Il direttore della Struttura Nefrologia e Dialisi fa un bilancio a conclusione del lungo servizio

Dopo 37 anni va in pensione il dottor Roberto Bergia

Dal 21 settembre scorso il direttore della Struttura Nefrologia e Dialisi dell’ASL di Biella è in pensione.

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Articolo pubblicato il 24-09-2015 alle ore 17:07:01.
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Roberto Bergia con i suoi collaboratori e col direttore sanitario

Dopo quasi 37 anni di servizio, dal 21 settembre scorso Roberto Bergia, direttore della Struttura Nefrologia e Dialisi dell’ASL di Biella, è in pensione.

Quelli trascorsi in azienda sono stati anni di grandi cambiamenti, che il medico biellese descrive così: «Quando ho fatto il mio ingresso in ASL ricordo che i pazienti in dialisi erano una quindicina; oggi sono 150; all’epoca c’era un solo paziente trapiantato, oggi ce n’è più di un centinaio. Siamo passati dall’avere due letti disponibili per il ricovero dei pazienti nefropatici ad una vera e propria degenza, con dodici posti letto e un letto di day hospital, cui si è aggiunta un’attività ambulatoriale di circa trenta ore alla settimana rivolta a pazienti con ipertensione e nefropatie. C’è stata una crescita notevole dell’attività nei diversi settori (emodialisi, dialisi peritoneale, trapianto, nefrologia) e tutto ciò è stato possibile sia per le scelte delle diverse direzioni generali, sia per l’impegno profuso da medici, infermieri e operatori con cui ho lavorato».

Sono cambiate le attività ed è cambiata anche la tipologia di pazienti; per quanto riguarda la dialisi, Bergia ricorda che oltre trent’anni fa era frequente sottoporre a questo tipo di terapia persone anche molto giovani, considerando che all’epoca le malattie del rene che portavano alla dialisi erano rappresentate soprattutto da infiammazioni dei glomeruli (glomerulonefriti), frequenti in giovane età. Oggi, invece, i pazienti dializzati sono spesso ultrasettantenni: «Ogni anno a Biella all’incirca 30 nuovi pazienti vengono messi in dialisi per patologia renale cronica e altri 30 per una insufficienza renale acuta. Ciò premesso, negli ultimi anni il numero di pazienti in dialisi cronica è stabile, intorno ai 150. Questo si verifica grazie al ruolo fondamentale che svolge l’azione preventiva attraverso l’attività ambulatoriale, che consente in alcuni casi di intervenire con terapie alternative».

La Struttura Nefrologia e Dialisi dell’ASL di Biella non si occupa solo di pazienti in dialisi. Al suo interno sono attivi un ambulatorio per l’ipertensione arteriosa con monitoraggio della pressione nelle 24 ore e altri ambulatori dedicati a pazienti con malattie del rene che, talvolta, sono associate anche ad altre patologie: «Spesso ci si avvale della collaborazione degli specialisti diabetologi, con i quali la Nefrologia condivide un ambulatorio per pazienti con diabete affetti da problema renale, e delle consulenze dei dietologi -continua Bergia-. Quando i pazienti stanno già effettuando la dialisi, nei casi più gravi è attiva la collaborazione con gli specialisti delle cure palliative. A tutto ciò si aggiunge un ambulatorio dedicato a pazienti colpiti da malattie renali rare, qualche decina negli ultimi sei anni, per i quali si ricorre a terapie complesse e farmaci specifici».

C’è un altro fronte su cui Bergia e i suoi collaboratori hanno lavorato in questi ultimi anni, quello dei trapianti di rene: «Il trapianto è attualmente la migliore terapia possibile, soprattutto in termini di qualità della vita del paziente. Nella nostra ASL vengono effettuati prelievi di reni dall’équipe dell’Urologia insieme ad anestesisti, rianimatori e tutti gli specialisti coinvolti in questa attività. Oggi abbiamo a Biella un centinaio di pazienti trapiantati ed una decina di pazienti per i quali si è potuto ricorrere alla donazione tra viventi. Essendo invecchiata la popolazione è invecchiato anche il donatore di rene che, spesso, è anziano, quindi trovare un famigliare vivente compatibile, con un’età il più possibile vicina a quella del ricevente è sicuramente la soluzione migliore».

Sopraggiunto il momento del pensionamento, Roberto Bergia tira le somme di questa esperienza in ASL: «C’è grande soddisfazione per come, tutti insieme, siamo riusciti a far crescere la Nefrologia e Dialisi nel nostro ospedale. Il sistema informatico del nostro reparto, attivo dal 2000, contiene circa 13mila pazienti che costituiscono il 7-8% della popolazione biellese; se si considera che l’incidenza della patologia renale nella popolazione generale si attesta sul 10%, possiamo affermare che siamo riusciti a fidelizzare quasi tutti i cittadini biellesi che soffrono di malattie renali. Sono certo che il lavoro svolto fino ad ora sarà proseguito dai miei colleghi che hanno il vantaggio, rispetto al passato, di lavorare in una nuova struttura ospedaliera, probabilmente la più innovativa del Piemonte, in cui degenza, ambulatori e sale dialisi sono collocati in un unico blocco. Siamo stati un gruppo solido e sono certo che i miei colleghi proseguiranno su questa strada. Per quanto mi riguarda, per il momento cercherò di dedicare a me stesso un po’ più di tempo, imbracciando la bicicletta e, perché no, concedendomi qualche viaggio».

Angelo Penna, Direttore Sanitario dell’ASL di Biella, aggiunge e conclude: «Proseguendo il lavoro svolto dal dottor Bajardi, il dottor Bergia ha guidato la Nefrologia biellese in linea con il progresso che la specialità ha avuto negli ultimi anni. Ha anche svolto e gestito il complesso trasferimento nel nuovo ospedale senza interruzione del servizio di dialisi, evitando ai pazienti di doversi rivolgere ad altri centri di dialisi anche nei giorni più difficili del trasloco. Da parte della Direzione ASL, dunque, un sentito ringraziamento al dottor Bergia per il lavoro svolto».

Tags: roberto bergia, pensione, dialisi, asl bi, biella, nefrologia
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