Dipendente di un’azienda biellese tenta di estorcere denaro all’ex titolare: arrestato

«Dammi 20mila euro o ti denuncio»

«Dammi 20mila euro o ti rovino». Un piano a dir poco malefico quello architettato dall’ex dipendente di una ditta di Gaglianico che permesi ha minacciato l’ex datore di lavoro affinchè gli consegnasse del denaro.

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Articolo pubblicato il 25-05-2014 alle ore 00:00:00.
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Il denaro sequestrato

«Dammi 20mila euro o ti rovino». Un piano a dir poco malefico quello architettato dall’ex dipendente di una ditta di Gaglianico che permesi ha minacciato l’ex datore di lavoro affinchè gli consegnasse del denaro. Alla fine è stato arrestato. In carcere è finito Giampaolo Finotti, 62 anni. L’accusa di cui dovrà rispondere è quella di estorsione: si tratta di un reato che, secondo il codice penale, è  punibile con la reclusione da cinque a dieci anni e con una multa da 516 a 2.065 euro.

Tutto è cominciato intorno all’aprile del 2013 quando l’imprenditore, che ha cessato l’attività, si è visto costretto a licenziare il 62enne, suo dipendente dal 2011. Ma Giampaolo Finotti  non si è mai fatto una ragione del licenziamento e a distanza di un anno  dalla fine del rapporto di lavoro, tramite una terza persona - risultata poi completamente estranea ai fatti -  ha fatto pervenire esplicite minacce all’ex datore di lavoro asserendo di non aver percepito tutte le somme che gli erano dovute  quantificate - a suo dire - in  27.000 mila euro circa.

L’inchiesta è stata condotta dai Carabinieri dell’aliquota di Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica di Biella, coordinati dal maresciallo Tindaro Gullo A seguire le indagini il pubblico ministero Maria Serena Iozzo. Stando a quanto accertato dai militari dell’Arma Giampaolo Finotti ha in più occasioni dichiarato all’ex datore di lavoro di essersi già rivolto ad un conoscente della Guardia di Finanza (circostanza poi risultata non veritiera) asserendo che, in caso di mancata corresponsione di quanto richiesto, avrebbe fatto avviare un’attività di controllo sull’imprenditore.

Sempre secondo quanto emerso dalle indagini Giampaolo Finotti -  al fine di mettere ulteriore pressione -  ha minacciato l’imprenditore, affermando di essere in possesso di ulteriori informazioni e  dicendosi pronto a “farle finire sui giornali”.

L’attività estorsiva è durata diversi giorni, attraverso colloqui telefonici con l’imprenditore, che veniva continuamente minacciato. In particolare il 62enne dettava le modalità di pagamento richiedendo che la somma fosse consegnata in contanti. «Se fai in fretta a darmi quello che mi devi - avrebbe detto una volta - ti faccio lo sconto. Mi bastano 20mila euro». 

Raccolti tutti gli elementi necessari, i carabinieri sono entrati in azione. Hanno suggerito all’imprenditore di dichiararsi  disponibile a pagare e quest’ultimo ha quindi fissato un incontro con il 62enne. Mercoledì mattina Giampaolo Finotti si è recato all’appuntamento, presso l’Azienda in  Gaglianico, per ritirare la somma pattuita. Ma ad aspettarlo all’uscita dell’azienda c’erano gli uomini del maresciallo Gullo. I carabinieri hanno perquisito sia il 62enne che la sua auto e hanno trovato una busta contenente 40 banconote da 500 euro per un totale di 20mila euro. Non solo. E’ stato  inoltre rinvenuto un cutter lungo 23 cm nella tasca portaoggetti dell’auto, a portata di mano dell’indagato e con lama estratta e pronto all’uso;  un altro cutter della stessa lunghezza, regolarmente chiuso;  una mazza in legno lunga 59 cm, larga 5 cm e spessa 3 cm tutta nastrata con nastro isolante di colore nero; oggetti tutti sequestrati.

Nei confronti di Giampaolo Finotti è scattato l’immediato arresto. Portato in carcere a Biella, ieri il provvedimento è stato convalidato. Il giudice, gli ha poi concesso di tornare a casa, ma gli ha comunque imposto una piccola misura di limitazione della libertà.

Tags: estorsione, arresto, Gaglianico

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