Un commento di Luigi Apicella

Chi strilla e dà la colpa all'uomo nero vi sta di nuovo prendendo in giro

Il problema, a Biella, è dei clandestini o rifugiati che dir si voglia o, invece, è quello delle politiche occupazionali per e sul territorio che, in 25 anni, non hanno prodotto nulla portando di fatto allo sfascio sociale ed economico di una nazione?

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Articolo pubblicato il 10-12-2014 alle ore 00:00:00.
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Chi strilla e dà la colpa all'uomo nero vi sta di nuovo prendendo in giro

di Luigi Apicella (Movimento Uniti per Biella)

Il problema, a Biella, è dei clandestini o rifugiati che dir si voglia o, invece, è quello delle politiche occupazionali per e sul territorio che, in 25 anni, non hanno prodotto nulla portando di fatto allo sfascio sociale ed economico di una nazione? Anche Biella ne è un esempio concreto: da punta di diamante dell’economia manifatturiera con un brand sinonimo di eccellenza riconosciuto in tutto il mondo a città dormitorio, ombra di se stessa, senza prospettiva, che ha visto diminuire il numero dei propri abitanti in maniera esponenziale.  Ed allora, fatte le debite precisazioni, trovo stancante e francamente strumentale leggere le dichiarazioni del capopopolo di turno, o peggio, del sindaco estremista, che, al solo scopo di creare sensazionalismo sperando di raccattare qualche voto (non si sa a quale scopo) cavalca il fronte della paura e del razzismo da quattro soldi, cercando un po’ di pubblicità e di consenso.

Basta con la propaganda e con il facile sensazionalismo: Biella, la sua classe politica non conta nulla se a Roma si decide diversamente. E’ da sempre così. E la questione dell’accoglienza dei clandestini, o rifugiati che dir si voglia, è solo l’ultima frontiera di un tema vecchio e già conosciuto. Se non si hanno gli strumenti per risolvere un problema è inutile lanciare slogan al solo scopo di cavalcare paure e incertezze: la gente è stanca di propaganda così come invece ha sete di decisioni concrete e reali.

Mi permetto una riflessione, a carattere personale, sul tema immigrazione sperando di contribuire a dare uno spunto a questo dibattito che, a livello locale, sta davvero degenerando: già negli anni '80 il sottoscritto fu uno dei primi che, grazie all’aiuto prezioso dell’allora questura di Vercelli, si adoperò per assumere manodopera straniera con ottimi risultati in termini di esperienza personale e di collaborazione. Idem dicasi per esperienze in accordo con la vicina scuola alberghiera che mi ha portato ad avere in stage una ragazza di origine somala.

Certo, oggi esistono problemi concreti di ordine pubblico che non possono essere negati, ma questo è una parte del problema. Esistono delle responsabilità della politica che, a tutti i livelli, ha pensato solo ed esclusivamente al proprio arricchimento sulla testa degli italiani e degli stessi stranieri, come le recenti inchieste stanno dimostrando. La pentola economico/sociale/occupazionale sta esplodendo ma è l’assenza della politica, la sua degenerazione in affarismo, clientelismo, ruberie, tornaconto personale, corruzione, totale assenza di politiche di sicurezza/integrazione ad aver creato il disastro di oggi. Chi oggi strilla dando la colpa sempre e comunque all’uomo nero vi sta, ancora una volta, prendendo in giro.

Tags: Luigi Apicella, biella, movimento uniti per biella, immigrazione, rifugiati

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