Il sindaco traccia un bilancio dei primi mesi a Palazzo Oropa e indica gli obiettivi futuri

Cavicchioli: «Voglio abbassare le imposte»

E’ soddisfatto il sindaco di Biella Marco Cavicchioli del lavoro fatto in questo inizio di legislatura. Adesso, però, pensa ai prossimi obiettivi.

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Articolo pubblicato il 04-01-2015 alle ore 00:00:00.
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Il sindaco Marco Cavicchioli (foto Marchisotti)

Nostra intervista a Marco Cavicchioli, che ha appena trascorso il suo primo Natale da sindaco di Biella.

Se lo immaginava così complicato fare il sindaco?

È un incarico difficile e il momento storico è particolarmente problematico, su questo non ci sono dubbi. Ma ho deciso io di candidarmi, non mi è stato prescritto dal medico: sarebbe un po' paradossale se mi lamentassi. In realtà devo dire che sono tutt'altro che pentito.

Soddisfatto del lavoro svolto in questi primi mesi?

Direi di sì. Sono passati sei mesi dalle elezioni, ma tra le procedure di insediamento e il rallentamento dell'attività durante l'estate, il lavoro effettivo è stato più breve. Questo tempo è però bastato per percepire entusiasmo nel vedere i primi progetti che cominciano a realizzarsi. In poche settimane siamo riusciti a trasformare in realtà i primi punti del nostro programma, senza limitarci a gestire le eredità passate. Penso per esempio al pattugliamento notturno della polizia municipale, di cui si era parlato per anni, e all’inizio di un processo di rivitalizzazione del centro storico.

La cosa fatta di cui è più orgoglioso?

Ne cito più di una. Per la prima volta dopo oltre cento anni dal varo del nuovo regolamento due donne sono state nominate nel consiglio di amministrazione del Santuario di Oropa. Penso che a livello locale si tratti di un fatto importante per quanto concerne l’auspicata parità nei rapporti tra i sessi. La decisione di potenziare il settore della polizia municipale con l’assunzione di un nuovo comandante mi sembra un’altra scelta azzeccata. Infine con piazza Duomo abbiamo dato prova di senso di responsabilità. Abbiamo portato all'ultimo atto un'operazione che era in pista dal 1998: ci siamo ispirati al principio di concretezza e non abbiamo buttato via bambino e acqua sporca, anche se il progetto non ci convinceva fino in fondo per molti motivi. Il rifacimento, peraltro, è solo una faccia della medaglia: l'altra è immaginare di trasformare la piazza in uno spazio più vissuto dai cittadini. Sta già accadendo in questi giorni con il luna park e la pista di pattinaggio. A proposito delle iniziative natalizie in centro, per le quali è stato preziosissimo l'aiuto dell'Atl e del suo presidente Luciano Rossi, abbiamo dato un segno evidente della nostra volontà di rivitalizzare il cuore della città.

Quella invece che non rifarebbe?

Eviterei alcuni toni eccessivamente combattivi e polemici in consiglio comunale: devo imparare ad essere più tollerante in occasione dei dibattiti.

Cosa risponde a chi dice che non si è avvertita discontinuità rispetto alla giunta precedente?

Premesso che nei primi mesi di lavoro si pongono le basi per un’attività che durerà cinque anni chi è in buona fede può vedere che molte cose stanno già cambiando. Basti pensare all’approvazione sulla mozione per la trascrizione delle nozze omossesuali. Sono consapevole che alcuni esponenti massimalisti ritengono che per introdurre dei cambiamenti sia necessario preliminarmente litigare con tutti e porsi sempre in atteggiamento oppositivo. Personalmente preferisco uno stile più dialogante perché credo che le riforme possano avere successo solo se viene fatto uno sforzo per condividerle e parteciparle.  

Tre cose che vuole realizzare nel 2015?

Vorrei organizzare la raccolta puntuale dei rifiuti, che ci consentirà di aumentare la percentuale di differenziata e di far pagare ai cittadini una tariffa proporzionata a quanto viene effettivamente gettato via. Vorrei riuscire a ridurre le imposte attraverso una maggiore equità e alla lotta all'evasione, facendo finalmente pagare chi non lo ha mai fatto. E vorrei avviare un programma di risparmio e di efficienza energetica: si tratta di una voce di riduzione di spesa che non porta conseguenze negative per l’economia locale che invece avrebbero altri tagli.

Cosa succederà del vecchio ospedale?

Personalmente apprezzo molto la proposta del consigliere provinciale con delega all'istruzione Giuseppe Faraci, di portare nel monoblocco le classi dell'Alberghiero che oggi sono a Città Studi e non hanno le cucine per i laboratori e orti urbani che possano essere utilizzati anche dagli studenti dell'Agrario. Ci sembra una proposta praticabile e sostenibile economicamente.
Ovviamente l'idea è da integrare con altre iniziative, in accordo con la Regione.

Cresce l'insofferenza verso gli extracomunitari, la preoccupa questo?

È un atteggiamento inaccettabile, ma si deve essere realisti e credo che sia fisiologico che una minoranza non riesca ad accettare il diverso, che si tratti dell'omosessuale o dello straniero. Bisogna avere un po' di pazienza e, nel frattempo, non smettere di informare le persone ed agire per favorire il processo di integrazione.

Pensa di allargare la giunta? È rientrata l'ipotesi di dare un incarico a Luigi Apicella?

Personalmente sono molto soddisfatto del lavoro della giunta e anche della maggioranza che è uscita dalle urne, forte e coesa. È una mia aspirazione, però, coinvolgere nella vita amministrativa le associazioni e le persone che vogliono operare per il bene della città ma non hanno una rappresentanza in consiglio comunale. È un patrimonio che non possiamo e non vogliamo disperdere.

È ora di individuare il nuovo presidente della Fondazione Crb. Ha già un'idea sul nome del nuovo presidente?

No, e se ce l'avessi non la direi. Del resto si dice dei conclavi che chi entra Papa esce cardinale...

Tags: Marco Cavicchioli, intervista, bilancio, biella, intervista al sindaco

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