di Silvia Castello

Che lavoro fai? La baby sitter...

Silvia Castello racconta i suoi tentativi per trasformare la passione per i bambini in una professione vera e propria

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Articolo pubblicato il 22-05-2014 alle ore 00:00:00.
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Silvia Castello

Le strutture per l’assistenza all’infanzia sono sempre più care e il numero di genitori disoccupati aumenta. Risultato? Genitori e nonni che si occupano dei bambini, ma ogni tanto serve un aiuto extra…

Ho 25 anni e per molto tempo ho lavorato come animatrice turistica, sempre settore miniclub. Gli ospiti mi chiedevano cosa avrei fatto alla fine della stagione, quale fosse la mia “vita vera”, ma per me non esisteva pausa. Ero tra i pochi animatori che lavoravano tutto l’anno e adoravo quello stile di vita.

Arriva un momento, però, in cui le priorità cambiano e ciò implica scelte differenti.

Lo scorso settembre ho trovato una famiglia che cercava una babysitter a tempo pieno e ho iniziato una nuova vita. Purtroppo anche in questo settore la sicurezza è un’utopia, ma è solo l’inizio e non voglio perdere le speranze! Per quest’anno mi ritengo fortunata; benché non abbia avuto un contratto, ho sempre ricevuto il mio compenso e ho maturato esperienze molto utili.

Durante questi mesi, però, mi sono informata e ho scoperto che questa mia passione può davvero essere resa una professione.

Se la famiglia è d’accordo può stipulare un contratto di collaborazione domestica mettendo in regola la babysitter. Questo è ciò che dovrebbe accadere a settembre, con  la nuova famiglia presso cui lavorerò. Grazie a questo contratto la babysitter ha diritto a contributi, ferie, mutua ed è quindi più motivata. Inoltre i genitori possono stare tranquilli, i bambini e la tata risultano coperti da assicurazione. Questo lavoro comporta numerosi rischi, occore tutelarsi.

Le famiglie affidano alle babysitter il loro bene più prezioso, è necessario porre le basi per un lavoro sicuro.

Poche persone hanno il privilegio di trasformare la propria passione in un’occupazione, soprattutto in questo periodo di crisi. Io spero di riuscirci. Vorrei crearmi un futuro continuando ad occuparmi dei bambini.

Arrivare a casa alla sera stanca, ma col sorriso e piena di soddisfazioni non ha prezzo. All’inizio mi accontenterò di uno stipendio basso, non è quello che conta. Intanto sto cercando corsi di formazione per educatrici e assistenti all’infanzia, così da arricchire il mio curriculum e poter aspirare ad un compenso maggiore. La tata in certi casi diventa una sostituta della mamma e deve quindi essere in grado di occuparsi dell’educazione dei bambini. Noi babysitter dobbiamo essere pronte a svolgere anche questo delicato e importantissimo compito.

Vorrei concludere con un appello alle famiglie: create un rapporto duraturo con la vostra collaboratrice, permettendole di svolgere al meglio il suo compito, e i vostri bambini ne trarranno vantaggio.

Babysitter positiva = bambini felici!

Silvia Castello

Tags: silvia castello, baby sitter, lavoro, biella

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