Voce di senza voce, la rubrica di Alberto Scicolone

Caro Belletti Bona, ti ho lasciato un albero

Cari nonni e famiglie del Belletti Bona, si è conclusa la mia esperienza come amministratore di queste preziose mura e soprattutto delle vostre vite. Di questi anni ricordo con tanta gioia il periodo in cui ho potuto occuparmi di voi direttamente, da pres

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Articolo pubblicato il 07-01-2015 alle ore 00:00:00.
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Alberto Scicolone

Cari nonni e famiglie del Belletti Bona, si è conclusa la mia esperienza come amministratore di queste preziose mura e soprattutto delle vostre vite. Di questi anni ricordo con tanta gioia il periodo in cui ho potuto occuparmi di voi direttamente, da presidente facente funzione.

Quando sono venuto a Natale a trovarvi, come tutte le volte in questi mesi, mi avete abbracciato col vostro calore e con quella vostra richiesta a me così cara di tornare a occuparvi di voi. I bambini spesso ci fanno domande alle quali non possiamo rispondere dicendo la verità perché sporcheremmo la loro ancora pura idea di mondo, a voi ho sempre risposto che era la politica a decidere e la vostra risposta, da bambini che non siete più, è sempre stata quella di chi sa che non conta la passione e l’onestà che metti nelle cose, purtroppo in questo Paese non conta, anzi spesso ti condanna. Ricordo di quel periodo tanti momenti che ho creato per condividere con voi e il mondo fuori da quelle mura un po’ di me, di voi, di quell’idea che ogni vita si collega al mondo attraverso altre vite e che soprattutto chi non ha voce può essere più forte se si unisce ad altri senza voce.

Vi ho portato, primi in Italia, i cuccioli di Green Hill, salvati dalla vivisezione e li avete accolti con carezze e sorrisi dimostrando che spesso i silenzi e le espressioni  cercano solo direzioni giuste per interrompersi e cambiare in meglio. Vi ho portato la poesia nel chiosco e l’esempio che la voce può essere dolcezza, ritmo vitale, vi ho regalato Diabolik…quello vero, quello meno pericoloso di tanti che invece hanno nomi e cognomi normali. Con l’aiuto della Sig.ra Savio abbiamo rinnovato la tradizione del presepe di Fratel Amilcare per un periodo più lungo, abbiamo provato insieme a creare una grande biblioteca che potesse ospitare oltre che a voi ed ai vostri cari, anche i giovani Biellesi interessati a percorrere la strada dell’assistenza alle persone.

Ho portato accanto alle vostre vite quelle di tanti senza tetto , dando la possibilità all’emergenza freddo di ospitare altri senza voce nel caldo delle vostre stesse mura. Anche per loro ho dato l’anima e mi resta il rammarico di constatare che siamo ancora una società capace di pensare che il giorno di Natale e di capodanno degli esseri umani possano essere rimessi in mezzo alla strada alle sette e trenta del mattino perchè mancano i soldi per pagare un operatore…almeno per qualche ora in più il giorno di Natale. Alle sette e trenta del mattino fa più freddo che a mezzanotte, è l’ora più fredda, soprattutto il giorno di Natale quando anche chi ha perso la via della vita ricorda quei giorni vissuti da bambino.

La nostra è stata una breve esperienza di vera condivisione di un progetto che non ha bisogno del Lei e nemmeno del sig.Presidente . Ricordo con affetto tanti vostri operatori che ogni giorno hanno il compito di accarezzarvi l’anima e il corpo con delicatezza, anche per loro ho cercato di fare il massimo, consapevole che quando si amministra si pensa prima di tutto a tutelare chi si spacca la schiena e si consuma le mani lavorando. Però, cari nonni, la cosa più bella che vi lascio di me e un abete che due Natali fa, sono riuscito a farmi donare e piantare con l’aiuto di meravigliosi ragazzi. Vi ho lasciato un simbolo che va oltre il Natale, che va oltre di voi, di me, dei bambini che entreranno a farvi visita. Andrà oltre le miserie del mondo  e saprà distinguere in silenzio chi entrerà da voi per gratificare il suo ego e chi invece silenzioso come lui si accosterà al tesoro delle vostre memorie. Ricordatevi sempre di affidare a lui le vostre paure e i vostri ricordi perché le sue radici crescano con le radici della vostra terra. Ricordatevi sempre nei momenti di amarezza di quando avete camminato in un bosco. Il silenzio degli alberi è la voce dei senza voce che li hanno amati.

Alberto Scicolone

Tags: Alberto Scicolone, Voce di senza voce, rubrica scicolone

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