Alasinistra, la rubrica di Roberto Pietrobon

Funicolare, asili nido e spifferi

Fumo e arrosto, spifferi e conferme, sussurri e grida. Potremmo raccontare così, in una sorta di “romanzo provinciale” le ultime settimane di politica cittadina. Da un lato le grandi manovre per la successione a “Re Luigi” (copyright Giuliano Ramella) all

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Articolo pubblicato il 21-01-2015 alle ore 00:00:00.
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Roberto Pietrobon

Fumo e arrosto, spifferi e conferme, sussurri e grida. Potremmo raccontare così, in una sorta di “romanzo provinciale” le ultime settimane di politica cittadina. Da un lato le grandi manovre per la successione a “Re Luigi” (copyright Giuliano Ramella) alla Presidenza della Fondazione Cassa di Risparmio e dall’altra alcuni progetti dell’amministrazione Cavicchioli. Due settimane fa questo e altri giornali hanno ospitato la presa di posizione del segretario della CGIL trasporti Lorenzo Boffa in merito a “spifferi” che lui, come rappresentante dei lavoratori, aveva raccolto intorno al progetto di pensionamento della nostra funicolare a favore di un più “moderno” ascensore inclinato.

Apriti cielo: dapprima si è negato, parlando di un’ipotesi di scuola, un’idea – tra le tante – che i tecnici del Comune avevano ventilato all’Amministrazione per risparmiare su uno dei simboli più rappresentativi della nostra città, poi, si sono levate le grida contro questo giornale che aveva titolato, correttamente, che la Funicolare sarebbe sparita anche perché, togliendo il sistema di traino a funi, cadeva anche il nome di FUNI-colare. I giorni scorsi sono stati un rincorrersi di conferme e smentite e, solo grazie alla caparbietà della CGIL, alla fine abbiamo scoperto che sì, lo spiffero era molto più che un sussurro tra le mura di Palazzo Pella, che i tempi per decidere di mandare in soffitta la “Funi” sono strettissimi e che, come ha candidamente ammesso l’Assessore ai Trasporti La Malfa lui – di una decisione così repentina – non sapeva nulla. Abbiamo anche saputo che l’intervento per trasformare la funicolare in ascensore inclinato costa, esattamente, quanto sostituire le funi ovvero un milione e rotti mila euro.

Cavicchioli però ha dichiarato che il risparmio si sarebbe prodotto dopo recuperando sul costo annuo del personale come avviene – così si è sostenuto – a Mondovì o a Bergamo.

A Bergamo e a Mondovì i nuovi ascensori inclinati hanno entrambi personale in loco che garantisce sicurezza, manutenzione e funzionamento dell’impianto. E solo gli hooligans di Cavicchioli potevano passare ore e ore in questi giorni per sostenere tesi che, nella realtà, non stanno in piedi. Eppure la scorsa settimana ha prodotto altri sussurri tra le mura di Palazzo Pella e tutte ci parlano dello stesso “problema”: razionalizzare i costi dei servizi in questa città.

Pare che si stia tornando a parlare di “esternalizzazioni” di servizi e mansioni. Spifferi incontrollati dicono di ben due progetti a riguardo: uno del settore economato e uno degli asili nido. Nel primo caso si parla di un possibile affidamento di un settore strategico come l’ufficio paghe ad una società esterna. Nel secondo caso, invece, il progetto potrebbe prevedere l’affidamento a cooperative di due dei quattro nidi comunali (l’esternalizzazione appunto) così da ridurre i costi di gestione e, ovviamente, quelli del personale. Pare, stando sempre ai ben informati, che tutti questi progetti siano stati suggeriti dai dirigenti comunali che, in un’ottica di riduzione dei costi della macchina comunale, non hanno trovato di meglio che immaginarsi tagli del costo del lavoro.

Verrebbe facile la battuta: con lo stipendio di un dirigente quante educatrici potremmo pagare? Cadremmo in un inutile populismo, però, del quale francamente non sentiamo il bisogno. Sentiamo il bisogno al contrario di domandare chi comanda, veramente, il nostro Comune: i dirigenti o i politici? E’ possibile affermare candidamente – come fa La Malfa – di non sapere nulla della necessità di operare la scelta sulla funicolare “entro febbraio” perché, altrimenti, si perdono i soldi derivanti dai ribassi d’asta del Pisu? Se crediamo alla buona fede dell’Assessore ai Trasporti vuol dire che, nella migliore delle ipotesi, c’è qualcosa che non funziona nella comunicazione tra parte politica e tecnici. Altrettanto se – come pare – il progetto di esternalizzazione della metà dei nidi comunali è un’idea avanzata dai dirigenti, mi domando chi abbia l’ultima parola o, meglio, chi prenda  le decisioni in alcuni assessorati. Il problema principale però - come ci dimostra la questione funicolare - è che questa amministrazione è molto sensibile ai ragionamenti che contemplano riduzioni di costi anche a scapito del proprio stesso personale. Sia detto per inciso, il Comune di Biella è sotto organico: troppo pochi i vigili urbani, pochissime le assistenti sociali, appena sufficienti le educatrici dei nidi. Però bisogno tagliare, dipendenti e diritti.

Se il fumo di questi giorni diventerà arrosto e gli spifferi saranno confermati, mi sa che cominceremo a udire anche molte grida, le stesse che il PD alimentava quando era all’opposizione e che ora fa finta di non sentire.

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Roberto Pietrobon

Tags: Alasinistra, Roberto Pietrobon, rubrica pietrobon

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