Le parolacce in dialetto più diffuse

Fulatun, baleng, badòla: ecco come si insultavano i nostri nonni

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Articolo pubblicato il 20-08-2016 alle ore 10:56:54.
Fulatun, baleng, badòla: ecco come si insultavano i nostri nonni 3
Parolacce in piemontese

1. Gadan

Una via di mezzo tra uno sciocco ed un fannullone

2. Tüpin

Questo termine indica, in dialetto piemontese, il pitale che si usava una volta per la raccolta dell’urina durante la notte. Per estensione, l’uso come parolaccia o offesa, indica una persona che è considerata alla stregua di un contenitore per la pipì. Altre interpretazioni danno a “tupin” il significato di pentola di coccio e dunque riferito ad una persona significherebbe “cocciuto” o “stupido”.

3. Fòl

Questo aggettivo deriva dal sostantivo piemontese “folairà” che significa “stupidata”. Dunque, con questo termine, si indica una persona non particolarmente intelligente, in poche parole uno “stupido”.

4. Fulatun

Questa espressione è un rafforzativo della precedente e significa “stupidone”.

5. Fulatrun

Questa invece è il superlativo delle precedenti due parole e indica una persona molto stupida, letteralmente uno “scimunito” o un “rimbambito”.

6. Ancütì

La parola in piemontese significa “tardo, che non capisce, zoticone”. Il termine deriva dal verbo piemontese “ancütì” che significa “arruffarsi i capelli”. Forse nel senso popolare, una persona che non capisce è identificata con il gesto di mettersi le mani nei capelli.

7. Baleng o Balengu

Sicuramente una delle espressioni colorite più conosciute ed usate nel dialetto torinese e piemontese. Questo termine indica una persona “sciocca” o “stupida”.

8. Piciu

Letteralmente “piciu” in piemontese indica il sesso maschile. Per estensione del termine, in dialetto, si usa questa parola per definire una persona come una “testa di cazzo” o un “cazzone”.

9. Betè

Molto simile al suo corrispettivo in italiano, questa parola piemontese significa “ebete”.

10. Bòja Fàuss

Questa è una tipica imprecazione piemontese che indica stupore e/o rabbia e che significa generalmente “porca miseria”. L’espressione è nata al tempo delle esecuzioni capitali quando i torinesi, non apprezzando il fatto che il Boia guadagnasse soldi uccidendo altri uomini, gli diedero il nomignolo di Fauss. Questa parola in piemontese ha diversi significati tra cui “falso” (il più facile) e “maiale” quello che veniva usato per il boia.

11. Badòla

“Badolada” in piemontese significa “stupidaggine”. Da questo sostantivo si è originato l’aggettivo “badòla” che significa appunto “stupido”.

12. Badalüc

Un altro termine con cui i piemontesi identificano una persona che ritengono non molto intelligente, dunque “stupida”.

13. Fafioché

Letteralmente il significato è “fà-nevicare”, ma il senso vero di questa espressione dialettale è “persona che parla tanto e non conclude niente”.

14. Balord

Quasi uguale all’italiano: balordo.

15. Barachin

In piemontese il “barachin” è la gavetta o scodella di “tola” (cioè latta) per il pranzo. Si diceva di una persona “povera” che non poteva permettersi un pasto vero. Successivamente “barachin” divenne sinonimo di operaio. Nei tempi di massimo splendore della Fiat a Torino i suoi operai venivano chiamati i barachin d’la Fiat.

16. Barbotun

Con questa parola vengono definite dai torinesi e dai piemontesi le persone che si lamentano troppo, i “brontoloni”.

17. Baròt

Il “baròt” in piemontese è il bastone. Gli abitanti della città, negli anni passati, hanno usato poi questo termine per definire le persone che venivano dalla campagna, i cosiddetti “villani” o “campagnoli”.

18. Bërlichin

Lecchino, ruffiano, leccapiedi in piemontese si dice Bërlichin.

19. Bocin

In dialetto piemontese “bocin” significa “vitello”. Nel senso dispregiativo del termine sta ad indicare una “persona con poco cervello”.

20. Brut coma la neuit

Brutto o brutta come la notte, nel senso di una persona talmente brutta da far paura, come appunto fa paura fa l’oscurità.

21. Cagon

Il significato è abbastanza evidente: “cagon” si dice ad una persona che ha paura di tutto, un “fifone” o più volgarmente un “cagasotto”.

22. Calabraje

Una persona poco coraggiosa, che si arrende facilmente, in italiano un “calabrache”.

23. Ciampòrgna

Ciampòrgna in piemontese è la “zampogna”, ma detto di una persona vuol dire “pettegola” nel migliore dei casi, “donna di facili costumi” nel peggiore.

24. Ciaparat

In piemontese “ciapa” è un verbo e significa “acchiappare” e “rat” invece vuol dire “topo”. Letteralmente l’espressione significa “acchiappa-topi”, mentre il significato vero è quello di “fanfarone”, “incapace”.

25. Contabale

Letteralmente “raccontaballe”!

26. Facia ‘d tòla

“Facia” in piemontese significa “faccia”, mentre “tòla” vuol dire “latta” o comunque “metallo poco pregiato”. Potremmo dunque tradurre in italiano l’espressione “Facia ‘d tòla” con “faccia di bronzo”.

27. Fanfaluch

“Fanfalüca” in piemontese vuole dire “frottola”, “bugia”, “menzogna”. Un “fanfaluch” è dunque colui che racconta bugie, un “raccontafrottole”.

28. Mesi causset

“Mesi” in piemontese significa “metà” e “causset” invece “calza”. Da lì il passo è breve, “Mesi causset” significa “mezza calza”, cioè una persona che vale davvero poco.

29. Rompabale

La parola non lascia spazio ad equivoci essendo molto vicina all’italiano. Eh sì, significa proprio “rompiscatole” ed è molto utilizzata ancora oggi.

30. Tabaleuri

Forse i piemontesi pensavano che i “suonatori di timpani”, i “tabaleuri” appunto, con il passare del tempo accusassero problemi di udito e comprensione; per questo il termine ha iniziato a definire una persona “poco sveglia” e un po’ “scema”?

 

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