I consigli della psicologa Daniela Manara

Ecco perché il maniaco mostra i genitali

E anche la nostra amata Burcina, il luogo perfetto per le passeggiate, per fare jogging, per leggere un libro o ascoltare musica nell’incanto di colori mutevoli ad ogni stagione, ha il suo maniaco!

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Articolo pubblicato il 08-06-2015 alle ore 00:00:00.
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La psicologa Daniela Manara

E anche la nostra amata Burcina, il luogo perfetto per le passeggiate, per fare jogging, per leggere un libro o ascoltare musica nell’incanto di colori mutevoli ad ogni stagione, ha il suo maniaco! Ed ecco allora che nella fantasia popolare scatta la curiosità, la voglia di sapere, il conoscere ogni minimo particolare... Da parte mia posso solo tentare di dare una spiegazione a tale comportamento.

Il mostrare i genitali ad estranei o masturbarsi in pubblico viene chiamato “esibizionismo” e fa parte di quella categoria dei disturbi sessuali chiamati parafilie. Le parafilie, dette anche “perversioni sessuali” o “deviazioni sessuali”, sono comportamenti o fantasie sessuali fuori dalla norma che implicano oggetti o situazioni anomale per ottenere l’eccitazione. Il soggetto può essere consapevole del suo bisogno di sorprendere, scandalizzare o impressionare lo spettatore involontario tuttavia vive la necessità stringente di mostrarsi e di beneficiare dell’effetto che farà sulla vittima.

Di solito si parla di soggetti di genere maschile e l’esordio di questa parafilia è all’incirca ai 18 anni di età; lo sviluppo e le manifestazioni più franche avvengono con l’età adulta e tendono ad avere una fase di deflessione dopo i 40 anni. L’esibizionista in termini psicopatologici, non è una persona che prova piacere nell’essere guardato volontariamente, ma desidera imporre le proprie condizioni, le proprie regole alla vittima designata. La vittima subisce un’imposizione, un atto violento nella misura in cui non è ricercato, scelto o voluto; l’individuo è considerato solo un oggetto verso cui proiettare degli impulsi; diventa una “cosa”.

Le esposizioni possono anche assumere una caratteristica di rituale: nello stesso luogo, con le stesse azioni, negli stessi contesti e con una predeterminata frequenza, fino ad arrivare a quella che si chiama una “coazione a ripetere”, per cercare di controllare il maggior numero di variabili per gestire la sensazione di non essere in grado di saper affrontare una relazione paritaria con l’altro.

Adesso però non additiamo a maniaco ogni maschietto che indossa la camicia rossa a scacchi!!!

Daniela Manara

Tags: daniela manara, psicologa, rubrica psicologa, consigli psicologa

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