Lettera

«Bisogna fare chiarezza sul pirogassificatore»

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Articolo pubblicato il 17-02-2014 alle ore 18:04:27.
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Fa ancora discutere l'idea di realizzare un impianto di pirogassificazione ad Andorno

In queste ultime settimane ad Andorno si è innescato un acceso dibattito, in seguito alla diffusione della notizia che dà per imminente la costruzione di un impianto di pirogassificazione nel sito industriale ex Tessiana.

Naturalmente la notizia ha scatenato immediate polemiche tra sostenitori ed oppositori. Questi ultimi hanno promosso una petizione per tentare di bloccare l’iniziativa, evocando lo spettro, mai sopito, di “fenice” risalente ad una ventina di anni fa. Al contrario i favorevoli tendono a ridimensionare la portata di un simile progetto, osservando esclusivamente gli aspetti positivi dell’operazione.

In questo contesto non poteva certamente mancare l’intervento dell’ineffabile assessore Leone il quale, nella sua veste di vice Presidente della Comunità, ha provveduto a far distribuire, o a distribuire egli stesso, un volantino che, con il presunto scopo di portare chiarezza e serenità nelle famiglie andornesi, ha invece dispensato fendenti a destra e manca contro tutti quanti avessero osato opporsi alla sua creatura.

Ahimè, come spesso gli capita di fare, Leone però parla e scrive senza sapere di cosa sta parlando e scrivendo e, in aggiunta, dimenticando i suoi trascorsi di consigliere comunale di minoranza, quando dava ai suoi interventi contenuti ben diversi. E così facendo si comporta come quello studente che leggendo nella parola equinozio la radice “equi”, ne dedusse che l’equinozio fosse il meritato riposo di un cavallo dopo una lunga galoppata; e questo scatenò l’ilarità dei suoi compagni, ma gli causò pure un brutto voto sul registro.

Ecco, allora, che le parole usate senza conoscerne il significato finiscono con lo scoppiare nelle mani di chi le usa, come dice Cesare Marchi nel suo libro “Imparare l’Italiano”.

Dunque Leone ci ricorda che il pirogassificatore non può bruciare altro che legno puro, come un motore a benzina non può funzionare a gasolio. Ma il nostro assessore sa cosa sia un pirogassificatore? Evidentemente no. Sarebbe lungo e noioso per i lettori esporre in questa sede il funzionamento di un simile impianto, ma è bene spiegare che la cosiddetta pirogassificazione consiste in un duplice, successivo trattamento: pirolisi e gassificazione. La pirolisi è un processo di decomposizione chimica di materiali organici mediante la somministrazione di energia sotto forma di calore ed in totale assenza di ossigeno, diversamente dalla combustione che è un processo di trasformazione in presenza di comburenti (di regola ossigeno). Quindi il pirogassificatore non brucia né legno, né altro materiale. Ciò che si brucia, invece, sono i combustibili prodotti dal processo di pirolisi e dipendono dai materiali organici utilizzati che possono essere diversi: certamente legno, ma anche rifiuti organici, pneumatici, ecc. Naturalmente tutto il processo è un tantino più complesso e prevede delle fasi intermedie, che come ho già detto, sarebbe ozioso ricordare in questa sede.

A questo punto credo sorga legittimo un dubbio; considerati i costi elevati per l’approvigionamento del legno sul nostro territorio, nonché la mancanza pressoché totale di aree demaniali dalle quali reperire la materia prima, siamo certi che si tratterà solo legno? E in caso affermativo, siamo certi della sua provenienza? Ci racconta che il rifornimento avverrà entro un bacino di 75 km; ora se intende una distanza da Andorno, ciò significa arrivare a Torino, Valsesia, Novarese, ben oltre i confini del Biellese, come invece sostiene, mentre se si parla di bacino si dovrebbero indicare 75 km2, ossia circa i due terzi della superficie della Valle del Cervo che egli sostiene non sufficienti. E dal 2012 un impianto di pirogassificazione è attivo a Borgosesia, cioè all’interno del presunto bacino di approvvigionamento del nostro, tra l’altro smentendo la notizia fornita con enfasi da Leone, che cerca di presentarcelo come progetto pilota unico in tutta Italia.

Qualche riga più avanti il volantino di Leone ci ricorda che avremo una produzione di pellet (con una “p” sola, Angelo) per “la trasformazione del riscaldamento da gasolio a pellet … molto meno inquinante”. Ma chi gliel’ ha raccontata questa favola? Parla di inquinamento ma, probabilmente, non ha idea di cosa sia l’inquinamento. Se mi si racconta che l’energia prodotta dal pellet sia più economica ci credo, se invece si cerca di farmi credere che sia meno inquinante dico che è una grande stupidaggine. Il problema della riduzione dell’inquinamento è molto più complessa e non può essere trattato in un breve articolo di giornale, quindi mi astengo dal farlo.

Ancora qualche riga più avanti Leone sembra lamentarsi del fatto che qualcuno non meglio identificato abbia iniziato la campagna elettorale, ma in realtà è proprio lui a farlo quando ricorda che la paventata perdita di valore delle abitazioni limitrofe al sito in questione è iniziata ben prima per colpa dei Governi centrali, dei quali evidentemente il suo partito non ha mai fatto parte, tranne qualche breve intermezzo, e quindi è facile attribuirne le responsabilità ad altri; ci ricorda che le abitazioni adiacenti il futuro impianto furono costruite in tempi successivi allo stabilimento, ma dimentica che circa vent’anni fa ci furono petizioni avverse alla allora Tessiana e lui era un paladino di quelle petizioni, anche se allora non ricordava che lo stabilimento era stato costruito precedentemente e se ne ricorda solo adesso che conviene a lui; si attribuisce il merito di essere stato l’unico ad aver sollevato il problema di “Fenice”, ma dimentica che il caso fu oggetto di discussione tanto in Consiglio comunale, quanto in quello della Comunità montana; infine ci ricorda che il piano regolatore nel 2008 classifica il sito ex Tessiana come zona industriale, ma dimentica di dirci che nel 2008 lui era già Assessore comunale e quindi è almeno corresponsabile di tale classificazione, che peraltro non è irreversibile in quanto le destinazioni d’uso possono essere modificate, e aggiungerei che devono esserlo quando non esistano più i presupposti per mantenere la destinazione originale.

Concludo con alcune brevi considerazioni:

  1. Ho appreso su facebook da un consigliere comunale dello stesso gruppo di Leone che il 25 Febbraio ci sarà un Consiglio comunale aperto durante il quale sarà illustrato il progetto, ma non ho ancora letto manifesti che lo annuncino alla popolazione (oggi è il 16 Febbraio); credo che il Consiglio comunale avrebbe dovuto essere convocato prima di concedere le necessarie autorizzazioni, quando cioè sarebbe stato ancora possibile cambiare idea.
  2. Non sono affatto contrario alla realizzazione di questo impianto perché non condivido la posizione di quanti sono soliti lamentarsi quando non si fa nulla e poi si lamentano quando si fa, ma voglio essere rassicurato circa le caratteristiche sulla potenza, sul materiale trattato, sui controlli, ma voglio essere rassicurato con i documenti scritti, non con le parole di un assessore che parla senza sapere di cosa sta parlando.
  3. Avrei gradito che Leone distribuendo un volantino nel quale si firma “Il Vice Presidente della Comunità Montana Valle Cervo la BÜRSCH”, lo avesse fatto sulla carta intestata dell’Ente, non come ha fatto su un foglio privo di intestazioni. Così come ha fatto ha usato un Ente governato da una Giunta unitaria per farsi pubblicità in vista delle prossime elezioni comunali nelle quali sarà presumibilmente candidato. Voglio almeno sperare che non l’abbia fatto utilizzando carta e fotocopiatore di qualche ufficio pubblico.

 

Cordiali saluti.

Fausto Forgnone

Tags: Redazione, Andorno

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