Alasinistra - La rubrica di Roberto Pietrobon

C'era una volta la Prefettura (e c'era anche la politica...)

Introdotta all’inizio del diciannovesimo secolo quando buona parte dell’Italia era sotto dominazione napoleonica, l’istituzione prefettizia ha resistito, con forme e poteri differenti, a tutte le fasi storiche che ha attraversato il nostro paese negli ult

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Articolo pubblicato il 18-09-2015 alle ore 19:26:46.
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Roberto Pietrobon

Introdotta all’inizio del diciannovesimo secolo quando buona parte dell’Italia era sotto dominazione napoleonica, l’istituzione prefettizia ha resistito, con forme e poteri differenti, a tutte le fasi storiche che ha attraversato il nostro paese negli ultimi duecento anni: dal primo periodo unitario all’epoca giolittiana, dal fascismo all’Italia repubblicana.

Non so quanti cittadini abbiamo chiara l’utilità di questa istituzione o ne abbiamo davvero usufruito. Infatti, a leggere l’informazione locale, gli unici a stracciarsi le vesti per la possibile chiusura della Prefettura di Biella sono, come al solito, i politici. Esattamente come quattro anni fa. Cambiano le posizioni ma gli attori sono sempre gli stessi. Destra contro sinistra e sinistra contro destra nell’affannosa ricerca di un titolo o di una foto sul giornale.

PD contro Forza Italia, Lega contro PD in un stanco, inutile e ozioso balletto di responsabilità che evidenzia, neanche troppo velatamente, che a Roma del nostro biellese non interessa una cippa di nulla. Perché il punto è tutto qui.

Questa è una terra “sacrificabile”, con una popolazione ridotta, molta ricchezza ma poco produttiva, una capacità “lobbistica” pari a zero e una qualità del personale politico abbastanza scarsa. Nulla di più facile quindi per i vari governi tagliare (o “razionalizzare” che fa più fico!) perché intanto siamo grandi come un piccolo quartiere di Torino…che sarà mai!

La verità, nuda e cruda, è che i tagli hanno una regia e un preciso disegno: ridurre i servizi, rendere “leggero” lo Stato, subordinare la sovranità popolare all’economia, trasformare l’Europa in un grande mercato dove a determinare le scelte non sono più gli organi democratici ma le tecnocrazie. L’esempio della Grecia è l’ultima e più evidente dimostrazione. Siamo in un regime a-democratico e le cosiddette istituzioni rappresentative (parlamenti, governi, assemblee regionali o municipali) sono solo simulacri di un potere che non c’è più. Ecco perché quando parliamo di taglio ai servizi (oggi Prefettura e uffici postali, domani Ospedali e linee ferroviarie) è davvero insopportabile - oltre che stucchevole - il coro di peana di politici che nulla possono perché le decisioni si prendono altrove e a loro manca anche il coraggio di ammetterlo pena la scoperta, palese ed evidente, della loro strutturale inutilità.

Roberto Pietrobon

www.alasinistra.org

Tags: Alasinistra, Roberto Pietrobon, rubrica pietrobon

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