L'amaro sfogo di Giulio Deseri, titolare del bar Santa Caterina di via Tripoli

“Chiudo, non ce la faccio più”

“Chiudo, non ce la faccio più”. L'amaro sfogo di Giulio Deseri, titolare del bar Santa Caterina di via Tripoli.

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Articolo pubblicato il 13-07-2014 alle ore 00:00:00.
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Giulio Deseri appende il cartello sulla saracinesca abbassata

«Io chiudo, non ce la faccio più». Giulio Deseri, titolare del Bar Santa Caterina di via Tripoli, comunica  tutto il suo strazio per l’ormai noto super-aumento della Tari all’89%, che ha già fatto guadagnare a questo tipo di tributo l’appellativo di “Tassa anti-ristoratori”.

«Mi si è rotta una serranda del bar,  e se solo non ci fosse stata questa ennesima imposta da pagare, a quest’ora avrei potuto ripararla».

Per protestare contro una situazione divenuta per lui e per molti altri insostenibile, Giulio ha deciso di affiggere un cartello, proprio sulla saracinesca abbassata, con scritto “Prima rata Tari”. E prosegue a raccontare: «Io ho solo quattro serrande, e se ad ogni rata da pagare devo tirarne giù una, posso tranquillamente abbassarle tutte e chiudere per sempre”.

La metafora è molto eloquente. Ma nonostante Giulio Deseri abbia già iniziato a prendere in seria considerazione l’idea di chiudere, tiene molto a questa protesta «anche per tutti gli altri che sono nella stessa situazione». La sua rabbia poi la esprime tutta nell’incapacità  di darsi una ragione di aumenti così alti: «Ma sulla base di cosa vengono calcolati degli importi del  genere? Esistono almeno delle giustificazioni obbiettive?».

L’aumento della Tari viene descritto come il colpo di grazia, rispetto a un carico fiscale divenuto insostenibile già da diverso tempo; ed a questo andrebbe aggiunta la crisi economica degli ultimi anni, che ha appesantito come macigni gli oneri  fiscali soprattutto a capo dei commercianti.

Ma la speranza è l’ultima a morire, e dunque dice: «Mi auguro comunque di poter riaprire questa benedetta serranda il più presto possibile».

Marco Comero

Tags: giulio deseri, Tari, protesta

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