Voce di senza voce di Alberto Scicolone

C'era una volta la neve a Bielmonte...

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Articolo pubblicato il 05-02-2014 alle ore 08:19:24.
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Alberto Scicolone

Ho dei ricordi chiari di un bambino che di notte si affacciava e dalla finestra osservava i lampioni per vedere se la neve cominciava a cadere…era la ricerca spasmodica di quel piccolo, invisibile fiocco bianco che poteva essere solo l’inizio di una fitta nevica..

Ho i ricordi chiari di quel cielo rosso e bianco, di quel essere svegliati nel cuore della notte del passaggio degli spazza neve e correre a guardare le strade imbiancate e quel silenzio che aspettava il risveglio del mattino.

La domenica poi, per chi poteva, si andava a sciare a Oropa, a Piedicavallo, a Bielmonte. Ricordo ancora le previsioni di Guido Caroselli che annunciavano neve, tanta neve e guardando Bielmonte immaginavo la gioia di chi aspettava quel oro bianco spesso assente in lunghi inverni siccitosi dove i pascoli di montagna di notte apparivano incendiati e gelidi.

Poi è arrivato il riscaldamento globale e la neve ha cominciato a cadere con maggiore frequenza sui monti mentre in città con sempre maggiore quantità ha cominciato a cadere il sale.

I bollettini meteo hanno aiutato notevolmente la prevenzione. Oramai non si guarda più il cielo per capire se nevicherà, come buone massaie si buttano due o tre pugni di sale sul marciapiede ed i bambini corrono con gli slittini e i bob, le persone escono e camminano adagio anche se ancora il termometro segna più sei…se c’è il sale vuol dire che sta per nevicare e bisogna prevenire.

Per non parlare poi della montagna. Grazie alla prevenzione si possono chiudere in anticipo le strade che portano a Bielmonte. Tutto è studiato alla perfezione affinché gli operatori turistici possano stare tranquilli che anche se nevicherà tanto potranno godersi la neve dal divano di casa e se non nevicherà nessuno potrà rovinare quella già caduta.

Stiamo scherzando anche se in verità c’è da piangere di fronte alla tragedia economica che colpisce una delle ultime mete turistiche rimaste nella desolazione del biellese.

In un paese che si rispetta gli operatori turistici dovrebbero poter aprire in modo preventivo gli impianti, sperando poi in un ulteriore nevicata...

Al contrario si chiude preventivamente nell’ipotesi che possa cadere una quantità di neve tale da minacciare l’incolumità di chi raggiunge la meta. Ahimè questo è il biellese. Però consoliamoci…grazie al giro d’Italia gli elicotteri della Rai potranno sorvolare Bielmonte e magari far passare la scritta: non raggiungibile per cause ancora da definirsi…
 Alberto Scicolone

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