno rivolte le critiche.

La politica ha altre e altrettanto gravi colpe. Sia il centro destra che il Pd hanno "baciato la pantofola" vescovile sperando così di garantirsi il sostegno temporale della Chiesa. Un calcolo che non ha portato fortuna a Gentile come, presumibilmente, non la porterà a Cavicchioli. I cattolici sono cittadini adulti come tutti gli altri, scelgono e votano liberamente e non è certo una nuova (brutta) piazza che ne cambierà gli orientamenti elettorali.

Quello che invece cambia, scivolando sempre più verso il basso, è la disinformazione e le polemiche che, mischiando i piani, non permettono la comprensione di fatti ed eventi. Capire le responsabilità, la storia di scelte amministrative e politiche del passato, delinearne contorni e sfumature può essere impresa ardua che, a volte, impedisce lo scrosciare di applausi a scena aperta. Però è opera necessaria, pena un cortocircuito che alla fine non impedirà che errori (e orrori), come quello di piazza Duomo o del vecchio ospedale, si ripetano. A meno di giocare a fare solamente gli sfascisti. Pratica forse divertente ma, in realtà, davvero inutile.

 

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